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Crisi di coppia: tradire sui social è come tradire nella vita reale?

Tradire il proprio partner virtualmente è una pratica sempre più comune. Ma quali sono i segnali per scoprire un adulterio consumatosi on-line? E soprattutto, in che modo la legge tutela le vittime di questo comportamento? Scopriamolo insieme.

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Computer, smartphone, tablet, social, app di messaggistica: essere costantemente connessi al mondo virtuale ci ha indubbiamente semplificato la vita, almeno per certi versi. Per altri invece - forse molti - non ce l'ha affatto agevolata. Uno su tutti, la vita di coppia. Alzi la mano chi non è mai andato a controllare foto, like o ultimi accessi del proprio partner. Spesso lo facciamo quando non c'è un reale motivo di preoccupazione, travisando mi piace o commenti vari di quella che si rivelerà essere soltanto la cugina di primo grado, la sorella (maledetti nickname!) o la migliore amica d'infanzia, sposatissima e con prole. 

In altri casi, però, certe interazioni o determinati movimenti potrebbero rivelarsi la spia di qualcosa che non va. Perché ahimè, il tradimento online rappresenta sempre più la nuova frontiera dell'infedeltà 2.0.

Se prima rischiavamo di incorrere in un tradimento fisico, ovvero la consumazione di un rapporto carnale, o in un tradimento mentale - ossia quello cosiddetto platonico, fatto di letterine e pensieri inenarrabili, ma guai a sfiorarsi - adesso tocca fare i conti anche con il tradimento virtuale.

Messaggini hot, sexting, foto e video hot, insomma una vera e propria relazione a suon di algoritmi, tra due persone che magari non si sono mai viste, né si incontreranno mai.

Ma cancellare tracce della propria vita on-line può essere molto più complesso che togliere una macchia di rossetto, per cui, dopo aver mandato un caloroso ringraziamento (o un caloroso accidenti, dipende da quale parte della barricata siamo) al nostro Zuckerberg, cerchiamo di fare luce su questo spinoso argomento e di capirne segnali, motivazioni e conseguenze legali

Tradimento online: i segnali per scoprirlo

È capitato a tutti di appoggiare il cellulare a testa in giù sul tavolo, di rimanere fino a tarda notte al computer solo per farci gli affari di qualcuno sui social, o di chiudere all'improvviso una pagina di navigazione soltanto perché magari non volevamo farci beccare consultano un blog di rimedi contro le emorroidi. Fin qui dunque, niente di male.

Certo, se questi atteggiamenti dovessero diventare una costante, potrebbe essere necessario approfondire la cosa. Dunque, ricominciamo: uno smartphone messo sempre sottosopra per nascondere le notifiche, l'appartarsi continuamente con il proprio telefono, il raddoppiare improvvisamente il numero di foto in costume sui social, proteggere ogni dispositivo, un tempo libero, con password e - soprattutto - avere una reazione esageratamente nervosa di fronte ad una richiesta di chiarimento sulle cose elencate fin qui: sono tutti elementi che rischiano di nascondere una scappatella virtuale

Ma come accennavamo prima, lasciare tracce in questo ambito è molto semplice e se proprio siete convinti di trovarvi davanti a un tradimento telematico, non sarà difficile escogitare un sistema (più o meno legale) per smascherare il partner: dalla creazione di un profilo fake per interagire con lui sotto mentite spoglie, al classico vecchio bluff "So che l'hai fatto, ho le prove".

I metodi per mettere spalle al muro un traditore virtuale sono sempre di più. Basta solo affidarsi al proprio sesto senso e prendere di petto la situazione.

Tradimento online: perché fa sentire meno in colpa

Tradimento on-lineHDrawpixel@pixabay

Insomma, scambiare messaggi piccanti con qualcuno che non è il proprio partner è un'abitudine sempre più diffusa, che appare - a chi la pratica - meno grave di un rapporto in carne ed ossa. Eppure spesso non si tratta di un evento occasionale, ma di un atteggiamento seriale, che può sfociare in una vera e propria dipendenza. Perdono, rabbia, allontanamento: sono tutte reazioni molto personali, difficile stabilire quale sia il comportamento giusto da tenere. Certo è che davanti ad un'acclamata dipendenza, è sempre bene rivolgersi ad un professionista. 

Quando un rapporto extraconiugale rimane fermo sulla rete, ci si sente meno in colpa, anche se il coinvolgimento emotivo è forte. Il fatto che non ci sia un contatto fisico rende l'atto - agli occhi di chi lo compie - meno grave. Eppure, per chi lo subisce, può rappresentare comunque un evento drammatico, che minerà per sempre la fiducia. È bene dunque confrontarsi e capire cosa ha portato a tutto questo, affidandosi in certi casi ad un terapeuta di coppia che può aiutare a snocciolare dubbi e problemi. 

E non per mettere il dito nella piaga, ma sebbene il tradimento virtuale rimanga spesso tale, il rischio che si trasformi in qualcosa di reale è comunque alto. Se si è decisi a ricucire il rapporto, cercare di andare alla radice del problema rimane sempre la soluzione migliore. 

Cosa dice la Cassazione sul tradimento virtuale?

Un tradimento virtuale può essere doloroso quanto un tradimento in carne ed ossa. E la legge, in questo caso, è con la vittima. La prima sezione civile della Corte di Cassazione ha deciso che un tradimento digitale equivale ad un tradimento vero e proprio. Un coniuge può dunque chiedere la separazione per violazione dei doveri disciplinati dall'articolo 143 del codice civile, ossia fedeltà reciproca, assistenza morale e materiale, collaborazione nell'interesse della famiglia e coabitazione.

Nel caso in cui venga appurato che il tradimento ha provocato una crisi coniugale, il traditore può andare incontro a serie di conseguenze molto pesanti, come la perdita del diritto ad un possibile assegno di mantenimento.

Rapporti on-line: SkypeHDsecondfromthesun0@pixabay

Una sentenza che in qualche modo si mette al pari con i tempi moderni,  in cui i cyber-rapporti sono spesso più frequenti (ed intensi) di quelli reali. Secondo la Cassazione, trascorrere giornate intere a chattare con qualcuno, è grave quanto andarci a letto. D'altro canto, è bene forse mettersi in testa che la nostra identità virtuale è pur sempre un'identità e che i comportamenti che abbiamo in rete hanno delle precise conseguenze. Sminuirne la portata, e in alcuni casi la violenza, è un atteggiamento ormai davvero superato. Questo è indubbiamente un discorso più complesso, che tuttavia si riallaccia in qualche modo al nostro argomento.

Il nostro stile di vita ci richiede ormai di imparare a prenderci le responsabilità anche di ciò che facciamo on-line. Perché, come ci hanno drammaticamente insegnato tanti fatti di cronaca, le conseguenze possono essere tutt'altro che irreali.

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