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Shade e Federica Carta: 'Il nostro Sanremo contro i pregiudizi'

Dopo il successo di Irraggiungibile, Shade e Federica Carta tentano il bis: per loro si aprono le porte del Teatro Ariston e al Festival di Sanremo 2019 si presentano con Senza farlo apposta. Li abbiamo incontrati: ecco quello che ci hanno raccontato.

Senza farlo apposta, Shade e Federica Carta a Sanremo 2019: la nostra intervista Ufficio Stampa Warner Music Italy

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Nel variegato cast del Festival di Sanremo 2019 ci sono anche loro, Shade e Federica Carta, che a fine 2017 hanno firmato insieme un successo come Irraggiungibile. E se lo scorso anno il palco della kermesse irraggiungibile lo poteva sembrare davvero, in questa seconda edizione targata Baglioni all’Ariston ci arrivano eccome. E con una certa aspettativa da parte del pubblico.

A riconoscerlo sono gli stessi artisti, i cui mondi musicali si sono incontrati nuovamente sulle note di Senza farlo apposta, brano che si è conquistato un posto nella rosa dei ventiquattro in gara dal 5 al 9 febbraio. 

Giovani, frizzanti, simpatici, Federica e Shade si dichiarano anche parecchio emozionati: A mano a mano sentiamo entrambi l’ansia. Ma è quell’ansia che ti sprona a fare sempre meglio, quindi siamo positivi sotto questo punto di vista.” 

Le fa eco l’altra metà della coppia, con la consueta vena ironica e autoironica con cui si è fatto apprezzare dal pubblico: “L’ansietta c’è e diventa sempre meno ansietta e sempre più ansia. Anzi, scrivilo a caratteri cubitali e lettere puntate con un acronimo: A. N. S. I. A. Ma è un’ansia positiva ecco.”

Inizia così la nostra chiacchierata, che ci conferma – da parte di Vito e Federica – uno spirito di leggerezza matura nient’altro che superficiale, ma ben consapevole di quanto la vetrina sanremese possa rappresentare per le carriere di entrambi.

Giocando con le parole del vostro precedente duetto, per voi Sanremo è tutt’altro che Irraggiungibile...
Federica: Eh già, sembrava irraggiungibile a un certo punto, e invece...

Shade: La parola Sanremo ti ispira subito un’idea di grandezza, di un palcoscenico irraggiungibile, e quando dici “andare a Sanremo” sembra una cosa enorme. Invece ci andiamo davvero! Quindi non è irraggiungibile, però adesso che ci siamo quel palco richiederà un impegno maggiore rispetto a quello che abbiamo fatto finora, sia dal punto di vista musicale sia dal punto di vista dell’esposizione.

Veniamo al brano con cui vi presentate a Sanremo, Senza farlo apposta: come è nato e come vi avete lavorato?
Shade: Il brano è nato poco prima della scorsa estate. Ne ho registrato una prova, se non sbaglio come nota vocale, e l’ho mandata Federica per chiederle un parere; in quel momento non pensavo di  cantare il pezzo con lei, volevo solo la sua idea in merito. Ci confrontiamo spesso fra di noi. A lei è piaciuto molto e mi ha consigliato di lavorarci per bene perché poteva funzionare. Solo allora ci è venuta l’idea di duettare e dopo ancora è arrivato il progetto di portarlo a Sanremo.

Abbiamo modificato una porzione del testo, soprattutto le parti che suonavano fuori contesto rispetto al Festival. Però la canzone, per i temi che tratta, è nostra al 100% e Federica l’ha fatta proprio sua.

Sanremo 2019 Shade e Federica CartaHDUfficio Stampa Warner Music Italy

Federica: Inizialmente la mia parte era un po’ troppo bassa per il mio tipo di voce: abbiamo cambiato tonalità, Vito ha lavorato sulla sua parte e io sulla mia. Ci siamo subito trovati in sintonia. Ti dico di più, c’era una parte di Senza farlo apposta che poi è stata tolta e che era in extrabeat velocissima. Volevo farla  insieme a Shade ma sarei stata poco credibile...

Shade ...e sarebbe stato fighissimo ma inserire l’extrabeat in una canzone per Sanremo sarebbe stato complicato perché deve raggiungere un pubblico ampio ed è importante che il messaggio arrivi a tutti. Magari una persona che non ascolta normalmente il rap farebbe fatica a comprendere un extrabeat, nonostante possa essere scandito alla perfezione. Abbiamo privilegiato la comprensibilità.

Entrambi siete debuttanti al festival e portate due mondi artistici diversi che si sono, prima, incontrati fra loro e che, ora, incontrano un pubblico che è parzialmente diverso da quello a cui siete abituati. Che cosa vorreste che passasse di quello che siete e della vostra proposta musicale?
Shade: A Sanremo vorrei mostrare di non essere nel calderone di quel rap fatto di cafoni, misogini e montati che sventolano i soldi ai quattro venti o fanno determinate cose, che io non faccio né nella vita reale né tantomeno sui social. Spero che il pubblico del Festival capisca che il rap non è solo determinati contenuti ma che c’è anche dell’altro. La speranza è che la canzone entri nel cuore delle persone come è entrata Irraggiungibile: la cosa più bella è quando ti scrivono di aver superato un periodo difficile ascoltando i tuoi pezzi. Spero che Senza farlo apposta sia un modo per aiutare anche persone che non ci conoscono.

Al di là del lavoro e del guadagno, quando abbiamo iniziato a fare musica, è stato tutto dettato dalla passione e l’obiettivo di questa passione era far entrare qualcosa nel cuore delle persone. Di base, per me è ancora così - Shade

Federica: Anche per me vale lo stesso discorso di Vito e aggiungo che, essendo la più piccola del Festival, senza peccare di presunzione vorrei anche mostrare che essere la più piccola non significa essere inferiore agli altri. Noi presentiamo un pezzo su cui abbiamo lavorato tanto quanto tutti gli altri e portiamo la nostra su un palco grandissimo. Semplicemente questo: vogliamo dimostrare chi siamo.

Parlando, invece, di look: quali scelte avete fatto?
Federica: la cosa difficile della coppia è che dobbiamo in qualche modo matchare con le scelte nell’abbigliamento, perché anche visivamente deve arrivare qualcosa.

Shade: Non ci andrò con pantaloni larghi e maglia da basket, anche se... Diciamo che siamo in fase di scelta. Posso aggiungere che l’ispirazione cinematografica e da musical del videoclip di Irraggiungibile, secondo me, potrebbe funzionare.

Veniamo alla serata con gli ospiti che vi vede sul palco con Cristina D’Avena...
Shade: Da bravo rappuso, la mia idea iniziale era quella di portare un rapper per una jam session. Poi, però, mi sono chiesto che cosa avrebbe potuto fare Federica, povera (sorridono, ndr)... Allora abbiamo pensato di coinvolgere una cantante con cui fare qualcosa che nessuno ha mai fatto e che ovviamente rientri anche nelle nostre competenze, che abbia a che fare con il nostro seminato.

Se riesci a emergere tra nomi così grossi già solo esserci è una vittoria - Shade

Che cosa vi aspetta dopo Sanremo?
Shade: Per quanto riguarda il cinema, il film Bene ma non benissimo, in cui faccio un piccolo cameo, ha appena trovato una distribuzione e arriverà nelle sale presto. È una storia che porta sul grande schermo un tema come il bullismo affrontato in maniera molto originale, molto vera; Francesco Mandelli è stato molto bravo. Inoltre, dopo il festival uscirà un repack del mio album Truman con quattro canzoni nuove tra cui quella di Sanremo e poi ci saranno alcune sorprese che spero piacciano a chi già mi segue ma anche a chi magari mi ascolterà proprio all’Ariston.

Federica: Appena dopo il festival uscirà un progetto discografico che non sarà un vero e proprio disco classico, con dodici o tredici tracce. Ho scritto molto in quest’anno e ho messo in questo lavoro vari brani che mi piacevano, quelli che in qualche modo mi rappresentano e mi descrivono meglio per come sono stata in questi mesi. E poi vorrei tornare presto sul palco: mi mancano davvero tanto i concerti!

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