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Skoliosexual: chi sono e quali sono le loro preferenze sessuali

Continuano a nascere termini sempr epiù specifici per definire le persone in base alle preferenze sessuali. Oltre ai più comuni eterosessuali, omosessuali e bisessuali, ci sono anche gli skoliosexual.

Una coppia iStock

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In ambito sessuale, a volte mancano le parole per descrivere i vari orientamenti. Accanto i termini di uso comune come 'eterosessuale', 'omosessuale', 'bisessuale' e 'asessuale', si stanno diffondendo i sostantivi che descrivono più precisamente le preferenze sessuali come'pansessuale' e 'skoliosexual'. Sebbene crediamo fermamente che sia sbagliato cercare di etichettare tutto, è un dato di fatto che oggi ci sia la possibilità di identificarsi in alcuni gruppi in base alle proprie preferenze sessuali.

Cosa significa essere skoliosexual

Un ragazzo e una ragazzaHDiStock

Qual è il significato della parola 'skoliosexual'? Questa deriva dalla parola greca 'skolio', che vuol dire 'strano'. Secondo il sito Genderqueerid, il termine sta a indicare quelle persone che provano un’attrazione per le persone con identità non binaria – ovvero, coloro le quali non si riconoscono nell’idea che esistano soltanto due generi, maschile e femminile – o per chi non si identifica come cisgender. Quest’ultimo termine indica la cisessualità: quando esiste una concordanza tra l’identità di genere e il ruolo in società considerato indicato per il proprio sesso. Come spiegato su Women’s Health da Phillip Hammack, professore di psicologia alla University of California:

Siamo nel mezzo di una più ampia rivoluzione in materia di etichettatura dell’identità sessuale e di genere. C’è un nuovo linguaggio che si sta creando.

Il termine 'skoliosexual' si sta diffondendo sempre di più sul Web e sui social, anche se alcuni professori universitari ne sentono parlare già da alcuni anni grazie ai propri studenti. Non è, però, per tutti chiaro a cosa si riferisca con esattezza questo nuovo termine: ci sono persone che si definiscono tali e sono attratte esclusivamente dalle persone trans; altre, invece, da qualcuno che è genderqueer. Quest’ultima parola definisce chi non si riconosce nel binarismo donna-uomo, ma come appartenente a una sorta di terzo genere cioè, ad esempio, identificandosi in entrambi i generi o, al contrario, in nessuno dei due.

L’identità di genere e l’orientamento sessuale sono due cose diverse per cui, se è possibile che le persone che si identificano come genderqueer siano attratte dalle persone genderqueer, è altrettanto possibile che ci si possa sentire donna ed essere skoliosexual.

Per chi si prova attrazione?

Una coppiaHDiStock

Da chi si è attratti, dunque, se ci si definisce 'skoliosexual'? Gli skoliosexual non sono interessati a uomini o a donne in quanto tali, ma provano attrazione per chi non si riconosce nella classica divisione sessuale maschio-femmina. Innamorarsi di persone che non si identificano nei due generi non vuol dire provare attrazione per chi non rispecchia l’essere uomo o donna. Debra Laino, sessuologa, terapeuta di coppia e professoressa alla Jefferson University e alla Wilmington University, ha chiarito:

Essere skoliosexual è simile all'essere pansessuale, un'attrazione per tutti i generi, nel senso che non è necessariamente collegata alla preferenza verso un sesso o verso l’altro. A differenza della pansessualità, se sei skoliosexual, però, non sei attratto da persone che si identificano con un genere specifico.

In poche parole, chi è skoliosexual non ha preferenze particolari, ma è aperto a tutte le possibilità. Non bisogna, inoltre, confondersi con i bisessuali - che sono attratti da entrambi i sessi – o con i pansessuali che si innamorano di persone di ogni genere e ogni identità: a differenza loro, infatti, gli skoliosexual non si sentono appartenenti a una certa categoria soltanto perché sono nati con un determinato organo sessuale e non pensano, inoltre, che in una relazione debbano esserci dei compiti riservati solo alle donne o solo agli uomini. Per gli skoliosexual, non esiste distinzione di genere perché, secondo loro, le caratteristiche dell’apparato riproduttivo non devono condurre all’espressione dell’identità.

È chiaro che le etichettature possano risultare più opprimenti che liberatorie ma, in alcuni casi, possono aiutare le persone a sentirsi meno sole. Sicuramente, il passo più importante sarebbe capire che siamo tutti umani e diversi tra di noi: ti piace chi ti piace e sei attratto da chi sei attratto, senza crearsi troppi problemi.

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