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Festival di Sanremo 2019: la scaletta e gli ospiti della serata finale coi commenti dei conduttori

Gran finale per il Festival di Sanremo 2019 che, dopo aver premiato Motta nei duetti, si prepara a consegnare il premio più ambito al vincitore numero 69. Ecco programma, scaletta e ospiti della quinta serata.

Serata finale per il Festival di Sanremo 2019: programma, scaletta e ospiti GettyImages

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Round finale per il Festival di Sanremo 2019, che questa sera celebra l’attesa finale. Nella quinta, e ultima, serata della kermesse sapremo finalmente chi si aggiudica l’edizione numero 69, seconda targata Claudio Baglioni. Come ogni anno la manifestazione si è portata con sé il suo bel carico di polemiche – dai migranti al presunto plagio di Achille Lauro, dalle gag più o meno divertenti al ventilato conflitto di interessi –: in pratica, tutto nella norma.

Il Festival popolar-nazionale del dirottatore entra in porto dopo aver premiato nella lunga serata dei duetti l’esibizione di Motta insieme a Nada, che si è meritata il plauso della cosiddetta Giuria d’Onore.

In termini numerici, tanto cari alla direzione di rete, venerdì 8 febbraio Sanremo ha avuto una platea di 9milioni 552mila telespettatori (46,11% di share). Il calo, dunque, continua ma pare in linea con le aspettative secondo il Direttore Teresa De Santis. Anzi, il trend di ascolto per numero di individui cresce. Quindi, tutti sono felici e contenti o almeno così dicono.

Faccio mio un tweet: di questo Festival Claudio Baglioni è stato un grande affrescatore perché ha raccontato con la musica i cambiamenti del Paese.

Ora si pensa solo al rush finale che, dopo sessanta artisti sul palco per i vari duetti con l’aggiunta del super ospite Ligabue e (a sorpresa) di Anastasio, rientra nei ranghi per far ascoltare un’ultima volta tutti i brani in gara.

Programma e scaletta della serata finale

Veniamo a questo punto al programma della quinta serata: che cosa dobbiamo aspettarci? Innanzitutto, i 24 Campioni portano sul palco il proprio inedito nella versione originale . Per loro, ancora una volta, il voto è a sessione unica secondo le seguenti percentuali di peso:

  • Televoto al 50%
  • Sala Stampa al 30%
  • Giuria d’Onore al 20%

Chiusa la sessione sulle 24 canzoni, viene stilata una classifica congiunta che tiene conto dei risultati della serata finale e di quelle precedenti. Solo i Campioni ai primi tre posti accedono, quindi, all’ultima fase che prevede una nuova esibizione (o RVM) e una seconda votazione mista – medesime le percentuali – a loro dedicata.

La media delle votazioni così ottenute, con l’aggiunta dei valori delle serate precedenti ottenuti dai tre finalisti, fornirà il podio finale e il nome del vincitore. Per quanto riguarda l’ordine di esibizione, ecco la scaletta della quinta serata:

  1. Daniele Silvestri – Argentovivo
  2. Anna Tatangelo – Le nostre anime di notte
  3. Ghemon – Rose viola
  4. Negrita – I ragazzi stanno bene
  5. Ultimo – I tuoi particolari
  6. Nek – Mi farò trovare pronto
  7. Loredana Bertè – Cosa ti aspetti da me
  8. Francesco Renga – Aspetto che torni
  9. Mahmood – Soldi
  10. Ex-Otago – Solo una canzone
  11. Il Volo – Musica che resta
  12. Paola Turci – L'ultimo ostacolo
  13. The Zen Circus – L’amore è una dittatura
  14. Patty Pravo con Briga – Un po’ come la vita
  15. Arisa – Mi sento bene
  16. Irama – La ragazza con il cuore di latta
  17. Achille Lauro – Rolls Royce
  18. Nino D’Angelo e Livio Cori – Un’altra luce
  19. Federica Carta & Shade – Senza farlo apposta
  20. Simone Cristicchi – Abbi cura di me
  21. Enrico Nigiotti – Nonno Hollywood
  22. BoomDaBash – Per un milione
  23. Einar – Parole nuove
  24. Motta – Dov’è l'Italia

Gli ospiti e i premi della finale

Oltre agli Artisti in gara, all’Ariston sono attesi anche due ospiti, o meglio tre. Durante la finale, infatti, è prevista l’esibizione di Eros Ramazzotti con Luis Fonsi: in radio con il duetto Per le strade una canzone, i due artisti regaleranno una performance dal vivo in anteprima europea.

È proprio da Sanremo che è partita la lunga carriera di Ramazzotti, che trentacinque anni fa vinceva fra le Nuove Proposte con Terra Promessa. La seconda ospite della finale è Elisa, che ha da poco lanciato il singolo Anche fragili e si sta preparando a un nuovo tour.

Ma la quinta serata prevede anche la consegna di diversi premi speciali, eccoli:

  • Premio per il miglior testo attribuito dalla Giuria d’Onore;
  • Premio “Sergio Endrigo” per la migliore interpretazione attributo congiuntamente dalle due sale stampa;
  • Premio della critica “Mia Martini” da parte della Sala Stampa dell’Ariston;
  • Premio della critica “Lucio Dalla” assegnato dalla Sala Stampa del Palafiori;
  • Premio per la miglior composizione musicale votate dai Maestri dell’orchestra.

I ‘televiventi’ del Festival e il confronto generazionale: il commento di Claudio Baglioni

Claudio Baglioni, reduce anche dal Dopo Festival, racconta: “Quest’anno ancora di più i miei colleghi dicono di trovarsi a proprio agio in un’aria rilassata. Questa coralità mi fa piacere, si sente che il contributo di tutti è per illustrare e sceneggiare al meglio il contenuto di musica, cantanti e autori. Con una commistione di discipline.”

E ancora: “Come musicista e addetto ai lavoro sono molto contento. Ho apprezzato alcune cose nello spirito di questo Festival che cerca di annullare la divisione tra chi e in gara e chi è ospite. Ho visto che alcuni pregiudizi attorno alla manifestazione stanno cadendo.”

Dio volesse che Sanremo diventasse una volta per tutta la vera mostra della canzone e della musica come testa d’ariete per ascolti di altre forme musicali più complesse ed elitarie come l’opera, la classica e il jazz.”

Le canzoni sono arte di fanteria per portare poi avanti la cavalleria della musica colta.

Sul dato dei giovani che si sono affezionati a Sanremo, il dirottare racconta: “È un motivo di orgoglio aver potuto lavorare per aprire varchi all’espressione dei giovani. Spesso esistono dei tappi rispetto alla loro voglia di dire: si parla di vuoti ma io credo che ci siano troppi pieni.

Tutti i luoghi del pensiero e del lavoro, oggi, sono riempiti dall’esperienza dei loro predecessori, persone più grandi che rinunciano malvolentieri a essere spodestate. Io e mio figlio ci assomigliamo più di quanto non successe tra me e mio padre: la verità è che noi non vogliamo diventare vecchi. Anzi a volte è mio figlio a sembrare mio padre.”

Si tende a dire che davanti alla tv ci sono solo i ‘telemorenti’, ma in questo caso ci sono ‘televiventi’.

Infine, sugli ascolti e sul Dopo Festival: “Pensare all’una e mezza di notte ci siano ancora 2 milioni di persone che ci guardano, da una parta ci fa preoccupare per i destini del Paese – in che condiziona andranno al lavoro? – ma dall’altra, ci fa capire che l’interesse attorno al Festival è grande.

Anche il Dopo Festival è veramente ben fatto: complimenti per la bellezza dello studio, la capacità di aggiungere altra musica anche improvvisando, bravissimi i conduttori e tutti i loto compagni di lavoro”, ha concluso Baglioni.

Niente maschere per Virginia Raffaele e il monologo padri & figli di Claudio Bisio

A intervenire con un primo bilancio sul Festival è anche Virginia Raffaele, che ammette di sentire una certa nostalgia: “È così strano – dice – perché nonostante le ansie e le tensioni, già ieri sera inizia quasi a mancarmi. Ho un senso di vuoto cosmico. Anche i giornalisti mi mancheranno. Si rea un’atmosfera di festa qui, Sanremo è davvero magico.”

Ho sperimentato più generi e mi sono divertita. Le maschere non le ho potute fare per motivi di tempo nella preparazione (servono ore per il trucco) ma mi sono divertita a giocare a fare la conduttrice.

Aggiungendo:

Se si partecipa al Festival in conduzione, e non come comico della serata, bisogna trovare un equilibrio tra il proprio mestiere e quello che richiede Sanremo. La conduzione non è il mio lavoro ma ho cercato di punteggiarlo secondo la mia personalità rispettando la gara e il ritmo delle serate.

La parola passa, quindi, a Claudio Bisio che racconta fra l’altro come è nato il numero che ha portato in scena Anastasio a chiusura del monologo su padri e figli firmato da Michele Serra. “Ieri sera è stato bellissimo tutto, temevamo la serata per quantità di duetti e gente sul palco. C’era un caos bellissimo ma credo sia stata la serata che è filata meglio.

Uno dei motivi per cui mi hanno chiamato è anche per via dello spettacolo su padri e figli che avevo fatto. Abbiamo iniziato a pensare al monologo sul tema dallo scorso ottobre e volevamo trovare la risposta di un figlio. Quando abbiamo scoperto Anastasio lo abbiamo voluto con noi. Lui ha scritto il suo pezzo dopo aver letto il monologo. È stata una costruzione straordinaria.

Per me parlare del rapporto fra generazione è politica e per me il monologo è stato politico. Le generazioni giovani sono il futuro dell’Italia: se i vecchi vinceranno perdiamo tutti. Devono vincere i giovani. E io sono un vecchio che tifa per i giovani.

Ora non resta altro da fare che mettersi comodi: c’è una finale da vedere.

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