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Sanremo 2019, intervista a Enrico Nigiotti: 'Mio nonno mi ha insegnato ad essere umile'

Il cantautore e chitarrista livornese, passato da Sanremo Giovani, Amici, X Factor, al palco del Festival in gara con Nonno Hollywood, un brano nostalgico e sincero dedicato al nonno Tommaso.

Enrico Nigiotti al Festival di Sanremo 2019 Ufficio Stampa Warner

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"Sono contento di essere a Sanremo con questa canzone. Sul palco dell’Ariston sono concentrato: devo fare arrivare bene il messaggio". Enrico Nigiotti, 32 anni, è un fiume in piena. Capelli sciolti, sorriso smagliante, il romantico cantautore livornese è in gara al 69° Festival di Sanremo con Nonno Hollywood, una ballata che racconta il legame profondo con il nonno scomparso. «Stare tre anni in campagna con lui è stato il periodo più fertile per la mia scrittura», confessa Nigiotti. Un passato (mai rinnegato) nei talent, prima ad “Amici” e poi l’exploit a “X Factor” nella squadra di Mara Maionchi. Tanta gavetta, iniziata aprendo i concerti di Gianna Nannini e ora un tour per l’Italia con l’album “Cenerentola e altre storie…”, in uscita il 15 febbraio.

Insieme alla tua mamma “portafortuna”, nonna Graziella è tra i tuoi maggiori supporter, che cosa ti ha detto dopo la prima esibizione sul palco?
L’ho chiamata al telefono e la prima cosa che mi ha detto è stata “sciogliti i capelli, così prendi più voti!”, ma sudo senza coda, però per mia nonna lo farò. È molto orgogliosa della canzone: parlo di suo marito!

Cosa ne pensa tua nonna del brano?
Lei non lo aveva mai sentito prima di Sanremo. Non sono uno di quei cantanti che fa ascoltare i pezzi alla famiglia e con mia nonna avevo un certo pudore e vergogna. Ti confesso che non mi andava di vederla piangere. Spero di rendere orgogliosi anche i miei genitori visto che non l’ho fatto durante la scuola.

In Nonno Hollywood racconti l’amore e il dolore per la perdita di tuo nonno…
Avevamo un rapporto bellissimo, di amicizia. Era un "vecchio giovane". Andavamo in campagna insieme. Lui era un personaggio molto ruspante, unico e di compagnia.

Cosa ti ha insegnato?
A non aver paura di esporsi e a sdrammatizzare certe situazioni con la forza dell’ironia, ma soprattutto mi ha sempre detto di essere umile e corretto. Per lui i ladri erano la razza peggiore.

Chi temi di più in gara?
Non mi sento in gara. Non credo di vincere e neanche m’interessa. Sinceramente non ho guardato il Festival. Sono qui per fare bene i miei 3 minuti e 40 di canzone e del resto non me ne frega niente. Non voglio canticchiare nessun pezzo, se non il mio. Però ammiro molto gli artisti presenti.

Quale canzone ti è piaciuta?
Il pezzo di Cristicchi e i The Zen Circus verso i quali ho un amore sconfinato, nonostante siano pisani, sfatiamo il mito dell’odio Livorno – Pisa! E poi mi piace anche Achille Lauro. È un bel Festival. Democratico, come un caciucco. Non importa che genere suoni, se sei indie, pop, rap o trap. È musica.

Enrico Nigiotti al Festival di SanremoUfficio Stampa Warner

Sarai accompagnato sul palco da Paolo Antonacci, come è nata questa collaborazione?
Ho evitato il duetto vocale perché non c’entrava niente un’altra voce, oltre la mia. Ho voluto dargli un vestito più intimo e ho invitato Jannacci, musicista straordinario e Massimo Ottoni che realizza immagini con la sabbia.

Il 2018 è stato un anno importante. Hai scritto il brano “Le due finestre” per Laura Pausini, un pezzo per il nuovo album di Eros Ramazzotti e il duetto con Gianna Nannini, “Complici”, e ora torni in teatro con la tua band. Vi siete sentiti prima di Sanremo?
Gianna mi ha scritto “vai via come un treno, ti penso”. Ho ricevuto messaggi di incoraggiamento anche da Laura Pausini ed Eros Ramazzotti. Con Gianna c’è un rapporto intenso. È il mio orgoglio più grande. Sono sempre stato un suo grande fan ed è stato il massimo cantare con lei. Direi che più di cosi non si potevo fare.

Nell’edizione speciale del tuo ultimo album “Cenerentola e altre storie…” è presente un inedito dal titolo “La ragazza che raccoglieva il vento”, dedicato alla celebre poetessa Alda Merini. Se dovessi disegnare questo brano come la immagineresti?
A Livorno sulla Terrazza Mascagnani, con il pavimento di scacchi bianchi e neri, di fronte al blu verde scuro del mare e con i capelli al vento. 

L’album “Cenerentola e altre storie…” di Enrico NigiottiHDUfficio Stampa Warner

Sei passato alla storia di Amici come il cavaliere che ha lasciato il programma per amore, poi lo stop di tre anni per stare in campagna con tuo nonno Tommaso. Infine il trionfo a X Factor. In questi anni sei cresciuto pop con un graffio rock…
In 10 anni sono maturato prendendo anche delle belle batoste. Ho capito, prima di tutto, che dovevo abbassare la testa senza pensare di essere Superman. Siamo uomini. Mi sono impegnato per migliorare la scrittura e trovare il mio mood, quando riesci a trovare lo stile giusto è come se trovassi la tua strada, il tuo percorso.

Quanto è stata importante la partecipazione nei talent tv?
Non rinnego le mie partecipazioni ad Amici e X Factor. Tutto mi è servito. È stato importante andare alle Nuove proposte a Sanremo, suonare ovunque in giro, aprire i concerti di Gianna e anche stare tre anni in campagna con mio nonno. Quello è stato il periodo più fertile per la mia scrittura. Ho capito bene come dovevo scrivere, concentrandomi sul messaggio. Tutto mi è servito. E oggi sono qui.

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