Stai leggendo: Virginia Raffaele vs Michelle Hunziker, presentatrici di Sanremo a confronto: chi vince?

Letto: {{progress}}

Virginia Raffaele vs Michelle Hunziker, presentatrici di Sanremo a confronto: chi vince?

Una delle due non è quasi mai se stessa, l’altra è fin troppo se stessa. A Sanremo però non bastano la professionalità e la bravura, occorre anche un je ne sais quoi, un feeling speciale con l’Ariston.

Collage tra Virginia Raffaele e Michelle Hunziker Getty Images

1 condivisione 0 commenti

È nato prima l’uovo o la gallina?

È meglio Virginia Raffaele o Michelle Hunziker?

La prima fa ridere, la seconda è ridanciana. La prima è mora, la seconda bionda. La prima è una comica, la seconda è simpatica. Entrambe vestono Armani Privè, sono nei dintorni dei 40 e si sono incontrate (scontrate?) sullo stesso palco, fianco a fianco, nella serata del 6 febbraio a Sanremo 2019.

Eppure imbrigliare Virginia Raffaele e Michelle Hunziker in un confronto asettico, fatto di tabelle e pagelle, voti e segmenti di misurabilità, appare riduttivo al fine di paragonare le due superdonne di Sanremo 2018 e 2019.

Apparentemente vince Michelle. Anzi, eclissa completamente Virginia, che è penalizzata dalla tautologia più lampante: per una volta è se stessa.

A volte è inutile analizzare l’inanalizzabile. C’è una luce particolare nel binomio Michelle-Ariston che aveva abbagliato l’edizione 2018 e in quella 2019 ha fatto la sua ricomparsa dopo la gag del malanno di stagione al telefono. There Is a Light That Never Goes Out, cantavano gli Smiths. 

Non è una formula chimica riproducibile, quella di Michelle scollatissima, infiocchettata e guarnita da brillantini a Sanremo. Non è facile capire se è bella, se è brava, se è trendy, se ha semplicemente la decantata presenza scenica o è come il sodio, che esplode a contatto con l’acqua. Michelle esplode a contatto con l’Ariston. 

Ecco il nostro confronto della prova sanremese delle due donne.

Presenza scenica: Michelle è più a proprio agio di Virginia

virginia Raffaele e Michelle Hunziker a confrontoHDGetty Images
Due momenti sul palco dell'Ariston

Virginia Raffaele è stata acuta, sorprendente e spumeggiante nelle sue passate edizioni al Festival, forse perché, non essendo se stessa, trovava il suo modo più geniale per essere se stessa. 

Lo ha scritto anche Selvaggia Lucarelli nell’apostrofe alla presentatrice: "Di donne belle che fanno ridere che sanno mettere e togliere maschere e diventare qualcun altro e far ridere e deformare e esasperare personaggi ci sei tu. C’era la Guzzanti ma è appannata, c’era la Cortellesi ma a un certo punto ha scelto la strada più noiosa. Tu hai un talento unico. Senza doppioni".

L’abbiamo vista nei panni di Belén, di Carla Fracci, di un’Ornella Vanoni così vera che qualcuno aveva davvero pensato fosse Ornella Vanoni.

Invece in questo Festival Virginia nei panni di Virginia è sottotono, è impacciata, ingessata in gag telefonate, che sembrano tutto tranne che spontanee. Non basta essere se stessi o non esserlo, a Sanremo. Bisogna trovare l’equilibrio sul palco, danzare tra stelle, fiori, papere, imprevisti, volare con Lucy in the sky with diamonds con un sorriso che non sia solo spontaneo ma che arrivi al cuore di una platea, alla pletora di giornalisti severi, alla schiera di social e di telespettatori pronti a notare la minima esitazione.

Michelle Hunziker il palco sa tenerlo. Nel 2018 sembrava avesse ingoiato una lampadina, per brillare di luce propria come poche avevano fatto prima. Il problema (per chi viene o è venuto dopo) è che la conduttrice non utilizza una formula riproducibile: non è solo questione di rispetto dei tempi, spontaneità e freschezza. Michelle sembra davvero cucita sul palco, come se ne fosse una parte naturalmente integrante.

Dalle esibizioni alle scalinate, dalle note accennate ai siparietti più divertenti, la "Michelleità" si sposa con Sanremo, tanto che è Sanremo a inchinarsi a lei e non viceversa. Il loro stato un colpo di fulmine destinato a durare per sempre.

VOTO VIRGINIA: 6

VOTO MICHELLE: 9

I vestiti: uno stile personale vs impersonale

Virginia Raffaele e Michelle Hunziker a confrontoHDGetty Images
Il vestito non basta

Stessi stilisti, stesse cifre da capogiro, stessi look total black, stesse rifiniture sparkling: Michelle e Virginia in Armani Privè sono due regine diametralmente opposte.

Lo stesso genere di abiti sulla showgirl svizzera e sull’imitatrice romana si inverte di segno, donando alla prima una personalità sempre più spiccata (è Armani funzionale a Michelle, e non viceversa) e alla seconda sempre meno definita. Annegata in lunghi abiti neri con scolli a barchetta, spille e strascichi, Virginia Raffaele sembra annullare la propria identità, recuperando una facciata ortodossa da “perfetta conduttrice di Sanremo”.

Michelle, complici la scollatura abissale o il fiocco gigantesco da Barbie, nel 2018 aveva sovrastato i vestiti stessi, piegando quelle stoffe e quei look sulla sua persona e fagocitandone lo splendore. La sensualità, diceva Maurizio Costanzo, non è una protesi che si può attaccare al proprio corpo.

Lo stesso vale per la grazia, e Michelle, illuminandosi di grazia, illumina il palco d’immenso.

La sua sobrietà era solo apparente: non mancava mai un segno, un dettaglio, un particolare che innalzava Michelle, solare al 100%, a qualcosa di più rispetto all’asetticità dello stesso abito indossato in passerella. 

Virginia Raffaele non ha un carattere lunare, ma neanche così cristallino come quello di Michelle. Avrebbe potuto giocare di più sulle strade espressive, osare – come chiedeva a gran voce il pubblico, dopo il quarto abito total black, puntare proprio sulla sua personalità multipla (da palcoscenico, s’intende) per rimescolare le carte e giocare con le forme e i colori del trasformismo. Anche lo splendido abito rosso Atelier Emè, un’incursione della fiaba nella kermesse, ha sovrastato Virginia, imponendosi sulla sua personalità e inglobandola nel proprio mito. 

Michelle Hunziker, ospite della seconda serata e vestita Armani, è apparsa con una gonna pomposa pronta a svelare un paio di pantaloni: era moda di gran classe, erano tessuti pregiati, ma il tutto era a servizio di Michelle e non viceversa.

VOTO VIRGINIA: 5

VOTO MICHELLE: 10

I beauty look

Collage tra Virginia Raffaele e Michelle HUnzikerHDGetty Images
Beauty look a confronto

Anche le scelte dei beauty look dipingono Virginia e Michelle come la più clamorosa delle antitesi.

Michelle non aveva bisogno di fare qualcosa che esulasse dal “less is more”: lunghi capelli biondi sciolti sulle spalle o raccolti, mascara, matita, rossetto sorbetto. Nel backstage di Sanremo 2018 Aurora Ramazzotti postava selfie con la madre, rendendosi conto ancora prima del pubblico che, tanti anni fa, prima che lei nascesse, era nata una stella. Aggraziata e luminosa, Michelle non aveva neanche bisogno di trucco e parrucco. 

Virginia Raffaele, invece, ha sacrificato le meches che, su quello stesso palco nel 2017, avevano alleggerito il suo incarnato e avevano reso il suo look più smart e frizzante. Il colore di capelli scuro, la frangetta e le acconciature davvero troppo pesanti hanno fatto tutto tranne che valorizzare la comica. I social si sono scatenati con la solita ferocia, soprattutto contro gli hairstyle.

La vera Virginia Raffaele sembra sepolta sotto un mucchio di imitazioni: i suoi lunghi capelli con i colpi di luce, i vestiti fascianti e i sorrisi spontanei appaiono come un ricordo. Al contrario di Michelle, con Virginia il reparto beauty sembra aver seguito l’immaginaria regola del "more is more". Che non esiste.

VOTO VIRGINIA: 4

VOTO MICHELLE: 8

Le gag comiche e le performance canore

In questo caso si tratta di due generi diversi, e di una questione di gusto. Per questo è molto complicato mettere a paragone la professionalità di Virginia, che deve alla comicità il proprio successo, con l’eleganza sparkling e naif di Michelle.

Filosoficamente, in questo campo, si potrebbe parlare di apollineo e dionisiaco, ma sarebbe fin troppo riduttivo. Michelle ha uno stile lineare, non è una cantante e non è una comica professionista. Ma la grazia è sempre dalla sua, e ogni performance, anche minima, anche leggera, è sempre elegante. Come dimenticare la sua esibizione in abito da Aurora su Il pozzo dei desideri? O l'apertura rock della quarta serata? 

E come dimenticare il suo arrivo a Sanremo 2019?

Virginia Raffaele è più complicata, più metatelevisiva. Cita se stessa, si lancia nella lirica con un abito red passion, dimentica le parole e fischietta, punta in alto, non si accontenta di un’esibizione disneyana ma trova nuove vie espressive, eppure risulta meno potente dei siparietti più misurati della Hunziker. È più intellettuale, più sottile, più sofisticata, ma forse anche per questo arriva meno al pubblico, o meglio arriva una parte, la superficie, che spesso occulta tutto il faticoso lavoro che c’è dietro uno o l’altro numero comico o musicale.

D'altronde, anche Freddie Mercury aveva voluto portare nel rock la musica operistica. Ma inizialmente nessuno era d'accordo con lui.

Alla seconda serata di Sanremo, però, non è stata ancora Belén o Ornella Vanoni. In quel caso, nonostante la verve di Michelle, a proposito di vis comica non sarebbe esistita gara.

VOTO VIRGINIA: 7

VOTO MICHELLE: 7

In sintesi, in quanto alla conduzione del Festival, Michelle è apparsa molto più "aristoniana" di Virginia.

VOTO FINALE VIRGINIA: 5

VOTO FINALE MICHELLE: 9

Voi siete d'accordo? Chi avete preferito delle due?

Vota anche tu!

Chi avete preferito?

Leggi di più tra 5

Annulla redirect

Votate!

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.

SCOPRI GLI OUTFIT AUTUNNO/INVERNO