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Ovodonazione: come funziona la fecondazione assistita eterologa in Italia

Leggi la guida sulla fecondazione assistita eterologa con ovodonazione: la procedura, la ricerca della donatrice, i rischi, i costi e le percentuali di successo.

Gravidanza con ovodonazione Pixabay

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Per ovodonazione si intende la fecondazione assistita eterologa. Fino al 2014, le coppie italiane che sceglievano questa procedura per avere un figlio erano costrette ad andare all’estero. Con l’abrogazione della legge numero 40, avvenuta proprio nel 2014, è possibile richiedere la fecondazione assistita con ovodonazione anche in Italia per quelle persone che hanno deciso di non ricorrere all'adozione di uno dei bambini in attesa nei centri.

Scopriamo insieme in cosa consiste, i requisiti per accedervi, i rischi e le percentuali di successo:

Ovodonazione che cos’è e come funziona

L’ovodonazione o donazione di ovociti è il processo in cui una donna dona i propri ovuli a una coppia con problemi di fertilità. Si tratta di una procedura che prevede un piccolo intervento per estrarre gli ovociti, detto puntura follicolare. Gli ovociti estratti vengono poi fecondati in laboratorio con il seme del partner maschile della coppia o con quello di un donatore estraneo alla coppia. L’embrione ottenuto in laboratorio viene impiantato nell’utero della donna ricevente.

Per accedere all’ovodonazione bisogna essere una coppia di coniugi o di conviventi in condizione di sterilità. Non esiste un limite di età predefinito per la donna che si sottopone al trattamento di impianto dell'embrione. Esiste però una soglia di buonsenso, fissata intorno ai 50 anni. Le donne possono procedere all’ovodonazione quando sono vittime di una condizione di infertilità causata da:

  • menopausa precoce
  • ridotta riserva ovarica
  • età riproduttiva avanzata
  • poliabortività
  • difetti genetici o familiarità con patologie genetiche

Nella fase di valutazione della coppia, si effettuano anche tutta una serie di esami sull’utero della ricevente e si controlla il partner maschile per verificare se abbia o meno problemi di infertilità. Una volta completato questo iter, si procede alla ricerca della donatrice. Quest’ultima deve avere un gruppo sanguigno compatibile con entrambi i partner della coppia ricevente, deve essere in buona salute e deve avere un'età compresa tra i 18 e i 35 anni. Il patrimonio genetico del nascituro sarà per il 50% della donatrice e per il restante 50% del padre anagrafico.

Rischi dell’ovodonazione

L’ovodonazione è un processo indolore e senza rischi. La donatrice viene sottoposta a puntura follicolare per l’estrazione degli ovociti in una condizione di sedazione. Dopo il prelievo, però, possono manifestarsi dolori addominali simili a quelli del ciclo mestruale.

Ovviamente, la donatrice prende dei farmaci per indurre l’ovulazione e si sottopone a dei controlli medici. Questi ultimi servono a interrompere il processo nel momento in cui dovesse insorgere la sindrome da iperstimolazione ovarica, vale a dire lo sviluppo di un numero eccessivo di follicoli. Questa condizione provoca sintomi come aumento di volume delle ovaie, dolori addominali, aumento di peso, nausea e mancanza di respiro.

È bene chiarire comunque che la donazione di ovuli non compromette la fertilità della donatrice. Purtroppo, le donatrici italiane non sono molte e i centri specializzati sono costretti a ricorrere a banche estere (soprattutto spagnole), in cui donne fertili molto giovani fanno una donazione retribuita di ovociti.

Gravidanza con ovodonazioneHDPixabay

Costo della fecondazione assistita

La fecondazione assistita eterologa è un processo abbastanza complesso, che prevede anche l’esecuzione di diversi esami. Le cifre per accedervi non sono basse. La media nazionale si aggira sui 3mila o 4mila euro a trattamento, a cui vanno aggiunti i costi degli esami. Fino al 2016, l’ovodonazione era garantita dalla sanità pubblica solo in tre regioni, vale a dire Toscana, Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna.

Se fino al 2016 gli spostamenti da una regione all'altra erano un costo a carico delle coppie, dal 2016 devono essere rimborsati dalle regioni. L’ovodonazione infatti è entrata nei Lea - Livelli essenziali di assistenza.

Le regioni però hanno adottato misure diverse. In Lombardia, Piemonte e Liguria, per esempio, è previsto il pagamento di un ticket, mentre in Toscana si versa una tassa calcolata in base al reddito della coppia. In realtà, la situazione è ancora in divenire e i centri privati o convenzionati con il sistema sanitario pubblico sono quelli a cui le coppie ricorrono di più.

Ovodonazione percentuale di successi

Il successo di una ovodonazione non è garantito, in quanto dipendente da una serie di fattori. Le percentuali di successo, inoltre, cambiano a seconda che si utilizzino solo gli ovociti della donatrici e lo sperma del padre oppure gli ovociti della donatrice e lo sperma di un donatore esterno. La prendere in considerazione, quindi, la prospettiva di andare incontro a un percorso travagliato prima di ottenere la gravidanza.

Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, il dato certo è che negli ultimi 10 anni la richiesta di fecondazione assistita eterologa in Italia è raddoppiata, passando da 636 cili a 1175 cili.

Per le coppie alle prese con la difficoltà di avere un figlio, però, non esiste solo l'ovodonazione o la fecondazione omologa. È comunque sempre percorribile e raccomandata la strada dell’adozione. Per saperne di più sulle modalità e sull’iter per adottare un bambino, torna presto su FoxLife.it.

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