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Liam Neeson: ‘Volevo farmi attaccare da un uomo di colore per ucciderlo’

Nel corso di un'intervista, Liam Neeson si è lasciato andare a dichiarazioni razziste sconcertanti. L'attore di Schindler's List ha svelato di aver desiderato di uccidere un qualunque uomo di colore per vendicare un'amica vittima di stupro.

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La vendetta è il tema portante di Cold Pursuit - Un uomo tranquillo, l'ultimo film di Liam Neeson. L'attore 66enne ha ammesso di non essere nuovo a questo genere di sentimento e ha rilasciato un'intervista per Independent che ha letteralmente sconvolto Hollywood e il popolo della Rete. Neeson ha ricordato un episodio risalente ormai a diversi anni fa: voleva vendicare una sua amica violentata da un uomo di colore e, per farlo, ha cercato volutamente lo scontro con qualsiasi persona nera che incontrasse lungo il suo cammino.

Sono parole forti quelle di Neeson, che a onor del vero non parla mai di se stesso come di un razzista:

Sono andato in giro per una settimana con una mazza sperando di essere infastidito da qualche 'bastardo nero'... in modo da poterlo uccidere.

Secondo Liam Neeson, la vendetta è un sentimento primitivo e, come tale, è spesso difficile da controllare:

Quando venni a sapere dello stupro di questa mia amica le chiesi se conoscesse il responsabile e lei rispose no. Allora le chiesi di che colore era e lei mi rispose che era un nero. Ci ho messo una settimana e mezzo per andare oltre. Quando penso a quello che ho fatto mi rendo conto che è stato orribile.

L'attore di Schindler's List e Io vi troverò ha manifestato pentimento per il suo comportamento assolutamente irrazionale ma ha ugualmente sostenuto di comprendere il bisogno di vendetta, seppure non giustificandolo. Neeson ha fatto riferimento anche alla sua terra natale, l'Irlanda del Nord, per 30 anni devastata dalla guerra civile:

Ho imparato la lezione. Penso all'Irlanda del Nord: conoscevo ragazzi morti negli scioperi della fame, persone che sentivano questo bisogno di vendetta. Ma porta solo a più vendetta e a più omicidi. Tutto quello che sta accadendo nel mondo ne è la prova, ma io quel bisogno primitivo lo capisco.

La reazione del web è stata impietosa, ma come spesso accade il popolo dei social si è diviso in due. C'è chi ha condannato Liam Neeson definendolo l'emblema della "virilità bianca tossica" che imperversa nella nostra società e chi, invece, ha apprezzato il fatto che l'attore abbia confessato una pagina così intima e delicata del proprio vissuto.

Ecco alcuni dei commenti sull'accaduto:

"Ha chiesto all'amica di che colore fosse l'aggressore, non se fosse alto o basso", scrive una donna profondamente indignata sui social.

"Avrebbe avuto la stessa rabbia se a stuprare fosse stato un bianco?", ha scritto un utente su Twitter. "Questo è il perfetto esempio della virilità bianca e tossica", ha commentato un'altra donna.

Non sappiamo cosa abbia spinto Liam Neeson a parlare apertamente di questo episodio certamente preoccupante e inquietante, specialmente in un periodo come questo in cui razzismo e intolleranza sono all'ordine del giorno. Di certo, queste dichiarazioni potrebbero avere ripercussioni molto pesanti sulla sua carriera. Del resto, il processo dell'opinione pubblica è già iniziato.

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