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Il potere della natura: crescere in zone verdi diminuisce il rischio di malattie mentali nell’età adulta

Uno studio di un'università danese ha trovato un'importante correlazione tra la frequentazione di spazi verdi durante i primi anni di nascita e il minor rischio di insorgenza di malattie mentali in età successiva.

Bambini che giocano nel verde Jenn Evelyn-Ann via Unsplash

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Uno studio ha rilevato che le persone cresciute in zone verdi (o in prossimità di esse), hanno meno possibilità di sviluppare disturbi mentali nell’età adulta.

Una porzione sempre maggiore di persone vive in aree urbane, e secondo l’OMS ci sono oltre 450 milioni di individui nel mondo che soffrono di malattie mentali. Ora una ricerca condotta da studiosi dell’università di Aarhus in Danimarca, basata su dati raccolti da un satellite tra il 1985 e il 2013, ha creato una mappa della presenza di aree verdi attorno alle case d’infanzia di quasi un milione di danesi, comparando questi risultati con il rischio di sviluppare una qualsiasi tra sedici malattie mentali in età adulta.

Lo studio è stato pubblicato il 25 febbraio nella rivista scientifica americana PNAS, e indica che i bambini cresciuti con poche zone verdi nei dintorni hanno un rischio maggiore (fino al 55%) di sviluppare un disturbo mentale. I risultati sono stati corretti anche alla luce di fattori che incidono su questa possibilità, quali lo status socio-economico, l’urbanizzazione e l’incidenza di quelle malattie nella storia familiare.

La studiosa a capo della ricerca, Kristine Engemann, ha detto: “I nostri dati sono unici. Abbiamo avuto l’opportunità di usare un’enorme quantità di informazioni dai registri danesi - tra le altre cose - delle località di residenza e delle diagnosi di malattie, comparandoli con immagini satellitari che rivelano l’estensione di aree verdi nei dintorni di ciascun individuo durante gli anni della crescita”.

Una mamma passeggia nel verde con i figliHD Juliane Liebermann via Unsplash

Tra i ricercatori vi è ormai la consapevolezza che fattori quali il rumore, l’inquinamento dell’aria, le infezioni e le condizioni socio-economiche inferiori aumentano il rischio di sviluppare una malattia mentale. Altri studi hanno anche indicato che dove ci sono zone verdi più ampie si registra maggiore coesione sociale e una più diffusa attività fisica, il che può migliorare lo sviluppo cognitivo dei bambini. Cioè tutti elementi che hanno un impatto positivo sulla salute mentale.

Con i nostri dati mostriamo che il rischio di sviluppare un disturbo mentale diminuisce progressivamente quanto più a lungo si è vissuto in prossimità di zone verdi dalla nascita fino ai dieci anni di età. Il verde nell’infanzia è quindi estremamente importante.

Uno studio del genere comporta implicazioni importanti per uno sviluppo dell’urbanistica nel senso della sostenibilità, ancora di più se si considera il numero di persone che vive nelle città.

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