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Greta Thunberg: l’ambientalista sedicenne che incolpa i leader mondiali per il cambiamento climatico

La giovanissima Greta Thunberg non ha esitato a rimproverare i potenti che si sono riuniti a Davos la scorsa settimana, additandoli come responsabili del disastroso cambiamento climatico che presto diventerà irreversibile.

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Non è la prima volta che l’espressione inflessibile della sedicenne svedese Greta Thunberg finisce per fare il giro della rete mentre bacchetta i leader politici più potenti del mondo riguardo l’urgenza di reagire al letale problema del cambiamento climatico.

Giorni fa, a Davos, Greta è tornata a sul tema con irremovibile durezza: mentre i delegati partecipanti al World Economic Forum arrivavano con jet privati, l’attivista ha fatto un viaggio di 32 ore da casa sua in Svezia fino alla località svizzera, e una volta lì ha scelto di stare in campeggio invece che alloggiare in un hotel di lusso. Di fronte ai protagonisti della politica e dell’economia mondiale, nonché volti noti del mondo dello spettacolo quali Bono e Will.i.am, la ragazza ha parlato col suo tono calmo, freddo e deciso.

La nostra casa sta andando a fuoco.

Greta ha proseguito: “Alcuni dicono che la crisi del clima è qualcosa che avremmo creato, ma non è vero, perché se tutti sono colpevoli allora non c’è nessuno da biasimare. E invece c’è qualcuno da condannare. Alcune persone, alcune compagnie, alcuni che hanno il potere di prendere le decisioni in particolare, hanno sempre saputo esattamente quali valori inestimabili hanno sacrificato per continuare ad accumulare inimmaginabili quantità di denaro".

E credo che molti di voi che sono qui oggi fanno parte di quel gruppo.

Dopo una breve pausa (sbalordita?) Bono ha cominciato ad applaudire.

Più tardi la Thunberg ha rilasciato interviste, e a CNN Business ha detto: “È stato piuttosto divertente. Gli ho detto che appartengono al gruppo di persone maggiormente responsabili e che il futuro dell’umanità è nelle loro mani, e non sapevano come reagire”. La ragazza ha anche commentato l’abitudine di queste persone, che hanno il compito di preoccuparsi della salute del nostro pianeta, di viaggiare con jet privati: “È assurdo. Dovrebbero fare come predicano, altrimenti la gente non li prenderà mai sul serio”.

Le parole di Greta hanno ispirato già molti giovani, e solo giovedì scorso 35mila studenti hanno marciato in protesta a Bruxelles per la questione del clima. La giovane dice: “Il mio messaggio è che se non ci interessa della crisi climatica e se non agiamo ora, nel futuro non ci sarà spazio per nessun’altra questione. Perché dovrei studiare per un futuro che presto non esisterà più?”.

Il problema del cambiamento climatico si fa infatti sempre più grave e un report dello scorso ottobre dell’ONU ha avvisato che abbiamo solamente 12 anni per realizzare i cambiamenti epocali e senza precedenti in grado di evitare i peggiori (anzi, potenzialmente letali) effetti del riscaldamento globale. La Thunberg ha espresso l’urgenza di questo disastro dicendo:

Voglio che proviate la stessa paura che io vivo ogni giorno. E che agiate come se la vostra casa stesse andando a fuoco. Perché sta succedendo.

Più tardi ha spiegato: “Un tempo ero arrabbiata con queste persone, ma ora non più… ho trasformato quella rabbia nella voglia di fare, quindi è diventata una sorta di carburante”. Quello che persone normali come lei e noi possiamo fare è in realtà molto, anche se deve essere coadiuvato anche da decisioni che provengono dall’alto: l’idea è riciclare quanto possibile, ma anche ridurre a monte il consumo di ciò che non può essere facilmente riutilizzato. Per questo si stanno attivando già alcune multinazionali, che vogliono provare a immettere nel mercato confezioni riutilizzabili per i loro prodotti (ve ne abbiamo parlato qui): perché però iniziative come queste possano prendere piede è necessaria la nostra collaborazione, e la consapevolezza che la transizione non sarà facile, ma rimane assolutamente necessaria.

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