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Sanremo 2019: le mie pagelle, rigorosamente senza pietà

Il Festival di Sanremo è quel meraviglioso luogo dove nessuna sa esattamente cosa sta andando a fare ma ci vuole andare a tutti i costi.

Federica Cacciola è Martina Dell'Ombra

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Funziona allo stesso modo per chi lo guarda: nessuno sa davvero perché lo fa ma (quasi) nessuno riesce a resistere alla curiosità di vedere se sarà un successo trionfale o un catastrofico fallimento (un po' lo stesso motivo per cui tutti abbiamo guardato il matrimonio di Meghan Markle).

Quello che è certo è che il Festival di Sanremo è da sempre il termometro politico del Paese (ognuno ha i termometri che si merita): ci sono anni buoni, anni meno buoni, anni minimal, anni radical chic, anni trash e anni di oblio. 

L'unica cosa certa che sappiamo dell'edizione di quest'anno, il 2019 per ricordarlo a chi si sente un po' confuso, è che il Festival è iniziato nel migliore dei modi: con la polemica! Eccomi quindi pronta a giudicare conduttori, outfit, scenografia, musica, ospiti, ma soprattutto loro: i cantanti.

Più sboccata di Mara Maionchi, più tecnica di Morgan, più incomprensibile di Asia Argento, dall'alto del mio non saperne nulla, di nulla, sarò la giudice che nessuno vuole ma che tutti si meritano: quella senza alcuna pietà. Ma con tanto stile.

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