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Chiara Ferragni: sua madre scrive una lettera sull'importanza di valere quanto gli uomini

La mamma di Chiara Ferragni ha scritto una lettera alle sue tre figlie per la Festa della Donna, svelando loro il suo passato e le limitazioni subite per essere una donna.

Chiara Ferragni e Valentina Ferragni a un evento Getty Images

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Per l’8 marzo la madre scrittrice di Chiara Ferragni, Marina Di Guardo, ha scritto una lettera aperta alle sue tre figlie spiegando loro di aver scelto un’educazione che le portasse a essere libere e valorizzate in quanto donne. Il progetto fa parte di un’idea di Repubblica di pubblicare otto lettere di personaggi famosi rivolte alle figlie.

Marina Di Guardo ha esordito rallegrandosi per il forte legame che si è creato tra le tre figlie: non avendo avuto sorelle, lei ha sofferto in prima persona di solitudine e non voleva che la sua progenie andasse incontro allo stesso destino.

Avrei tanto voluto delle sorelle, da piccola: avvertire la calda complicità di un essere umano con gli stessi pensieri, una simile sensibilità, le medesime esitazioni. Invece, unica femmina di quattro figli, mi percepivo come un alieno atterrato su una terra inospitale. Mio padre adorava i miei fratelli, concedeva loro molta più libertà, nutriva nei loro confronti grandi aspettative e attese. Io rimanevo a guardarli nell’angolo di un gioco in cui attendevo sempre in panchina, sicura che non sarebbe mai stato il mio momento. 

Lo spunto è servito alla Di Guardo per parlare della condizione della donna, che si è evoluta molto rispetto a quando lei aveva l’età delle sue figlie, ma non abbastanza: i passi da fare sono ancora tanti. Dal canto suo, la mamma di Chiara Ferragni ha fatto in modo che le sue ragazze, Chiara, Francesca e Valentina, spiegassero le loro ali per diventare ciò che desideravano, senza nessun tipo di condizionamento.

Quella sensazione di contare poco o niente me la sono portata dietro per tutta la vita, ancora adesso ci faccio i conti. Rimane accucciata, nascosta, pronta a espandersi, a ritornare prepotente alla prima avvisaglia di crisi. Quando siete nate voi, tutte femmine come per un riscatto del destino, ho pensato che non avreste mai provato quell’inadeguatezza. Avrei fatto tesoro di quello che avevo vissuto sulla mia pelle, avrei imparato da quel dolore.

La sua missiva, oltre che una profonda e toccante dichiarazione d’amore alle figlie, è una dichiarazione d’intenti: una donna è prima di tutto un essere umano, con aspirazioni e velleità, che un genitore deve aiutare a coltivare. 

Per me, non solo figlie ma soprattutto esseri umani degni di attenzione, amore, dedizione. Ho deciso che mai vi avrei posto confini, mai avrei spezzato le vostre ali, scegliendo di credere in voi, sempre e comunque.

Che ne pensate? Non sono bellissime parole?

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