Stai leggendo: The Operative, Diane Kruger: 'Sul set incinta senza vino né birra, i piaceri della vita'

Letto: {{progress}}

The Operative, Diane Kruger: 'Sul set incinta senza vino né birra, i piaceri della vita'

Diane Kruger splendida ospite del Festival di Berlino, dove ha presentato la spy story fuori concorso The Operative, interpretata a fianco di Martin Freeman.

0 condivisioni 0 commenti

In una edizione del Berlino Film Festival povera di stelle non è passata inosservata la presenza di Diane Kruger. L'attrice tedesca, da poco madre di una bambina avuta col compagno Norman Reedus, è apparsa radiosa a fianco di Martin Freeman e del regista israeliano Yuval Adler per presentare fuori concorso The Operative, spy story ambientata tra la Germania e l'Iran.

In The Operative, ispirato al romanzo The English Teacher, Diane Kruger interpreta Rachel Currin, spia del Mossad che scompare misteriosamente dopo una missione a Teheran. Attraverso una rete di flashback viene ricostruito il passato della donna, alle prese con le difficoltà della vita degli agenti segreti, costretti a mentire, vivere costantemente la tensione del ruolo, costruirsi false identità senza poter stabilire legami di affetti veritieri. Al fianco di Diane Kruger, Martin Freeman interpreta il suo supervisore Thomas, capo di una cellula tedesca del Mossad, che a poco a poco stabilirà con la donna un rapporto di amicizia. Parlando del motivo che l'ha spinta ad accettare il ruolo, Diane Kruger spiega:

Ero interessata a Rachel perché non è una killer, non è James Bond, è una vera spia, passa anni a osservare senza farsi notare, senza fare niente e senza conoscere la missione. Volevo capire cosa significhi trascorrere due anni passi in un paese straniero sviluppando sentimenti per le persone anche se a casa c'è qualcuno che ti aspetta.

Martin Freeman e Diane Kruger a Berlino 69 con The OperativeHDGetty Images

Per prepararsi al ruolo di Rachel, Diane Kruger racconta di aver seguito una parte di addestramento del Mossad a Israele, parte del quale consisteva nel portare a termine alcune missioni.

Non mi hanno messo una pistola in mano, ma mi chiedevano di bussare alla casa di uno sconosciuto, convincerlo a farmi entrare in cerca di aiuto e recarmi sul balcone là dove il Mossad mi avrebbe potuto vedere. Mi sentivo un mostro a mentire a queste brave persone, ma rinunciare, per una spia, vuol dire farsi sparare addosso.

A intrigare Diane Kruger è stato anche il fatto che Rachel non è israeliana, ma aderisce alla causa del Mossad per sentirsi parte integrante di qualcosa, per sentirsi accettata. Per il regista Yuval Adler Diane Kruger aveva la fisicità e l'intensità giusta per interpretare la spia Rachel così ha deciso di inviarle lo script più di tre anni fa. Dopo un incontro a New York, l'attrice si è appassionata a un personaggio femminile forte, intelligente e complesso che viene usato dal Mossad come tutti gli altri agenti.

The Operative contiene, infatti, una critica insita nel sistema che sfrutta i suoi sottoposti per poi disfarsene quando non servono più. Le riprese hanno riportato Diane Kruger nella sua Germania, a Leipzig, e l'attrice appare particolarmente contenta di questa opportunità.

Leipzig ha la stazione più bella dell'intera Germania, ho girato due film lì e credo di aver passato più tempo in Germania negli ultimi due anni che nei precedenti 25. Però ero incinta perciò non mi sono potuta godere vino e birra, i piaceri della vita.

Una scena di The OperativeHDBerlinale

Martin Freeman, compagno di set della Kruger, condivide la sua passione per la Germania, che definisce "un piacevole soggiorno", svelando che Berlino è la prima città che ha visitato al di fuori dell'Inghilterra. Riguardo alla preparazione del ruolo di Thomas, capo della cellula del Mossad tedesca e supervisore di Rachel, l'attore spiega di non aver dovuto lavorare sulla propria fisicità.

Nella maggior parte delle scene sono seduto a bere caffè, in questo sono molto bravo. Sono specializzato nel bere caffè e mangiare dolci. Sono fortunato a poter lavorare in progetti che mi piacciono, in questo caso il mio personaggio non è coinvolto nelle scene d'azione a conclusione del finale. Ma quello lo abbiamo girato come se a intervenire fossi io, una persona comune. Perché Thomas non è un uomo d'azione, passa il tempo seduto a un bar a spiare le persone.

Parlando dei criteri con cui sceglie i progetti, Martin Freeman specifica che la maggior parte dei film da lui girati sono opere indipendenti low budget.

Ad attirarmi sono la storia o il personaggio, principalmente la storia. Se questa non mi attrae, non accetto il film anche se il personaggio mi intriga. Di questo progetto mi ha attratto il fatto che non è basato sull'azione, ma è la cosa più vicina alla realtà che abbia letto. Diane era già nel cast quando sono arrivato io ed è un'attrice dedicata, la sceneggiatura era davvero intelligente, e come dicevo prima dovevo stare seduto per tanto tempo.

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.

SCOPRI GLI OUTFIT DELL'ESTATE