Stai leggendo: Catena Fiorello sul suo nuovo libro Tutte le volte che ho pianto

Letto: {{progress}}

Catena Fiorello sul suo nuovo libro Tutte le volte che ho pianto

Sorella d'arte, la scrittrice e autrice siciliana, ritorna in libreria con Tutte le volte che ho pianto, il suo nuovo romanzo dedicato a chi non nasconde le lacrime, e a tutte le donne che riescono a rialzarsi grazie alla forza dell'amore.

La scrittrice siciliana Catena Fiorella in libreria con Tutte le volte che ho pianto Ufficio Stampa

2 condivisioni 0 commenti

"Grazie a questo romanzo vedo finalmente affiorare le lacrime. Avevo smesso di piangere". Catena Fiorello, la scrittrice e autrice Tv siciliana, torna in libreria con “Tutte le volte che ho pianto” (Giunti Editore), un’intensa storia d’amore, di perdite e disillusioni.

Al centro un racconto tutto al femminile che rileva la forza delle donne di rinascere, partendo da se stesse. Emozionata ("mi sta esplodendo il cellulare di messaggi di auguri e in bocca al lupo"), la sorella dello showman Rosario e dell’attore Beppe Fiorello, seguitissima sui social (anche grazie ai numerosi video di ricette in cucina insieme alla mamma Sara), vive un momento d’oro. Non solo il tour di promozione in giro per l’Italia ma presto l’altro romanzo di successo, Picciridda, diventerà un film.

Romanzo "Tutte le vole che ho pianto"
Tutte le volte che ho pianto

Giunti Editore

Romanzo "Tutte le vole che ho pianto"

€ 15,30

“Tutte le volte che ho pianto” è dedicato a chi non nasconde le lacrime. Bisogna sempre credere nell’amore anche quando ci si sente sconfitte e deluse come Flora la protagonista?
Ho scritto questa storia per me stessa. Qualche anno fa ho vissuto un grande trauma emotivo, ma preferisco non parlarne e ho risposto a questa ferita, quasi pietrificandomi, non riuscendo più a tirare fuori le lacrime, soffrendo in silenzio.

Hai combattuto il dolore con la scrittura?
Sì, mi sono seduta a tavolino con Flora e lei mi ha raccontato la sua vita che non è stata facile, nonostante la sua apparente fragilità possiede una grande forza. Io sono il contrario, sembro una donna forte ma dentro sono l’insieme dei dolori che mi porto dietro.

Questo romanzo è stato come una lunga seduta psicanalitica?
Sì, grazie a questo romanzo vedo finalmente affiorare le lacrime. Avevo smesso di piangere. È importante piangere, attraverso le lacrime misuri la bellezza e crei empatia tra le persone. Oggi sembra che gli uomini non sappiano più piangere, in amore e nel vivere civile, per strada, a lavoro, in fila in banca.

Catena Fiorello in libreria con Tutte le volte che ho piantoHDUfficio Stampa

Secondo te perché?
O piangono troppo, come in alcuni programmi televisivi, oppure c’è questa estrema positività, quasi malata. Basta andare su Instagram e sono tutti sempre belli, felici e sorridenti. E a piangere che ci insegna?

Piangere è…
L’unico momento di verità degli uomini. L’ho anche scritto.

Come arriva l’ispirazione per la scrittura?
Non m’ispiro alle storie delle persone che conosco, non m’interessano. Ascolto, capto e osservo la gente parlare. Raccolgo informazioni e poi da lì parto.

Scrivi su carta e poi al pc?
No, mai usata la carta. Io scrivo in cucina, a casa mia. Non in luoghi lontani e solitari. Quando comincio a scrivere, non ci sono più per nessuno. È un isolamento totale. Mi allontano dal mondo.

Della tua famiglia chi ha già letto il romanzo?
Beppe e Rosario non lo hanno ancora letto. Solo mia madre è la prima a leggere quello che scrivo prima ed è anche un giudice severo.

Cosa ti ha detto mamma Sara?
“Brava, quanto mi sono commossa!”. È una donna di poche parole ma concreta. Dovrò regalare una copia del libro a Beppe e Rosario, e anche a mia sorella Anna.

Catena Fiorello in libreria con il suo nuovo romanzo Tutte le volte che ho piantoHDUfficio Stampa

Il libro è anche una storia di sorellanza?
Sì, e inevitabilmente ho raccontato qualcosa che conosci. Il nostro è un rapporto affettivo di sorellanza, implica tutto: liti, amicizia, amore e conflitti.

L’altro tuo romanzo di successo, Picciridda, diventerà un film, che emozioni si provano?
In questi giorni il film è al montaggio. Speriamo di partecipare a qualche festival. L’ho già visto e questa volta ho pianto. Te lo posso garantire.

Sul tuo profilo facebook hai scritto: “Ho sempre letto per difendermi dall’ignoranza, e ho sempre scritto per proteggermi da me”, eppure sembri una donna così centrata…
I miei pensieri sono talmente tanti e ingombranti che in qualche maniera mi proteggo mettendoli su un foglio word. Non penso mai cosa edificanti su di me, né credo di meritare complimenti. Sono la mia peggior nemica. Questo essere così critica, però ti ha fatto scrivere dei romanzi importanti… In qualche modo la mia instancabile insoddisfazione mi porta a dare il meglio.

Quali sono i tuoi autori di riferimento?
Nessuno. Leggo i romanzi senza cercare ispirazione, né imitazioni. Quando scrivo, non ho nessun riferimento, se non la vita che mi racconta le storie.

A chi dedichi o vorresti dedicare “Tutte le volte che ho pianto”?
A Maria Cristina Rizzo, una donna che ammiro molto. Ha pianto e continua a piangere la morte del figlio in un incidente stradale e lo racconta in maniera commovente su Facebook come in una sorta di diario.

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.