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Stephen King difende Tabitha King: 'Non è solo la moglie di...'

Lo scrittore su Facebook ha attaccato i giornali che si riferiscono alla sua dolce metà chiamandola “la moglie di Stephen King” e rendendo pubblica l’esilarante lettera che Tabitha ha mandato ai diversi editori.

Lo scrittore Stephen King Getty Images

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Nei giorni scorsi sui giornali di tutto il mondo è apparsa la notizia che Stephen e Tabitha King hanno deciso di donare oltre un milione di dollari alla a una società molto importante e su parecchi giornali è apparso di conseguenza il titolo “Stephen King e sua moglie donano 1,25 milioni di dollari alla New England Historic Genealogical Society”.

Il fatto che il nome di Tabitha King non sia stato fatto nei titoli degli articoli che hanno parlato del nobile gesto suo e del marito ha fatto infuriare il re dell’horror che sui Facebook ha scritto:

Mia moglie è giustamente offesa da titoli come questo… la donazione è stata una sua idea, e lei ha un nome: TABITHA KING.

Oltre a difendere Tabitha, King ha anche pubblicato la nota che la moglie ha deciso di mandare a tutti gli editori dei giornali che hanno scelto di non nominarla ma di definirla semplicemente “la moglie di”. In particolare nella dura lettera, la signora King ha paragonato gli editori in questione ai personaggi della serie TV Handmaid’s Tale, ambientata nella distopica e patriarcale Gilead dove le ancelle vengono chiamate con soprannomi quali DiFred (come la protagonista interpretata da Elisabeth Moss) ossia "di proprietà del Capitano Fred":

Cari editori (sposati con una moglie o un marito):

Nella recente copertura mediatica di una donazione che mio marito (uso ironico) e io abbiamo fatto alla New England Historical and Genealogical Society, siamo diventati ‘Stephen King e sua moglie’.

Essere moglie è una relazione o stato. Non è un'identità.

Avreste potuto fare altre scelte. Avreste potuto chiamarmi DiStephen. O sua vecchia signora. O sua-palla-al-piede.

Ho dei figli. Avreste potuto chiamarmi Madre-di-romanzieri (entrambi i figli di Stephen e Tabitha hanno seguito le orme del padre n.d.r.). Ho una figlia, ma non sarebbe sciocco definirmi Madre-dell’ecclesiastica? (Naomi King è un ministro della Unitarian Universalist Church of River n.d.r.)

Ho settanta anni. Ho pensato di darvi il permesso, se DiTabitha (Stephen n.d.r.) dovesse morire prima di me, di intitolare il mio necrologio Relitto di Stephen King. Nel frattempo potreste riconsiderare l'inconsapevole condiscendenza che usate, e dare alle donne il proprio nome.

Che ne pensate delle parole di Tabitha King? Siete d’accordo con l’idea che nel 2019 definire una donna semplicemente “la moglie di” sia sminuente?

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