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Diritti LGBT: in Angola essere gay non è più un "vizio contro natura"

Cancellata la norma del codice penale che definiva i rapporti omosessuali "vizi contro natura".

Lgbt Angola FoxLife

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In Angola, l'omosessualità non è più reputata un "vizio contro natura". Non solo: da oggi in poi sarà invece punita con il carcere ogni discriminazione basata sull'orientamento sessuale. La svolta, sul fronte dei diritti lgbt, arriva nelle ultime ore, in cui il governo del paese africano ha deciso di rimuovere dal codice penale una norma di età coloniale. 

L'Angola ha adottato il 23 gennaio il nuovo codice penale, il primo da quando ha ottenuto l'indipendenza dal Portogallo. E all'interno della nuova legislazione ha deciso di non includere più quella legge, ereditata dai colonizzatori portoghesi, che rendeva l'omosessualità un reato. 

Angola, depenalizzata l'omosessualità

Ad annunciarlo è stata l'associazione Human Rights Watch nelle ultime ore: in Angola l'omosessualità non è più un reato. Questo passo epocale, per il Paese, si inserisce su una linea di condotta già anticipata dalla decisione del presidente Joao Lourenco di riconoscere ufficialmente, lo scorso giugno, un'associazione di promozione dei diritti lgbt.

Oltre a depenalizzare l'omosessualità, l'Angola ha deciso di punire anche le discriminazioni. Come spiega l'organizzazione: "Il Governo ha inoltre vietato ogni discriminazione basata sull'orientamento sessuale prevedendo che chiunque si rifiuti di dare lavoro o di fornire servizi a causa dell’orientamento sessuale della persona sarà punito con il carcere".

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Un passo ancora più decisivo, dato che più volte l'Iris Angola, l'unica associazione per i diritti lgbt del Paese, ha denunciato episodi discriminatori, sia nell'accedere all'assistenza sanitaria, sia nel campo dell'istruzione.

Sono ancora 69 i paesi nel mondo che criminalizzano l'omosessualità. In Africa, le persecuzioni sono molto diffuse. In Tanzania, lo scorso novembre il governatore della provincia di Dar es Salaam, Paul Makonda, ha sguinzagliato alcune squadre speciali sui social network per identificare presunte persone omosessuali da arrestare. 

A Zanzibar, alcuni giorni dopo, dieci uomini sono stati arrestati con l'accusa di voler organizzare un matrimonio in spiaggia. Episodi seguiti dalla condanna dell'Unione Europea.

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