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Adenomiosi: cause, sintomi, analisi, terapie, legame con infertilità e alimentazione

Guida completa sull'adenomiosi: dalle caratteristiche del disturbo ai sintomi, dagli esami da effettuare fino alla terapia da seguire e agli alimenti da evitare.

Donna affetta da adenomiosi Pixabay

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L’adenomiosi colpisce tantissime donne e può essere un disturbo davvero doloroso. Per capire in costa consiste, quali sono i sintomi e come si cura leggi la nostra guida qui sotto. Potrai così avere un quadro completo della malattia e rivolgerti subito al tuo medico se ritieni di aver bisogno di una visita di controllo: 

Adenomiosi: che cos’è

L’adenomiosi colpisce le donne in età fertile. Di solito, ne soffrono donne di età compresa tra i 35 e i 50 anni. Si tratta di una infiammazione cronica causata dalla presenza di endometrio nella parete muscolare dell’utero. La parete uterina cioè è vittima di un ispessimento, che può essere localizzato e nodulare o interessare aree abbastanza ampie.

Spesso, l’adenomiosi viene confusa con l’endometriosi. Quest’ultima patologia, però, prevede una formazione anomala di tessuto endometriale al di fuori dell’utero. Proprio per distinguere i due disturbi, l’adenomiosi viene definita anche endometriosi interna.

Purtroppo, le cause non sono ancora del tutto certe. L’analisi statistica dei dati delle cartelle mediche delle pazienti ha portato a individuare alcuni fattori comuni alla base dell’insorgenza dell’adenomiosi:

  • interruzione volontaria di gravidanza
  • legatura delle tube
  • parti multipli
  • parto cesareo
  • interventi chirurgici all’utero (rimozione di fibromi o di polipi)

I sintomi dell’adenomiosi

L’adenomiosi può manifestarsi con o senza sintomi. Il disturbo asintomatico viene fuori solo durante la visita ginecologica. Il disturbo sintomatico, invece, è molto debilitante. I sintomi più comuni sono i seguenti:

  • crampi mestruali molto dolorosi
  • sanguinamenti uterini anomali
  • perdite uterine tra due cicli mestruali
  • dolore durante i rapporti sessuali

Un altro campanello d'allarme da tenere sott’occhio è la presenza di coaguli di sangue uterino denso durante i cicli mestruali. Non solo, il ventre diventa più grosso e più gonfio perché l’utero può raddoppiare o persino triplicare le proprie dimensioni. Se hai letto l’elenco di sintomi e hai riconosciuto i disturbi di cui soffri, rivolgiti subito al tuo ginecologo e richiedi un controllo.

Esami da fare per diagnosticare l’adenomiosi

La diagnosi dell’adenomiosi non è sempre facile, perché il disturbo potrebbe essere confuso con altre patologie. La semplice ecografia non è sufficiente. Per sgomberare il campo da ipotesi errate, bisogna sottoporsi a una ecografia transvaginale (TVS).

Si tratta di un esame basato sull’emissione di onde sonore a elevata frequenza non udibili dall’orecchio umano. Le onde vengono emesse da una sonda inserita nella vagina. Per diagnosticare con precisione l’adenomiosi, però, è bene abbinare l’ecografia transvaginale a una risonanza magnetica.

Adenomiosi e infertilità: si resta incinta con l’adenomiosi?

La relazione tra adenomiosi e infertilità è un argomento ancora dibattuto in campo medico. Fino a ora, l’unica evidenza disponibile è che la relazione tra la malattia e la difficoltà di concepimento appare casuale. L’adenomiosi cioè sembra ridurre le probabilità di concepimento e aumentare quelle di aborto e di distacco della placenta.

Nonostante l'assenza di certezze medico-scientifiche, è bene sottoporsi a controlli periodici soprattutto perché la malattie può essere asintomatica. In caso di diagnosi positiva, la terapia e il consulto regolare con il medico servono a tenere a bada il disturbo e a evitare le evoluzioni più gravi. Grazie a cure costanti è possibile cioè che la malattia non interferisca con il concepimento e con la successiva gravidanza. Ovviamente, questa risposta non è valida per tutte le donne con adenomiosi. Bisogna verificare caso per caso e valutare la porzione di utero compromesso.

Al di là della questione concepimento, è bene sottolineare che l’adenomiosi non interferisce con lo sviluppo dell’utero.

Adenomiosi e possibilità di gravidanzaHDPixabay

Cure per l'adenomiosi

La terapia varia a seconda della gravità del disturbo. Di solito, è prevista una cura farmacologica a base di analgesici e antinfiammatori, come l’ibuprofene e il naprossene. Questo tipo di terapia è consigliata soprattutto a donne giovani con dolori mestruali ancora sopportabili.

Nel caso di un eccesso di estrogeni nel sangue, il ginecologo prescrive una cura ormonale. La terapia a base di ormoni può prevedere l’assunzione orale (pillola contraccettiva) oppure l'applicazione uterina (IUD ormonale - spirale) o vaginale (anello contraccettivo).

L’intervento chirurgico, invece, viene consigliato solo a donne con adenomiosi gravi. In presenza di donne giovani con dolori talmente forti da compromettere la vita quotidiana, il ginecologo può prevedere una isterectomia (rimozione dell’utero). L’isterectomia è una soluzione adottata solo in casi davvero complessi, dato che compromette per sempre la possibilità di avere una gravidanza.

Adenomiosi e alimentazione

Le donne affette da adenomiosi dovrebbero evitare cibi fritti, ricchi di grassi o troppo zuccherini. Si consigliano alimenti come riso, grano, avena e verdure. Meglio limitare anche l’assunzione di carni rosse e di latticini.

Bisognerebbe inoltre regolarizzare le proprie abitudini alimentari, mangiando a orari fissi ed evitando di bere troppo caffè o di assumere alcol. Se fumi, sarebbe meglio limitarti o smettere. Il fumo, l’alcol e l’assunzione eccessiva di eccitanti come il caffè rientrano in quei comportamenti che aggravano i sintomi della malattia.

Il glutine è un altro componente dell'alimentazione quotidiana che rischia di peggiorare i sintomi. Per questo è meglio adottare una dieta il più possibile gluten-free.

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