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Supergirl: Nicole Maines racconta la sua Nia Nial, prima eroina transgender della TV

Supergirl ha visto il debutto di Dreamer: l'alter ego di Nia Nal è il primo supereroe transgender della TV. Ecco cosa ha detto l'attrice che interpreta il personaggio nella serie.

Nicole Maines Getty Images

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La serie TV Supergirl ha registrato un record storico: quello di essere il primo show televisivo con una supereroina transgender tra i suoi personaggi, Nia Nial. Ad interpretarla è l’attrice Nicole Maines, che ha raccontato a ET come sia ricoprire questo ruolo importante.

Nell’episodio di domenica 27 gennaio (“Blood Memory”), infatti, i fan hanno potuto ammirare per la prima volta il personaggio della Maines che si preparava ad affrontare il suo destino da eroina nei panni di Dreamer: è un’evoluzione cui si è fatta allusione per tutta la stagione, e ora Nia ha finalmente svelato il suo alter-ego eroico. L’attrice era emozionatissima all’idea che i fan stessero per vedere finalmente il costume di Dreamer. “Sono così eccitata all’idea che vedrò quelle scene sullo schermo, e scoprire le loro reazioni… Si va nella cittadina natale di Nia, e ho potuto approfondire le origini del personaggio, svelare da dove proviene. Sono davvero emozionata all’idea che la gente vedrà un po’ più di Nia”.

Dopo aver raccontato che in realtà quel costume è piuttosto scomodo da indossare, ha ammesso che in sé l’esperienza è “strabiliante”: “Mi sono scattata un sacco di foto. Le mandavo ovviamente tutte a mia madre. E ancora adesso sono così contenta ogni volta che indosso quel costume”.

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Dream on 💙✨💫 #dreamer #supergirl

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Quanto al significato del suo personaggio come primo eroe transgender della TV, Nicole ha detto che il momento che le ha fatto capire l’impatto di un tale primato è stato quello in cui l’immagine promozionale di Dreamer è stata diffusa:

Abbiamo una supereroina trans. La possiamo vedere. La vediamo con la maschera, il costume e gli effetti speciali… Abbiamo una supereroina trans in televisione.

L’attrice si è emozionata nel leggere la reazione sui social: “C’era gente che stava passando un momentaccio e dopo aver visto quel costume dicevano di sentirsi sollevati”.

Il tempismo di questo debutto è ancora più significativo alla luce delle politiche repressive poste in atto dall’attuale governo americano: Trump ha da poco ottenuto il via libera dalla Corte Suprema per far entrare in vigore il divieto di arruolamento nelle forze militari per i soggetti transgender. “Ero sul set il giorno che hanno annunciato che la Corte Suprema aveva reintegrato il divieto di Trump. Ne stavo parlando con Melissa [Benoist, la protagonista della serie] e dicevo che è dura aver a che fare con un governo che non fa altro che colpire il popolo [...] È dura capire l’impatto immediato di cose del genere perché quando vengono fuori ti paralizzano, ti intorpidiscono. Finisci per dire: ‘Ok, certo. Aggiungi pure questa. Perché no?!’”. Per fortuna, questo show va controcorrente.

Ho detto a Melissa: ‘Sai, ecco cosa stiamo facendo. Stiamo facendo la differenza.

E ha aggiunto: “Stiamo creando uno show che la gente può godersi, che é al contempo divertente e significativo, e importante, e rilevante, e bellissimo e così speciale. Non c’è nulla come Supergirl in TV al momento, secondo me”. L’attrice ha anche detto che secondo lei tutti possiamo fare qualcosa per cambiare le cose, anche con piccolo gesti quotidiani, mantenendo vivo un dibattito, come è successo quel giorno della decisione della Corte, quando era sul set: “Ero davvero felice di essere sul set quel giorno, perché credo che ne avessi bisogno. Dovevo trovarmi in un ambiente di supporto. Avevo bisogno di stare in un luogo in cui la gente vuole cambiare le cose. Rispondiamo anche noi con un pugno”.

Insomma, raccontare storie è la sola risorsa che tutti noi, alla fine, abbiamo. Abbiamo le nostre esperienze e l’abilità di raccontare storie. E questo ispira la gente. È ciò che muove le montagne.

E ha concluso: “È ciò che cambia i dibattiti, ascoltare le storie della gente, le loro esperienze”. Non trovate anche voi che avere un pizzico di curiosità e voler capire chi è diverso da noi sia una strada da preferire a quella della chiusura preventiva nei confronti di chi non ci somiglia?

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