Stai leggendo: Sanremo 2019, cosa ci è piaciuto e cosa no: tiriamo le somme

Letto: {{progress}}

Sanremo 2019, cosa ci è piaciuto e cosa no: tiriamo le somme

La 69esima edizione di Sanremo si è conclusa, ecco cosa abbiamo apprezzato e cosa no del secondo (e ultimo?) Festival diretto da Baglioni.

I conduttori di Sanremo 2019 Getty Images

1 condivisione 0 commenti

Dopo 5 lunghissime serate di musica e spettacolo ieri sera si è conclusa la 69esima edizione del Festival di Sanremo (la seconda diretta artisticamente da Claudio Baglioni) con la vittoria del “giovane big” Mahmood. Il meritato trionfo del cantautore rap/pop di origini egiziane dal sound mediorientale è stato del tutto inaspettato e altrettanto inaspettatamente ha messo d’accordo pubblico e critica che - come i fischi dalla platea dell’Ariston hanno palesato rumorosamente durante la lettura della classifica definitiva - non era d’accordo che artisti come Loredana Bertè, Simone Cristicchi e Daniele Silvestri non fossero sul podio a vantaggio di Ultimo e Il Volo.

Questo Sanremo 2019, al netto del successo di telespettatori (in tutte e 5 le sere è stato sfiorato tra alti e bassi il 50% di share), è stata dal punto di vista dell’intrattenimento più fragile di quella dello scorso anno in quanto “il fratello sole e la sorella luna” che hanno affiancato Baglioni, Claudio Bisio e Virginia Raffaele, come mattatori del Festival hanno decisamente deluso le aspettative soprattutto se messi a confronto con i loro frizzanti predecessori Pierfrancesco Favino e Michelle Hunziker.

I conduttori: Claudio Baglioni, Claudio Bisio e Virginia Raffale (una, nessuna centomila)

Virginia RaffaeleHDGetty Images

Quando un anno fa Virginia Raffaele era approdata sul palco dell’Ariston come super ospite a sorpresa della terza serata di Sanremo 2018 in molti avevamo sperato di (ri)vederla presto al Festival, magari come conduttrice e, a un anno dall’esilarante siparietto in compagnia di Claudio Baglioni, siamo stati accontentati. L’istrionica imitatrice - bella, intelligente e autoironica in ogni occasione - è però parsa un pesce fuor d’acqua in queste cinque serate tanto che, proprio colei che doveva dare al ritmo del Festival lo stesso brio che diede l’indimenticabile Anna Marchesini nel Sanremo del 1999, si è comportata come una mera - seppur senziente e parlante - valletta.

Claudio BisioHDGetty Images

Anche Claudio Bisio, con i suoi sketch stantii, avrebbe potuto dare un po’ di più a questo Festival in cui l’unico momento degno di nota che lo ha visto come protagonista è stato il monologo sulla paternità che ha fatto da incipit alla splendida canzone, scritta appositamente per l’occasione, del vincitore di X Factor Anastasio.

Claudio Baglioni e Serena RossiHDGetty Images

Claudio Baglioni anche quest’anno ha portato al Festival prima di tutto la sua competenza in ambito musicale scegliendo con grande cura canzoni multigenere in perfetta linea con il panorama musicale italiano di oggi. Ancora una volta presentatore di classe in grado di mettersi in gioco e autoreferenziale il giusto, il direttore/dittatore/dirottatore artistico è stato una piacevole conferma. Unica pecca della sua imponente presenza sul palco sono stati i troppi duetti dei quali in almeno due doveva limitarsi suonare o comunque a non invadere il campo dei colleghi con la sua potente voce: quello con Ligabue sulle note di Dio è morto e soprattutto quello con Serena Rossi in Almeno tu nell’universo.

Le canzoni

Achille LauroHDGetty Im

Per quanto riguarda le canzoni in gara, Sanremo 2019 ha rasentato la perfezione: cantanti di “vecchia” e nuovissima generazione si sono avvicendati sul palco dell’Ariston donandoci un pezzetto della propria anima e tra quelli ascoltati e ri-ascoltati in questi giorni ci sono almeno 5 o 6 brani che passeranno alla storia. Tra le scelte più apprezzabili di Claudio Baglioni in quanto direttore artistico, c’è stata quella di unire in una sola gara cantanti come Patty Pravo e Achille Lauro e di evitare ogni eliminazione per far cantare tutti e 24 gli artisti in gara il più possibile. Al Festival della musica italiana la seconda arte è stata davvero al centro, anche grazie a super ospiti non internazionali, e questo è stato un bene.

Le polemiche: Achille Lauro, Francesco Renga e Ultimo

Sanremo non sarebbe Sanremo senza polemiche e, dopo quella (durissima!) dello scorso Festival che ha visto come protagonisti i vincitori Ermal Meta e Fabrizio Moro, quest’anno sono tre gli “scandali” che hanno tenuto banco. 

La canzone accusata più di ogni altra “plagio” della 69esima edizione del Festival di Sanremo è stata Rolls Royce che sembra essere molto simile a 1979 degli Smashing Pumpinks ed è anche stata tacciata di essere di un “inno all’uso delle droghe" mascherato da brano non-sense. Critica, quest’ultima prontamente smentita dallo stesso Achille Lauro in un’intervista al Corriere della sera in cui ha affermato che il brano è un omaggio a Marilyn Monroe e alla sua iconica frase "Dicono che il denaro non faccia la felicità, ma se devo piangere preferisco farlo sul sedile posteriore di una Rolls Royce piuttosto che su quelli di un vagone del Metrò":

Rolls Royce è la macchina, è lo status. Il pezzo parla di tutte icone mondiali: dal mondo di Hollywood alla musica, allo stile.

La seconda polemica squisitamente sanremese dell'anno è stata causata da un’infelice uscita di Francesco Renga il quale alla domanda, posta tra l’altro a Baglioni durante il Dopofestival, sul motivo per il quale ci fossero solo 6 donne in gara ha risposto:

La voce maschile è più armoniosa, più gradevole; invece, le voci femminili aggraziate, belle, dolci sono sicuramente poche, molte di meno di quelle maschili.

Ovviamente dopo lo scivolone, tra l’altro nato da un’osservazione assolutamente giusta perché tra le pecche di questo Festival è da annoverare anche la scarsa presenza di artiste in competizione, Renga si è scusato con una informativa/spiegone: “Ieri nel cercare di esprimere un concetto tecnico mi sono incartato e ho finito per dire una cosa sbagliata. Capita. E me ne scuso. Tengo solo a sottolineare che le donne sono il centro della mia vita e accusarmi di sessismo significa strumentalizzare un’opinione” ha scritto Renga

Capisco che la polemica è il sale dei dibattiti e mi dispiace di averla incendiata esprimendo male un pensiero. Se dico che per una questione di frequenze una voce femminile sia più rara e per questo anche più preziosa, accetto che ci sia chi non la pensa come me ma mi ferisce chi va oltre tirando in ballo il sessismo. Ci tenevo a chiarire perché sul tema uomo/donna, che è decisamente più alto di un dibattito sulle frequenze vocali, non accetto strumentalizzazioni. Spero che le persone in buona fede capiranno che non c’è nulla di più lontano del maschilismo nel mio modo di vedere le cose. Tutto qua.

Come se non bastassero queste due polemiche, proprio durante la conferenza stampa dei vincitori di Sanremo 69, il secondo classificato Ultimo ha aggiunto (ancora) un po’ di pepe lasciandosi andare a uno sfogo contro i giornalisti chiamando Mahmood “quel ragazzo”:

Io non ho mai avuto la pretesa di venire qui e vincere, al contrario di come avete sempre supposto voi, tirandomela. Mi sono grattato, ma non è servito. La mia vittoria e di tanti altri artisti sarà dopo il Festival, la mia vittoria sono i live, la gente che mi vuole bene e si riconosce in quello che scrivo. 

Claudio Baglioni: arrivederci o addio?

Claudio Baglioni e Virginia RaffaeleHDGetty Images

Finito un Festival si inizia a organizzare il prossimo e la domanda del giorno è: Claudio Baglioni sarà ancora una volta il direttore artistico? Lo stesso cantante ha ammesso che gli piacerebbe, asserendo durante la conferenza stampa della seconda serata:

Potrei diventare ‘aggressore artistico’, mi farebbe piacere.

Ovviamente per sapere se il terzo Sanremo di Baglioni si farà dovremo aspettare ancora qualche mese e speranza è che la Rai lo scelga di nuovo e che il (probabile) futuro “aggressore artistico” di Sanremo 70 unisca la varietà musicale di questa edizione della kermesse alla potenza intrattenitiva della scorsa.

A voi è piaciuto questo Sanremo 2019? Cosa vi ha convinto e cosa meno? Fatecelo sapere nei commenti!

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.