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Donne nello spazio: parla Susanne Mecklenburg, mission manager dell'ESA

Donne nella scienza: più possibilità rispetto al passato, ma ancora tanto da fare per una reale inclusione. Ne parla a FoxLife Susanne Mecklenburg, responsabile di due missioni satellitari dell'ESA

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Donne alla conquista dello spazio. E non solo quello in cui fluttuare a chilometri di distanza dal pianeta terrestre. C'è anche quello di un laboratorio, che qualche anno fa sarebbe stato reputato d'ufficio "luogo non adatto a una ragazza". Oggi le cose sono cambiate, è vero. Ma c'è ancora tanto da fare.

E a Roma, dove mercoledì 16 gennaio è andato in scena l'incontro Space for Women, organizzato da Professional Women's Association Rome, c'è stata l'occasione per fare il punto della situazione sull'inclusione femminile nel mondo scientifico. 

PWA è un'organizzazione no profit che mira a creare una rete di supporto e promozione degli interessi professionali di donne appartenenti a diversi campi culturali. Ogni terzo mercoledì del mese, l'associazione organizza un convegno in cui condividere esperienze e saperi. A prendere la parola in questo ultimo incontro, è stata Susanne Mecklenburg, mission manager dell'ESA, attualmente impegnata nel coordinamento di due missioni satellitari.

Donne e scienza: un mondo che cambia velocemente

Susanne si occupa della supervisione di due missioni satellitari per l'European Space Agency, importantissime per monitorare le condotte umane e i risultati che queste hanno sul riscaldamento globale. All'interno dell'ESA, le donne hanno raggiunto il 36% di presenza nel 2017, occupando il 10% delle posizioni di leadership. 

Una percentuale in crescita, ma comunque ancora limitata. E che ha molto a che fare con una vecchia e anacronistica percezione della femminilità, vista come meno razionale e quindi più predisposta verso uno studio umanistico che scientifico: "Essere top manager oggi significa avere dai 40 ai 60 anni. Significa aver studiato diversi anni fa e rispetto a quando mi sono formata io, le cose ora sono molto diverse", ha spiegato Susanne ai microfoni di FoxLife.it

A cambiare, è soprattutto il mondo dell'informazione e la varietà di modelli di riferimento: "Oggi puoi consultare internet, informarti e lasciarti ispirare dalla gran quantità di materiale che puoi trovare. Tutta questa mole di informazioni non c'era quando ho iniziato a studiare io. Penso anche che la percezione dei ruoli di genere, ai maschi i giocattoli tecnici e alle femmine i vestiti rosa, sia davvero cambiata rispetto ad allora".

Susanne Mecklenburg HDFOX

Il mondo del lavoro, però, deve mettere in campo strategie più efficienti per garantire una maggiore inclusione: "C'è carenza di strutture che rendano più semplice, per una donna, lavorare ed essere madre. È necessario adattare l'ambiente di lavoro alle necessità femminili, per esempio con una maggiore flessibilità degli orari, la possibilità di disporre di asili nido. Molte attività professionali sono impostate per persone indipendenti. Io viaggio molto e non ho una famiglia. Ma per chi l'avesse, sarebbe parecchio complicato organizzarsi".

Piccoli accorgimenti possono fare la differenza: "Vedi le riunioni serali. In un'azienda inglese, una donna, una volta diventata presidente, ha eliminato l'incontro in notturna, che terminava a mezzanotte, sostituendolo con un aperitivo nel tardo pomeriggio, per permettere a tutti di tornare a casa per le 7. Ci vuole così poco per introdurre cambiamenti del genere!".

E poi credo sia necessaria anche più solidarietà femminile. Penso dovremmo supportarci di più, e meglio. Dobbiamo organizzarci e sostenerci. E non entrare in competizione l'una con l'altra. 

Il ruolo delle nuove generazioni nell'evoluzione delle quote rosa

Oggi una giovane donna può decidere di studiare astrofisica senza sentirsi dire che per lei sarebbe più indicato iscriversi a lettere. Lo sa bene Asia Bulgarini, studentessa di astrofisica a Londra: "La fisica e l'astrofisica mi spingono a pensare fuori dagli schemi. Ciò che mi ispira ogni giorno è sapere che, per conoscere e capire idee rivoluzionarie e scientifiche, sia necessario avere il coraggio di non essere conformista", ha raccontato, intervenendo durante il convegno.

"Nel mio percorso non ho incontrato difficoltà, ma so bene che ce ne siano. È un dato di fatto che durante la mia esperienza al King's College di Londra, su 120 studenti solo una trentina fossero donne. I studi più recenti indicano che solo un quinto degli studenti in fisica sia di sesso femminile", ha raccontato.

Una scienziataHDGetty Images

Offrire alle nuove generazioni esempi reali e concreti di donne che hanno contribuito allo sviluppo scientifico, mettendo alla luce successi e innovazioni spesso trascurati da una narrazione tutta al maschile, diventa così di vitale importanza per cancellare stereotipi e proporre nuove immagini e ruoli.

"Proprio per questo - spiega Asia - una ricercatrice scientifica dell'Imperial College, Jess Wade, si occupa quotidianamente di scrivere su Wikipedia i profili di donne impegnate nei campi della scienza, tecnologia, ingegneria e matematica". Il gender gap si combatte anche così, proponendo nuovi modelli a cui le nuove generazioni possano ispirarsi.

I dati più recenti raccolti dall'Annuario Scienza e Tecnologia 2018 di Observa Science in Society indicano che, in Italia, 38 docenti universitari su 100 siano donne, un numero destinato a crescere. Inoltre, tra i ricercatori il 36% è rappresentato da donne. In Lituania, Lettonia e Finlandia le docenti universitarie superano il 50%, in Argentina le ricercatrici rappresentano il 52%. 

Anche per questo, Susanne ha un'opinione molto ottimista riguardo al futuro delle donne nella scienza: "Sono in corso tantissimi cambiamenti, i numeri mostrano un incremento delle studentesse nei corsi di laurea scientifici. Ma questi cambiamenti hanno ancora bisogno di tempo per essere ulteriormente implementati.

Tra qualche anno, donne come Asia saranno responsabili di importanti missioni. Credo fermamente che il futuro sia luminoso. 

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