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Gli Oscar 2019 nel segno delle donne e del black power

Quest’anno la cerimonia passerà alla storia l’incetta di statuette fatta dalle donne e dalla comunità nera di Hollywood, tra maestranze e star.

Lady Gaga agli Oscar 2019 Getty Images

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Per quanto riguarda i film, nell'edizione 2019 degli Oscar non c'è stata nessuna pellicola che ha prevalso maggiormente sulle “concorrenti” in lizza, calcolando che Bohemian Rhapsody è il titolo che ha portato a casa più statuette fermandosi però “solo” a quattro.

Ripercorrendo la lunga nottata delle stelle, quest’anno orfana di un presentatore o una presentatrice e di momenti particolarmente indimenticabili (escludendo ovviamente la performance di Bradley Cooper e Lady Gaga che ha commosso il pubblico del Dolby Theatre di Los Angeles sulle note di Shallow), è palese Oscar 2019 sono comunque destinati a passare alla storia per essere quelli in cui a vincere sono state soprattutto le donne e gli esponenti della black community di Hollywood.

Lady GagaHDGetty images

Conti alla mano, tra star e maestranze, sono state 15 le donne della settima arte che nella notte tra il 24 e il 25 febbraio hanno portato a casa un Oscar: dalla protagonista de La Favorita, Olivia Colman, a Becky Neiman-Cobb e Domee Shi per il cortometraggio animato Bao fino ad arrivare a Lady Gaga che commossa ha ritirato il suo premio per il brano Shallow e alla costume designer di Black Panther Ruth E. Carter.

Ruth E. CarterHDGetty Images

Ad oggi non si erano mai viste così tante artiste stringere in una sola sera tra le mani un Oscar anche per categorie in cui solitamente dominano gli uomini. Una grande soddisfazione, pari solo a quella che “l’altra metà del cielo” di Hollywood ha avuto nel 2007 e nel 2015 quando sono state 12 le donne premio Oscar, arrivata a un anno dalla cerimonia tutta al maschile del 2018 in cui solo 6 donne sono state vittoriose protagoniste.

Spike LeeHDGetty Images

Oltre alle donne, in un momento in cui la politica mondiale sembra aver dimenticato il significato della parola uguaglianza e le lotte che sono state fatte e sono ancora in atto perché questo concetto trovi concretezza nella parità di diritti tra tutti i cittadini del mondo, anche la black community di Hollywood è uscita vincente dagli Oscar 2019 dove - tra maschi e femmine - sette statuette sono andate ad artisti di colore. Straordinari talenti tra i quali spiccano: Regina King, Mahershala Ali, Ruth E. Carter, Hannah Beachler, Peter Ramsey, Kevin Willmott e Spike Lee. Un record che ha superato quello del 2017 in cui i neri da Oscar sono stati 5.

Inoltre anche di discorsi di ringraziamento di questa edizione degli Oscar sono stati incentrati sul black e woman empowerment, come quello di Spike Lee - definito paradossalmente razzista dal Presidente Trump - che ha ricordato (citando anche il titolo del suo film Fa' la cosa giusta):

Per 400 anni, i nostri antenati vennero rubati dall'Africa e portati a Jamestown, in Virginia, e resi schiavi. Lavoravano la terra dal buio del mattino al buio della notte. Mia nonna, che ha vissuto fino alla giovane età di 100 anni, diplomata anche se sua madre era una schiava, ha risparmiato 50 anni della sua pensione per fare frequentare al suo primo nipote - che chiamava Spike-poo - il college e la scuola di cinema della New York University. Le elezioni presidenziali del 2020 sono dietro l’angolo. Mobilitiamoci tutti, mettiamoci tutti dalla parte giusta della Storia, scegliamo l’amore sull’odio, facciamo la cosa giusta.

Rami MalekHDGetty Images

O quello di Rami Malek il quale, da americano figlio di immigrati egiziani, ha sottolineato che l’arte, come i sogni, non ha confini di alcun genere:

Sono il figlio di immigrati dall'Egitto. Sono un americano di prima generazioni. Abbiamo fatto un film su un uomo gay, un immigrato che ha vissuto la sua vita senza chiedere scusa a nessuno, e il fatto che io sto celebrando la sua storia stasera è la prova che desideriamo racconti come questo. 

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