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Chi scriverà la nostra storia: gli eroi del Ghetto di Varsavia

Adrien Brody e Joan Allen sono le voci che accompagnano le immagini del film documentario sulla Shoah di Roberta Grossman.

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Nella teoria filosofica dell’Eterno Ritorno, Friedrich Nietzsche intravede un vivere immutabile che segue, ininterrottamente, le stesse sequenze in successione come la clessidra e i granelli di polvere, che ripetono l’imperituro corso e verso del loro movimento. Se non è quasi mai prudente mettere in parallelo avvenimenti così lontani e diversi tra loro come la Shoah e il nostro presente, la storia dell’uomo dimostra che, al netto di cambiamenti epocali e la parvente fluidità del progresso, ciclicamente lo spirito del tempo ripropone gli stessi nodi che sembrano non essersi mai sciolti, forse come monito, forse come testardo insegnamento.

Gli interpreti del docufilm diretto da Roberta Grossman sugli eroi di Oyneg Shabes HDWanted Cinema

il film documentario di Roberta Grossman Chi scriverà la nostra storia, attraverso il racconto del reale di Oyneg Shabes, il gruppo segreto di giornalisti e studiosi nato nel 1940 nel Ghetto di Varsavia che, a costo della vita, rivelò il genocidio degli ebrei e la verità contro la sistematica menzogna della propaganda nazista, mette in luce quanto sia importante, ancora oggi, preservare la memoria e il ricordo contro la bestialità dell’oblio e la proliferazione dell’inganno. Prodotto da Nancy Spielberg, sorella del regista di Schindler’s List, il film documentario unisce al rigore dei fatti il rispetto per i suoi eroici protagonisti come il fondatore del gruppo, l’intellettuale polacco Emanuel Ringelblum e la scrittrice Rachel Auerbach. Insieme a oltre 60 collaboratori, scelsero stoicamente di non fuggire di fronte all’invasione tedesca ma di combattere con l’arma più pericolosa, quella della parola.

La raccolta dei documenti e testimonianze ebraiche del gruppo Oyneg Shabes HDWanted Cinema

Il gruppo mise in rigoroso ordine il flusso dialettico di migliaia di ebrei: le violenze subìte, la quotidianità senza cibo, priva di ogni genere di prima necessità e, soprattutto, la feroce disumanità che li ridusse a pura merce di scambio, tra sadismo e calcolo, nell’esatto momento in cui tutto ciò accadde, all’insaputa del mondo, tra l’indifferenza dei loro stessi concittadini. La scansione narrativa alterna sconvolgenti filmati d’archivio, voice over partecipi come quella del premio Oscar Adrien Brody (Il pianista, 2003) e di Joan Allen (The Bourne Legacy, 2012) e le minuziose scenografie in cui attori mettono in dialogo i documenti presenti nell’archivio Oyneg Shabes.

Il risultato è una impressionante immersione visiva che commuove, disorienta e ammutolisce lo spettatore, a sua volta testimone di una atrocità tra esseri umani che, ancora oggi, nessuno è stato in grado, razionalmente, di spiegare.

Adrien Brody è una delle voci narranti del docufilm Chi scriverà la nostra storia HDGetty Images

L'archivio Oyneg Shabes non è solo l'incancellabile custode delle pieghe del tempo ma esistono altri luoghi significativi come Il Memoriale della Shoah di Milano, dove il docufilm è stato presentato alla stampa. Il piano strada della Stazione Centrale di Milano è stato scelto come spazio altamente simbolico perché da lì partirono, verso i campi di concentramento e sterminio, gli ebrei della città e i dissidenti al regime fascista.

Chi scriverà la nostra storia, distribuito dalla Wanted Film, arriva nelle sale cinematografiche il 27 gennaio, Il Giorno della Memoria. La visione dell’opera e la visita all’edificio, tra l’immenso e solenne muro dell’indifferenza e quello dove sono scolpiti, con la luce, i nomi di chi non fece più ritorno, sono due esperienze fondamentali che consigliamo per capire il nostro passato e preservare il futuro, sempre più minacciato da sparuti folli che tentano ancora di negare la radice del loro stesso male.

Voto10/10

Il racconto inedito e commovente di un gruppo di eroi che ha rivelato al mondo una delle pagine più vergognose della storia mondiale. Imperdibile.

Silvia Levanti

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