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Casey Affleck a Berlino: 'Rinunciare alla mia privacy è il prezzo che ho pagato per la fama'

Casey Affleck approda a Berlino con la sua seconda regia, Light of My Life, tra il plauso della critica e le polemiche legate alle accuse di molestie rivoltegli durante l'esplosione de Movimento #MeToo.

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Dopo essere stato coinvolto nel turbine del Movimento #MeToo e avere ammesso pubblicamente i propri errori, Casey Affleck riparte dalle cose che contano: la famiglia e il lavoro. Light of My Life, dramma distopico presentato al festival di Berlino 69 nella sezione Panorama, coniuga entrambi gli aspetti.

Nel 2010, insieme all'allora cognato Joaquin Phoenix, Casey Affleck ideò e lanciò il folle mockumentary I'm Still Here, divertissement in cui Phoenix, nei panni di sé stesso, finge di abbandonare la recitazione per lanciarsi in una carriera da rapper.

Di tutt'altro tono Light of My Life, dramma distopico presentato a Berlino 69 nella sezione Panorama scritto, diretto e interpretato da Casey Affleck. Focus del film è il rapporto tra un padre e una figlia in fuga attraverso il Nord degli Stati Uniti dopo che una misteriosa epidemia ha eliminato la popolazione femminile. Affleck spiega cos'è cambiato nell'approccio al mestiere del regista in questa opera seconda.

I'm Still Here era una specie di documentario ispirato da Joaquin Phoenix, è nato in modo completamente diverso. Light of My Life è più vicino alla mia interiorità e alla mia esperienza, forse è un film più classico, vicino alle opere che amo.

Light of My Life: la seconda regia di Casey Affleck a Berlino 69HDGetty Images

Nel ruolo della figlia, Casey Affleck ha voluto al suo fianco la prodigiosa baby attrice canadese Anna Pniowsky per raccontare la genesi di questo dramma ambientato in un mondo di uomini in cui l'elemento femminile ha predominanza assoluta anche in assenza. C'è chi ha definito Light of My Life un film femminista, ma Affleck non si sbilancia.

Non so con esattezza quando un film si possa definire femminista, ma credo che alcuni dei valori presenti nella mia opera siano femministi. La mia volontà, però, era solo quella di raccontare una storia.

L'America post-apocalittica in cui è ambientato Light of My Life attinge a una lunga tradizione distopica letteraria e cinematografica. Lo sguardo di Casey Affleck è lucido, diretto, personale, ma i modelli di riferimento traspaiono a tratti, retaggio della passione per la fantascienza che l'attore nutre fin da ragazzino.

Sono tanti i film di genere che mi hanno influenzato, alle superiori ero ossessionato da Mad Max e amo anche l'horror. Non mi sono preoccupato molto di ciò che potevo o non potevo fare, mi sono concentrato sulla storia che volevo raccontare. Eliminando gran parte del genere umano, riducendo al minimo i personaggi, ho lasciato spazio alla metafora.

Casey Affleck nell'abbraccio dei fan tedeschiBerlinale

Un ulteriore riferimento, stavolta televisivo, deriva dalla presenza di Elisabeth Moss che vediamo in una serie di flashback nel ruolo della moglie del personaggio di Casey Affleck. Il mondo dipinto dal neoregista, tra l'altro, non è poi così distante dal cupo universo distopico di The Handmaid's Tale, di cui la Moss è protagonista, ma il riferimento non è voluto visto che Affleck ammette di non aver ancora visto la serie.

La presenza di Elisabeth Moss è una coincidenza. La conosco da tempo, credo sia un'attrice intelligente e di talento; è bravissima, soprattutto nei ruoli naturalistici, ha grande presenza scenica e pensavo che sarebbe stata perfetta nel ruolo della madre.

I tentativi di Casey Affleck di concentrare l'attenzione su Light of My Life non impediscono alla stampa internazionale di incalzare l'attore sulle accuse di molestie da parte di due assistenti che lo ha visto costretto a una pubblica ammissione di colpa. La delicatezza e l'importanza riservate alla presenza femminile in Light of My Life stonano con le notizie circolate sul privato di Affleck che decide di non sottrarsi alle domande ostiche.

Essere un artista, specialmente un attore, è difficile perché il tuo privato viene invaso. Facile giungere a conclusioni dopo aver letto qualche notizia di gossip. So che questo è il prezzo da pagare per far parte della comunità di Hollywood e lo accetto, me ne prendo la responsabilità, ho sviluppato degli anticorpi. Amo il mio lavoro, mi piace raccontare storie, ho tanti amici nella comunità.

E ha continuato:

Ma Light of My Life non è una risposta al Movimento #MeToo, il film è stato scritto e girato molto prima della sua esplosione, in modo puro, pensando alle cose che mi stanno a cuore.

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