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L'amore finché resta, recensione del romanzo e intervista al suo autore Giulio Perrone

In libreria dal 14 febbraio, il giorno dell'amore, il nuovo romanzo di Giulio Perrone. L'amore finché resta... ma resta davvero?

Un uomo in bilico HarperCollins Italia

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Cos’è l’amore? Un sentimento che dobbiamo assecondare, una sensazione fuggiasca che il nostro cuore assorbe per sentirsi più vivo? O è un bisogno primario, come bere mangiare e dormire? La risposta ha provato a darcela, almeno per sommi capi, Giulio Perrone con il suo romanzo L’amore finché resta, in libreria dal 14 febbraio.

Pubblicato da HarperCollins Italia, L’amore finché resta è uno di quei romanzi che si legge tutto d’un fiato, non ha bisogno di grande impegno tanto che vi potrebbe tenere compagnia anche soltanto durante qualche viaggio di metropolitana (e lo dico perché io l’ho fatto).

Con uno stile diretto e conciso, il romanzo di Perrone non si perde in chiacchiere futili, anzi. Si ha l’impressione di voler arrivare dritti al punto, anche se questo punto ha un po’ di difficoltà a emergere del tutto perché il primo ad essere confuso è proprio il protagonista. 

L’amore finché resta: di cosa parla il romanzo

Tommaso è un uomo che vive adagiato sugli allori. Dalla vita non ha mai preteso nulla se non un matrimonio economicamente saldo alle spalle e una vita sentimentale intervallata da qualche scappatella di tanto in tanto. Il suo animo da latin lover gli viene prontamente sciolto nell’acido nel momento in cui è sua moglie a mettere il punto definitivo al loro matrimonio. Restituito pan per focaccia – poiché ha deciso di trovarsi un altro uomo – la moglie lo mette alla porta e Tommaso Leoni diventa improvvisamente senza tetto, disoccupato e single.

A volte le cose finiscono e basta e nella vita non si può essere sempre martello. Ma passare a incudine non è dolcissimo.

Il romanzo di Perrone trasuda nostalgia in ogni singola parola: c’è nostalgia d’infanzia, nostalgia degli affetti, nostalgia delle persone, nostalgia di una città che nel tempo è irrimediabilmente mutata, nostalgia per una generazione che ha dovuto fare posto a smartphone, influencer e youtuber.

L'amore finché resta
L'amore finché resta, Giulio Perrone

HarperCollins Italia

L'amore finché resta

€ 16,00

Tommaso ha dovuto imparare a rimettersi in gioco dopo aver creduto di aver raggiunto il picco della sua vita. Ha imparato cosa vuol dire la responsabilità, seppur circumnavigando la strada giusta inciampando in tantissimi errori.

Il protagonista è un uomo che crede di sapere tutto delle donne, ma poco e niente di se stesso. È un uomo dalle grandi vulnerabilità che si finge supereroe agli occhi del mondo quando, davanti allo specchio, vorrebbe soltanto chiudere gli occhi, riaprirli e vedersi di fronte qualcun altro.

Ha sempre parlato d’amore senza mai capirne il significato. Il suo matrimonio con Lucrezia è sempre stato una finzione, così come le tante altre relazioni che non gli hanno mai lasciato nulla impresso nel cuore. Tommaso è un animale abitudinario e ha sofferto per questo: non perché ci tenesse a Lucrezia, ma perché fosse innamorato del suo vecchio stile di vita. Il cambiamento è un nemico se non lo si impara a conoscere ed ecco perché inizialmente Tommaso appare come un animale spaurito.

Strutturando la sua vita come un manuale, Tommaso Leoni è il classico esempio di come non bisogna fermarsi alla superficie: bisogna grattare per scoprire che forse, ben nascosto dalla sabbia, c’è qualcosa per cui vale la pena lottare.

Tommaso non si mai sentito se stesso. In tanti anni, anche dopo la morte di suo padre, Tommaso non ha mai cercato di rincorrere il fantasma di quel bambino che voleva essere all’altezza del papà finché la vita non lo ha messo alle strette e ha dovuto scegliere tra l’uomo che può essere e l’uomo che vuole essere.

Può essere quel tipo di uomo costruito dalla fama, l’uomo che pronuncia le parole che gli altri vogliono sentire. Oppure può essere un uomo vero, un uomo che guarda in faccia all’amore e avverte la paura e il fascino di un sentimento tanto forte. Tommaso vuole essere l’uomo che suo padre ha sempre sperato che diventasse, una decisione che arriva soltanto alla fine di un lungo percorso costellato di riflessioni sulla vita altrui.

Tommaso è quel tipo di persona che sceglie la strada più comoda, più scintillante, con meno problemi all’apparenza perché ignora il macigno marcio che c’è alla base. Suo padre gli ha sempre detto di tenere una strada anche nelle difficoltà, invece Tommaso ha spesso aggirato lo scoglio fingendo che non esistesse finché non ci si è schiantato contro.

Fortunatamente, se c’è una morale in questa pseudo fiaba moderna che Perrone ha intessuto in quasi trecento pagine di libro, la trovate proprio nelle note di ringraziamento.

È vero che l’amore è finché resta, ma non è detto che debba finire per forza.

Prima d’imparare ad amare il prossimo, il protagonista di questo romanzo ha dovuto imparare ad accettare se stesso, ancorandosi bene alla realtà e decidendo con maturità di accantonare quei sogni che un uomo della sua età, con un figlio a carico e problemi di famiglia, non potrebbe minimamente considerare possibile in uno scenario di vita.

Ma attenzione: Tommaso non ha rinunciato ai sogni, soltanto a delle finte aspettative. Perché per sentirsi felice e armonioso con la propria vita non c’è bisogno di rincorrere qualcosa che non c’è; tutto quello di cui ha bisogno è esattamente dove deve essere, praticamente a portata di mano.

Un caffè con l'autore: intervista a Giulio Perrone

Dopo la lettura, in vista dell’uscita del romanzo in libreria, abbiamo voluto fare due chiacchiere con Giulio Perrone, editore dell’omonima casa editrice e autore di romanzi come L’esatto contrario (2015) e Consigli pratici per uccidere mia suocera (2017).

"L'amore è un lusso che non sempre ci si può permettere". Questo lo dice Tommaso. Anche lei la pensa così?
L'amore è sicuramente un grosso rischio se lo si vive appieno e senza proteggersi, come è normale che sia, quando si è travolti da una vera storia d'amore. Tommaso, come molti quarantenni di oggi, preferisce pensare di poter gestire i rapporti senza impegnarsi fino in fondo e parlare dell'amore come un lusso fa parte di questa strategia al risparmio. Anche lui però si dovrà rendere conto che, quando la vita ti travolge e ti mette davanti a qualcosa di coinvolgente e imprevisto, tutte le forme di difesa tendono a cadere.

Tommaso ha molte regole da seguire in amore. Quali sono le sue?
Provare a vivere le emozioni fino in fondo e lasciarmi andare. È stato così anche con mia moglie, che ho conosciuto e sposato dopo soli sei mesi. Si è trattato di un grande rischio da prendere eppure con tutti i momenti difficili che si vivono in una coppia, dopo quasi quindici anni siamo ancora qua.

Io penso che ci sia solo questo modo per amare davvero una persona pur sapendo che col passare degli anni sicuramente si dovranno attraversare delle fasi complesse o si commetteranno degli errori. La sensazione è che

Oggi molti preferiscono vivere più l'infatuazione che l'amore.

Il protagonista vuole bene a sua madre anche se l'ha trascurata. Che rapporto ha lei con sua madre?
Un rapporto di grande affetto, anche se per molti anni in cui lei ha vissuto all'estero ci siamo visti poco, e anche ora che abitiamo nella stessa città non ci vediamo quotidianamente.

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Esattamente il 14 febbraio uscirà il mio nuovo romanzo. Giornata perfetta per chi ha voglia di prendere San Valentino con molta filosofia o per chi, con una visione più originale dell'amore, vuole mettere le mani avanti regalandolo al proprio compagno di vita. Tutto questo sarebbe stato impossibile senza i miei agenti Monica Malatesta e Simone Marchi che mi hanno fatto entrare nella bellissima famiglia di Harper Collins Italia, fatta di donne straordinarie Laura Donnini, Sabrina Annoni, Ilaria Marzi (a cui il libro deve tantissimo), Frida Sciolla, Francesca Tommasi, Jennifer Carretta ma anche di due uomini fantastici come Giovanni Dutto e, appena arrivato, l'amico Carlo Carabba

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Questo è un romanzo nostalgico: c'è nostalgia d'infanzia, delle persone, degli affetti, della Roma di una volta. Era voluta questa vena nostalgica?
A pensarci bene, non me ne sono reso conto mentre lo scrivevo, però è qualcosa che provo a volte soprattutto nei confronti della mia città che mi sembra stia diventando altro ed è un altro che non mi entusiasma molto. Proprio per questo amo i quartieri popolari come San Lorenzo o anche quella parte di Piazza Bologna in cui si parla del libro, dove ancora esiste una dimensione di condivisione collettiva delle cose. In questo senso anche lo stadio e la passione per il calcio è vissuta dal protagonista come qualcosa che lo avvicina al figlio e che crea comunità.

Nel suo romanzo ci sono molti riferimenti ai fenomeni nati sul web. Cosa vorrebbe dire ai ragazzi di oggi influenzati dal mondo dei social network?
Avendo due figli, uno di 9 e uno di 13, so che è una battaglia persa in partenza perché il modo che hanno di rapportarsi con il web è completamente cambiato anche dalle generazioni precedenti che pure sono nate ai tempi di internet. Il social è qualcosa che ha sicuramente anche dei lati positivi, ma che rischia di diventare una gabbia o almeno un grande filtro sulle emozioni. Come le foto che si lavorano o si filtrano per rendere un particolare effetto. Solo che continuo a credere fosse più sano scendere sotto casa per vedere chi c'è che andare su messenger e controllare se qualcuno è online.

Qual è il messaggio del suo romanzo?
L'idea è soprattutto quella di provare a raccontare un quarantenne di oggi alle prese con i propri sentimenti e con il dubbio di mettersi in gioco fino in fondo, raccontandone però le debolezze, i difetti, il lato meno nobile anche. Perché esistono tante sfaccettature diverse nelle nostre viste e credo che di questi tempi siano più i dubbi e le incertezze che i principi azzurri.

Leggerete questo romanzo?

Voto7/10

Giulio Perrone racconta di un uomo in bilico tra sogno e realtà che rivaluta l’idea dell’amore con una narrazione pulita e concisa, condita da un tocco di nostalgia.

Cristina Migliaccio

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