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Una vita al giorno di Massimo Vitali: recensione del romanzo e intervista con l'autore

Se son rose fioriranno e se è amore... coltiva una piantina di basilico o un cactus; parola di Massimo Vitali, autore del libro Una vita al giorno.

Un gigante sorridente Sperling & Kupfer

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Qual è il senso della vita? Neanche i grandi filosofi forse sono riusciti a dare una risposta corretta a questo semplice (seppur contorto) quesito, quindi perché avrebbe dovuto provarci uno scrittore bolognese?

Una vita al giorno è il nuovo libro di Massimo Vitali, autore di precedenti romanzi come L’amore non si dice (2010) e Se son rose (2011), che ha portato in casa Sperling & Kupfer una serie di domande e (talvolta) risposte propinate in sessanta pillole di realtà.

L’autore si mette a nudo, raccontando sessanta particolari momenti della sua vita, una vita per niente perfetta che, chissà come, ha un suo valore in ogni singolo secondo della giornata.

Vitali parte da semplici spunti di vita quotidiana per interrogarsi sui dilemmi più profondi del cosmo: parte da un bagnoschiuma per arrivare al concetto d’immortalità, scambia l’amore per una donna con quello per una piantina di basilico, o la lettura di un libro sostituita dall’interesse contorto per la razza umana.

Leggi con voracità fino a destinazione e, appena sceso dal treno, inginocchiati a terra, bacia il pavimento della stazione, ignora chiunque possa guardarti in modo strano e mostra a tutti una semplice verità: e cioè che il paradiso è ovunque tu riesca a occupare il tempo con un libro.

Una vita al giorno parla di come sia difficile talvolta apprezzare quello che diamo per scontato, come leggere un libro, che potrebbe essere il balsamo per il nostro cuore. Lo stesso Massimo è consapevole di avere il privilegio di scegliere e, il più delle volte, lo fa in modo sbagliato: ad esempio, si ripromette di leggere in treno e invece non lo fa, troppo distratto dal mondo che si rincorre da solo, intrigato dal resto dell’umanità che sembra sgretolarsi di secondo in secondo, sommersa da problemi che in fondo neanche comprende.

Una vita al giorno
Una vita al giorno, Massimo Vitali

Sperling & Kupfer

Una vita al giorno

€ 13,51

Forse perché, il più delle volte, siamo noi stessi a creare problemi che non esistono, ce ne nutriamo come un reale bisogno e, una volta risolti, non possiamo farne a meno. Ed ecco che entriamo in un altro circolo vizioso, inseguendo i fantasmi degli altri, i problemi degli altri, ci rendiamo disponibili per quelli che sono amici, parenti, amori perché siamo abituati al fatto che la vita sia un riciclo continuo di problemi.

Ma non è così e Massimo Vitali, a modo suo, cerca di spiegarcelo con delle semplici metafore che puntano dritte alla nostra consapevolezza.

L’amore è come la crema per la dermatite. […] Senti che stai meglio, capisci che sei guarito e pensi che la crema non sia più indispensabile. L’amore va applicato di continuo, specialmente quando ti sembra che vada tutto bene.

Ha un rapporto ambiguo con l’amore, Massimo Vitali. Per tutto il romanzo pare rincorrere il fantasma di un amore che fu, ogni tanto gli sta al passo, quasi riesce ad acciuffarlo e poi si tira bruscamente indietro, combattuto tra quello che potrebbe fargli bene e quello che invece potrebbe distruggerlo.

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Ed eccolo qui, interrogato alla lavagna (della mia cucina) il romanzo "Una vita al giorno" uscito oggi per @sperlingkupfer in tutte le librerie e store digitali. A breve partirò con un mini tour di presentazioni in giro per l'Italia ma la prima sarà nella città del mio ❤. Vi aspetto a Bologna, sabato 26 gennaio ore 17, in un posto prezioso e bellissimo che si chiama Museo Oratorio dei Fiorentini, Corte de Galluzzi 6, a pochi passi da casa di Lucio Dalla che ci osserva dall'alto ma non può intervenire. A chiacchierare con me perciò ci sarà l'amico Luca Bottura @bravimabasta 😊 evento in partnership con Banca di Bologna e @librerie.coop #unavitalgiorno #22gennaio #libridaleggere #romanzo #inlibreria #instabook #bookstagram

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Perché l’amore talvolta è entrambe le facce, ci rende felici come poche cose al mondo e ci distrugge con la stessa identica forza. Per tutto il libro, in sessanta capitoli di vita quotidiana, Massimo ha tentato di evitare l’amore senza rendersi conto di esserne completamente sopraffatto, circondato. Quella stessa piantina di basilico è il promemoria che l’amore è ovunque tu vuoi che ci sia.

Perché leggere questo libro? Chiediamolo all’autore

Non è un libro comune, spesso vi imbatterete in semplici pensieri costruiti attorno a un semplice simbolo e penserete: “Ma dove vuole andare a parare l’autore con questo libro?”. Non preoccupatevi, è normale, l’ho pensato anch’io, ecco perché mi sono sentita in dovere di parlare proprio con lui, Massimo Vitali, e capire che cosa è frullato nella sua testa mentre buttava giù le righe di Una vita al giorno.

Perché ha pensato di scrivere questo libro?
Perché trovare ogni giorno un motivo per cui la vita ha avuto senso è un salvavita, come quello elettrico, però senza interruttore.  

C’è qualche episodio che avrebbe voluto raccontare e non ha avuto modo/posto per farlo?
Certamente, ma come ho scritto, è materia troppo intima per farla uscire allo scoperto.

Qual è il ricordo peggiore della sua vita?
Se dico che non mi viene in mente niente peggioro la mia situazione?

Annaffia ancora la sua pianta di basilico?
Sono passato a un cactus. Per ora sta reggendo. Appena torna a imitare la torre di Pisa vedrò cosa fare.

Ci può raccontare di quella storia (non proprio) d’amore nel libro?
A te per raccontare una storia non proprio d'amore quante righe servirebbero? A me molte di più. Per spiegare qualcosa a proposito d'amore, non basta essere scrittori, serve un'altra vita.

Qual è il messaggio di “Una vita al giorno”?
Lo stesso cantato dai Monty Python: "Always look on the bright side of life"

Prossimi progetti? 
Sto realizzando laboratori nelle scuole. Insegno nuoto ai bimbi. Conduco un programma in radio. Sto presentando il romanzo in giro per l'italia. Insegno scrittura creativa a Bologna, Firenze e Reggio Emilia. I miei prossimi progetti sono di spegnere il telefono, comprare il giornale e aprire una sdraio. 

Vi cimenterete in questa nuova lettura o preferite comprare una piantina di basilico? Come c'insegna Massimo, va bene anche un cactus.

Voto7/10

L’autore si mette a nudo, raccontando sessanta particolari momenti della sua vita, una vita per niente perfetta che, chissà come, ha un suo valore in ogni singolo secondo della giornata.

Cristina Migliaccio

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