Stai leggendo: Un nuovo studio rivela che l'inquinamento dell'aria uccide più persone che il tabacco

Letto: {{progress}}

Un nuovo studio rivela che l'inquinamento dell'aria uccide più persone che il tabacco

Dei nuovi dati indicano che l'impatto dannoso sulla salute delle particelle inquinanti più piccole - la principale causa di malattie respiratorie e cardiovascolari - è molto più alto di quanto si pensasse in precedenza.

Il fumo emesso da una ciminiera veeterzy via Unsplash

8 condivisioni 0 commenti

Secondo uno studio pubblicato martedì 12 marzo, l’inquinamento dell’aria ogni anno uccide sempre più persone di quanto non faccia il tabacco: per gli autori della ricerca è sempre più impellente la necessità di smettere di bruciare carboni fossili.

Lo studio, riportato dalla Thomson Reuters Foundation, è stato condotto in Germania e a Cipro, e ha rilevato che nel 2015 l’inquinamento dell’aria ha causato la morte di 8.8 milioni di persone in più, un valore che è quasi il doppio di quello precedentemente stimato (4.5 milioni). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che il fumo uccide 7 milioni di persone all’anno, in tutto il mondo.

I ricercatori hanno condotto le loro analisi in Europa, dove l’inquinamento dell’aria ha causato circa 790mila morti, di cui una percentuale tra il 40 e l’80% è per malattie cardiovascolari, come infarti e ictus.

Il co-autore della ricerca, prof Jos Lelieveld del Max-Plank Institute for Chemistry di Magonza e del Cyprus Institute di Nicosia (Cipro) ha detto: “Poiché la maggior parte del particolato e di altri agenti inquinanti dell’aria deriva dalla combustione di carburanti fossili, dobbiamo trovare urgentemente altri modi per generare energia”. Il professore ha continuato: “Quando usiamo energia pulita e rinnovabile, non stiamo semplicemente adempiendo all’Accordo di Parigi per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, ma potremmo anche ridurre il tasso di morti derivate dall’inquinamento dell’aria in Europa fino al 55%”.

Lo studio della European Society of Cardiology è stato pubblicato nell’European Heart Journal, e ha avuto ad oggetto in particolare l’ozono e le particelle inquinanti più piccole, conosciute come PM2.5, che sono estremamente dannose per la salute, poiché possono penetrare nei polmoni e in certi casi addirittura entrare nel flusso sanguigno.

Al momento il limite massimo in Europa del PM2.5 è di 25 microgrammi per metro cubi, ovvero due volte e mezzo sopra il valore indicato dall’OMS: “In Europa il valore massimo ammissibile… È troppo alto”, hanno commentato Lelieveld e il collega prof. Thomas Munzel del Dipartimento di Cardiologia dell’University Medical Centre di Magonza. “Negli USA, Australia e Canada le linee guida dell’OMS sono considerate una base per la legislazione, cosa che dovrebbe succedere anche nell’Unione Europea”.

Per dare una prospettiva, l’inquinamento dell’aria causa più morti ogni anno che non fumare tabacco.

E hanno aggiunto: “Fumare è qualcosa che possiamo evitare [per noi stessi], ma l’inquinamento dell’aria no”.

È sempre più urgente, dunque, produrre un cambiamento, nella nostra società, capace di correggere queste anomalie.

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.

SCOPRI GLI OUTFIT DELL'ESTATE