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Cartello anti-Salvini, lui posta la foto e parte la gogna social

Non è la prima volta che Giulia, la ragazza fotografata al corteo di Milano, finisce alla gogna sul profilo Facebook del vicepresidente del Consiglio

Salvini Getty Images

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A Milano, in oltre 200mila persone sono scese in piazza sabato due marzo per la manifestazione contro il razzismo People - Prima le persone. Tra i tanti manifesti e cartelli esibiti durante il corteo, c'era anche quello di Giulia Viola Pacilli, che recitava: "Meglio buonista e puttana che fascista e salviniana". La foto di Giulia e del suo messaggio è stata ripresa proprio da Matteo Salvini, che ha deciso di condividerla sul suo profilo Facebook. L'immagine viene accompagnata da un commento ironico ("Che gentil signora") che, di fatto, non ha fatto altro che solleticare i propri followers, che hanno iniziato a sbizzarrirsi tra insulti sessisti e minacce.

Non è la prima volta che Giulia finisce sulla bacheca Facebook del ministro dell'Interno. Era già successo dopo il corteo milanese contro i fatti di Macerata. In quell'occasione, la ragazza esibiva il cartello con su scritto: "Stranieri non lasciateci soli con i fascisti". La sua foto veniva ricondivisa dal leader della Lega Nord, generando una valanga di sessismo e violenza verbale sulla donna.

Proprio l'averle già provocato insulti in quella situazione avrebbe dovuto far desistere il vicepresidente del Consiglio dall'esporla nuovamente alla gogna, colpevole solamente di aver esercitato il proprio diritto d'espressione: così la pensa Luca Paladini, portavoce dei Sentinelli di Milano: "Questa mattina quello che di mestiere fa il Ministro degli Interni, che conosce bene cosa ha fatto passare a Giulia, decide di rimandare i suoi sicari in missione. E ovviamente sono ripartiti insulti e minacce".

Insulti alla manifestante dopo il post di Salvini

"Giulia era sul nostro carro sabato. Giulia per un cartello che recitava "Migranti non lasciateci soli con i fascisti" esibito in occasione di una manifestazione dopo i fatti di Macerata era già stata additata da Matteo Salvini sulla sua bacheca Facebook. A Giulia arrivò addosso di tutto, dagli insulti sessisti a vere e proprie minacce di violenza fisica", spiega Luca Paladini in un post stracondiviso sul web.

"Non ho memoria dal dopoguerra in poi, di un solo Paese dell'Europa Occidentale con una figura che messa a tutela della sicurezza di tutti noi, impegna il suo tempo a mettere in una situazione di pericolo chi non la pensa come lui. È una cosa inaudita. Siamo tutti con Giulia. Siamo tutti Giulia", ha concluso il portavoce dei Sentinelli.

Quei "buonista" e "puttana" erano gli insulti che la ragazza aveva ricevuto dopo aver esibito un altro cartello contro il razzismo. Era durante il corteo successivo all'agguato di Luca Traini, neofascista che si mise a sparare ad alcune persone di colore a Macerata. Le parole scritte a penna sul cartello di sabato sono le stesse che le sono piovute oggi. Tanti i commenti denigratori nei confronti della ragazza, tra chi la insulta e chi le augura di venire stuprata. Tante anche le manifestazioni di solidarietà nei suoi confronti. Di chi sui social network ribadisce: "Siamo tutti Giulia". 

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