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Le smart pill che rivoluzioneranno la medicina

Robotizzate e da ingerire: arriva una nuova generazione di pillole per combattere diverse patologie come il diabete e la stitichezza.

Intelligenti e robotizzate, le smart pills che rivoluzionano la medicina iStock

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Il futuro – e il presente – della medicina è sempre più in fermento. Lo sviluppo della tecnologia ha aperto le porte ad una nuova generazione di device da utilizzare in campo diagnostico e di prevenzione. Già da un po’ si parla di wearable, ovvero dispositivi da indossare come quello per controllare il livello del glucosio, il brain scanner o il monitor cardiaco.

Ora dai wearable siamo passati agli edible, pillole robotizzate e talvolta telecomandate che, una volta ingerite, possono svolgere delicati compiti all’interno del nostro organismo. Quali sono?

La vibrazione che combatte la stipsi

L’ultima innovazione è Vibrant, una pillola intelligente che combatte la stitichezza di cui soffre il 15% della popolazione mondiale. Prodotta dall’omonima azienda israeliana – e non vendibile in commercio –, va ingerita con un po’ di acqua proprio come le normali pillole. Tuttavia, una volta raggiunto il tratto intestinale, Vibrant induce la peristalsi, ovvero i movimenti di contrazione che aiutano la normale defecazione. Ma in che modo?

Come suggerisce il nome stesso del prodotto questa pillola è in grado di vibrare secondo diverse intensità che possono essere stabilite e controllate tramite un radiocomando esterno con wi-fi. Ad oggi il primo test, condotto su 245 volontari che hanno ingerito per 8 settimane cinque pillole al giorno, ha dimostrato che la capsula sembra davvero in grado di regolarizzare il transito intestinale senza gli effetti collaterali generati da un normale lassativo. Tuttavia i ricercatori sostengono che questi risultati necessitano di un’ulteriore validazione attraverso test clinici mirati.

Bluetooth e con aghi: le invenzioni del MIT per diabetici e non solo

Altri due dispositivi intelligenti sono stati ideati dal team di ricercatori del MIT. Il primo è pensato per i giovani che soffrono di diabete di tipo I che potranno finalmente dire addio alle seccanti siringhe giornaliere. Proprio per loro è stato ideato un nuovo device che, una volta ingoiato, può rilasciare insulina direttamente nello stomaco. Come riporta il sito del MIT “della dimensione di un lampone, la capsula contiene un piccolo ago fatto di insulina compressa che viene iniettata una volta che la capsula raggiunge lo stomaco”.

Robert Langer, membro del Koch Institut for Integrative Cancer Research – nonché uno degli autori dello studio – dice a tal proposito “Siamo davvero speranzosi che questo tipo di capsula un giorno possa aiutare i pazienti con diabete e magari anche chi necessita di terapie che per ora possono essere veicolate solo attraverso iniezione o infusione”. Oltre al diabete di tipo I, infatti, questo dispositivo può essere utilizzato anche per il rilascio di proteine e di altri tipi di medicinali.

Ecco un video che ne spiega il funzionamento:

L’altra innovazione, invece, sono le pillole elettroniche create attraverso la stampa 3-D che possono essere controllate in modalità wireless via Bluetooth. Come sostengono al MIT si tratta di speciali capsule da utilizzare per somministrare medicinali che “possono restare nello stomaco fino a un mese, per trasmettere informazioni e rispondere alle istruzioni tramite uno smartphone”.

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