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Festival di Sanremo 2019: i giudizi sulle singole canzoni dopo il pre-ascolto

Il favorito dell'edizione è senz'altro Ultimo, mentre il brano che più è piaciuto alla sala stampa è quello di Daniele Silvestri e Rancore. Tutti i giudizi sulle canzoni di Sanremo 2019.

Daniele Silvestri, seduto al pianoforte, in nero, su sfondo nero Getty

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Ventiquattro canzoni per altrettanti Campioni, due dei quali provenienti direttamente tra le fila della Nuove Proposte. È il Sanremo 2019 targato Claudio Baglioni. Il secondo consecutivo condotto dal cantautore romano, che quest'anno sarà affiancato da Claudio Bisio e Virginia Raffaele. All'interno della sede Rai di Corso Sempione le canzoni sono state fatte ascoltare per la prima volta ai giornalisti. Il classico pre ascolto, in una stanza rigorosamente "sigillata".

D'altra parte, la regola principale della kermesse canora è proprio questa: le canzoni cantate sul palco del teatro Ariston devono essere tutte inedite. Il tema principe di questa edizione? L'amore, naturalmente. Ma non solo. Sarà un'edizione politica? Forse. I cantautori preferiscono usare il termine "umano", portando temi - l'immigrazione, su tutti - che sono all'ordine del giorno. Ma ora analizziamo, canzone per canzone, quello che ascolteremo al Festival di Sanremo 2019.

Le pagelle delle canzoni di Sanremo 2019

  • Nek: Mi farò trovare pronto. "Sono pronto sono pronto / A non esser pronto mai  / Per essere all’altezza dell’amore" canta Nek nel ritornello di Mi farò trovare pronto, canzone che ha scritto insieme a Luca Chiaravalli e Paolo Antonacci, figlio di Biagio. Il brano è una super hit pop - dance, che sembra fatta apposta per far ballare. Una canzone che entra appieno nella recente produzione dell'artista emiliano, soprattutto nella sua "nuova vita" dopo il Sanremo del 2015. Un pezzo che potrebbe funzionare bene nelle radio.
  • Nino D'Angelo e Livio Cori: Un'altra luce. La canzone in dialetto quest'anno la portano Nino D'Angelo e Livio Cori, una delle strane coppie del Sanremo 2019. Il primo, tra i cantanti più conosciuti e apprezzati del genere neo melodico. Il secondo, quelli che in molti credono essere Liberato. Insieme presentano Un'altra luce: decisamente una bella canzone, ma che con ogni probabilità subirà "l'effetto dialetto", con l'inevitabile difficoltà della comprensione del suo testo per alcuni.
  • Federica Carta e Shade: Senza farlo apposta. Un'altra coppia, decisamente più canonica, è quella formata da Federica Carta e Shade. Lei proviene dalle fila di Amici di Maria de Filippi, mentre lui è un rapper. E si dividono il brano nel modo più classico: lei canta il ritornello, mentre lui rappa le strofe. Cantano Senza farlo apposta, non certo un brano indimenticabile. Sarà probabilmente loro la quota giovane pubblico da talent show.
  • Patty Pravo e Briga: Un po' come la vita. Ancora una "strana coppia" è quella composta da Patty Pravo e Briga, che cantano Un po' come la vita. Un brano che divide, tra chi ritiene che lo strano esperimento sia riuscito e chi invece pensa che i due, così distanti (a livello anagrafico, ma soprattutto di repertorio) siano mal assortiti. Superato l'effetto sorpresa, rimane un buon pezzo: migliore di altri, peggiore di altrettanti.
  • Ultimo: I tuoi particolari. Se dovessimo fare una scommessa sulla vittoria del Festival, questa sarebbe tutta a favore di Ultimo, che quest'anno proverà a fare quello che finora era riuscito al solo Francesco Gabbani: trionfare tra le Nuove Proposte e, l'anno successivo, nella categoria riservata ai Campioni. Il cantautore romano presenta I tuoi particolari, una canzone d'amore, con un ritornello candidato a "frase dei diari" per il prossimo anno scolastico. "Se solamente Dio / Inventasse delle nuove parole / Potrei scrivere per te / Nuove canzoni d’amore / E cantartele qui".
  • Arisa: Mi sento bene. È senz'altro un bel ritorno quello di Arisa, che sul palco dell'Ariston canta un inno alla vita: Mi sento bene. Un brano che all'inizio potrebbe benissimo essere inserito nella colonna sonora di qualche film Disney, ma che poi con un colpo di reni si rivoluziona trasformandosi in una hit dance irresistibile. «Se non ci penso più / Mi sento bene / E più non penso / E più mi sento bene». Arisa si rivolge all'ascoltatore, invitandolo a vivere la vita con più leggerezza e a staccare ogni tanto il cervello.
Arisa, in piedi, in nero, in un ristoranteFoto FoxLife
Arisa a Sanremo 2019
  • Simone Cristicchi: Abbia cura di me. Un altro ritorno molto atteso è quello di Simone Cristicchi, che non tradisce il suo recente passato teatrale, portando quella che a tutti gli effetti potrebbe essere considera una poesia: Abbia cura di me. "Abbracciami se avrò paura di cadere / Che siamo in equilibrio sulla parola insieme" canta nella sua lettera d'amore, da far leggere a un amante, un amico, un fratello. A chiunque si voglia bene.
  • Francesco Renga: Aspetto che torni. Un ritorno invece evitabile è stato quello di Francesco Renga, che canta un brano scritto da Bungaro, proposto al Festival di Baglioni e proprio da quest'ultimo inoltrato all'artista bresciano. La canzone in questione è Aspetto che torni: paradossalmente, canzone in perfetto stile Renga, ma che se fosse uscita dieci anni fa avrebbe fatto la medesima figura.
  • Zen circus: L'amore è una dittatura. Tra i brani più sorprendenti del Festival rientra sicuramente L'amore è una dittatura, presentata dagli "outsider" Zen Circus. Cantano di amore? Sì, ma non solo. Loro portano anche la politica, la famosa "umanità" cui facevamo riferimento prima. "Le porte aperte / I porti chiusi" in realtà dicono a un certo punto del testo. Il brano potrebbe benissimo essere inserito all'interno della colonna sonora di un film western.
  • Achille Lauro: Rolls Royce. Forse l'artista che più di ogni altro sarà capace di catalizzare l'attenzione del pubblico dal palco dell'Ariston. In Rolls Royce, brano che firma insieme a Davide Petrella, si diverte a fare il punk, "scomodando" autentici miti del rock come Elvis Presley, Amy Winehouse, i Doors e Jimi Hendrix. Un brano meno trap della sua produzione fino a questo momento, in cui a farla da padrona è il riff di chitarra che caratterizza l'intera canzone, dall'inizio alla fine.
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ROLLS 💎 ROYCE

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  • Paola Turci: L'ultimo ascolto. Troviamo la mano di Luca Chiaravalli anche in L'ultimo ascolto, il brano che sarà presentato sul palco dell'Ariston da Paola Turci. Lei, a Sanremo, ha sempre fatto delle ottime figure. Questa volta il pezzo, seppur superiore alla media, appare comunque meno potente rispetto a quelli precedentemente portati. Però ci attendiamo la prova sul palco, per un giudizio definitivo.
  • Negrita: I ragazzi stanno bene. Da un "rocker improvvisato" a un gruppo che invece del rock ha fatto la sua cifra stilistica. I Negrita, che all'Ariston canteranno I ragazzi stanno bene, pezzo che vede tra gli autori anche Il cile. I brani indimenticabili sono altri. "Non ho tempo per brillare / Voglio esplodere che la vita è una poesia / Di storie uniche" canta Pau nella sua cavalcata da climax ascendente.
  • Ex Otago: Solo una canzone. Gli Ex Otago potrebbero essere la sorpresa dell'edizione. Cantano Solo una canzone, che è bel brano. Da loro forse ci si aspettava il pezzo da ballare, invece portano un brano d'amore che racconta dell'innamorarsi durante l'età adulta. Paradossale, per una band composta da giovani. Eppure il pezzo convince.
  • Anna Tatangelo: Le nostre anime di notte. Anna Tatangelo canterà Le nostre anime di notte, classico brano sanrmese e classico brano che ci si aspetterebbe da Anna Tatangelo. Difficilmente farà classifica.
Anna Tatangelo in piedi, in nero, con una borsa bianca, sorrideGetty
Anna Tatangelo a Sanremo 2019
  • Motta: Dov'è l'Italia. "Dov’è l’Italia amore mio? / Mi sono perso» si chiede Motta in Dov'è l'Italia. Altro brano che affronta il tema "umano" delle migrazioni, e infatti scritto in larga parte sull'isola di Lampedusa. Motta è un fuoriclasse, la canzone forse non tra le più belle della sua discografia, ma certamente una perla a Sanremo.
  • Daniele Silvestri e Rancore: Argento vivo. Cantata da Daniele Silvestri in coppia con Rancore, è la canzone più titolata alla vittoria del premio della critica. Un testo lungo, intenso, in cui un ragazzino di 16 anni racconta in prima persona la sua esperienza di prigionia: metafora o realtà? Il lungo inserto rap fa crescere ulteriormente quello che già di per sé appare come il migliore pezzo dell'edizione.
  • Enrico Nigiotti: Nonno Hollywood. Sorprende Nonno Hollywood di Enrico Nigiotti. Un brano che è un'ulteriore conferma della cifra cantautorale di Enrico Nigiotti, il ragazzo che già avevamo visto sul palco di Sanremo Nuove Proposte (oltre che di Amici di Maria de Filippi e X Factor). Canta di una Livorno che non c'è più, la rivive attraverso i ricordi e racconti del nonno... nonno Hollywood. Ma ora neanche lui c'è più e rimane solo la nostaglia.
  • Boomdabash: Per un milione. La sorpresa del 2019 potrebbe essere rappresentata dai Boomdabash, già trionfatori dell'ultima estate musicale italiana, grazie al singolo Non ti dico no, cantato in coppia con Loredana Berté. A Sanremo portano il reggae e probabilmente, nonostante manchi ancora qualche mese, Per un milione diventerà il tormentone anche dell'estate prossima. O quantomeno porterà un po' di calore estivo nelle case del pubblico del Festival.
  • Loredana Berté: Cosa ti aspetti da me. Parliamo allora di Loredana Berté, finalmente riuscita a tornare a Sanremo, dopo i tanti tentativi. Prova il colpaccio con Cosa ti aspetti da me, brano firmato - tra gli altri - dal frontman degli Stadio, Gaetano Curreri. Probabilmente ci saremmo aspettati qualcosa di più, maggiore graffio. Ma Loredana è una delle classiche artiste in grado di trasformare un pezzo al contatto con il palco, quindi dare un giudizio definitivo nel suo caso è veramente impossibile.
  • Mahmood: Soldi. Un piccolo "giallo" intorno a Soldi, cantata da Mahmood, proveniente dalle Nuove Proposte. Un brano cantato quasi esclusivamente con l'autotune, utilizzato non per intonare la voce, ma come mero effetto stilistico. Il cantante, però, forse per prevenire le polemiche, ha deciso di salire sul palco dell'Ariston con la sua "nuda voce": niente autotune, quindi. Il brano è bello, molto cool e decisamente il più contemporaneo di questa edizione del Festival.
  • Einar: Parole nuove. L'altro giovane uscito dalla gara delle Nuove Proposte e catapultato direttamete tra i Campioni è Einar. Che però, di fronte a Mahmood, perde malamente. Canta Parole nuove, che suona come una dichiarazione di intenti, totalmente sbagliata. La sua canzone non è nulla di nuovo. Probabilmente il pubblico a casa, ascoltandola, ballerà. Ma ne avremmo fatto volentieri a meno.
  • Irama: La ragazza dal cuore di latta. E ancora un ragazzo: Irama, proveniente da Amici di Maria de Filippi. Ma lo avevamo già visto a Sanremo, tra i Giovani, nell'anno di Gabbani ed Ermal Meta. Lui canta La ragazza dal cuore di latta, brano che parla delle violenze di un padre sulla figlia. Ma poi lei cresce e nel suo corpo inizierà a battere un altro cuore: non di latta questa volta. La canzone è costruita bene, nel senso che probabilmente piacerà al pubblico del cantante.
  • Ghemon: Rose viola. È molto cool Rose viola di Ghemon. In grado di portare il rap e lo swag sul palco di Sanremo, mettendo d'accordo i giornalisti e facendo apprezzare il pezzo anche ai detrattori del genere. D'altra parte, la canzone c'è, la voce anche. Quindi inattaccabile.
  • Il Volo: Musica che resta. Infine, porta la firma anche di Gianna Nannini Musica che resta, il brano che sarà portato da Il Volo, nuovamente sul palco dell'Ariston dopo il successo con Grande amore. Portano una sorta di secondo capitolo del pezzo che li vide trionfare a Sanremo, ma sono in molti a dimostrare un certo scetticismo sul fatto che sia la loro musica a restare.
I tre ragazzi de Il Volo, in nero, in piedi, di fronte ai tre microfoni, su uno sfondo bluHDGetty
Il Volo a Sanremo

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