Stai leggendo: Le cattive Emma Stone, Olivia Colman e Rachel Weisz: La Favorita riflette sulla rivalità femminile

Letto: {{progress}}

Le cattive Emma Stone, Olivia Colman e Rachel Weisz: La Favorita riflette sulla rivalità femminile

Per una volta sono tre donne a lottare senza esclusione di colpi per il potere: Emma Stone, Olivia Colman e Rachel Weisz svecchiano a suon di "pugnalate" il polveroso stereotipo del costume drama in La Favorita.

1 condivisione 0 commenti

Quanto sia crudele La Favorita, quanto si compiaccia delle bassezze che le sue tre protagoniste riescono a inventarsi pur di prevalere il tempo di un respiro in un triangolo di potere e sentimento sempre più soffocante, sta allo spettatore stabilirlo. Di certo è la nuova pellicola del regista greco Yorgos Lanthimos - sempre più a suo agio nel mondo degli Studios - finisce per sorprendere e spiazzare.

Come e quanto dipende molto dalla conoscenza pregressa dell'opera di questo cerebrale, spietato autore contemporaneo. Subito dopo la prima mondiale a Venezia 75, il chiacchiericcio tra critici sottolineava soprattutto quando il film fosse più approcciabile e commerciale rispetto alle opere strettamente autoriali del passato. 

Per uno spettatore vergine però il nuovo Lanthimos, quello "alla mano" e hollywoodiano, potrebbe comunque avere la violenza di uno schiaffo a cinque dita in pieno volto. Se il codice formale, il registro e il ritmo si sono ingentiliti, il contenuto del film è tutt'altro che rassicurante. Infatti è il primo film in cui l'attrice premio Oscar di La La Land Emma Stone, arguta ma adorabile fidanzata del Nuovo Millennio d'America, esce allo scoperto, esponendosi senza veli in scene ardite. Non si riferisco solo alle molteplici, omoerotiche scene d'intercorsi sessuali presenti nel film. 

Yorgos Lanthimos sul set di La FavoritaHD20th Century Fox
Yorgos Lanthimos di La Favorita ha detto: "volevo girare un film tutto al femminile"

Se Emma stone diventa cattiva

Per la prima volta Emma Stone è libera di essere cattiva. Dapprima per una mera questione di sopravvivenza (venduta dal padre per debiti di gioco, costretta a subire ogni genere d'umiliazione sessuale, poi osteggiata dalla stessa cugina che "l'ha salvata"), poi per rivalsa e vendetta, infine semplicemente perché può. La ben più sofisticata Rachel Weisz, favorita di corte e cugina della protagonista, segue il procedimento inverso.

Dapprima splendida cortigiana e "regina ombra" della Regina Anna, sarà costretta ad ammettere di aver ancora, da qualche parte, un bizzarro senso di lealtà, una traccia d'affetto che alla cugina pare mancare. Infine c'è lei, la splendida Olivia Colman, già lanciatissima verso un Oscar che sarebbe più che meritato. La sua regina Anna, insura e capricciosa, è l'anello debole del film, sulla cui testa poggia la Corona d'Inghilterra e nelle cui mani risiede, spesso trascurato, un potere assoluto, devastante. 

La vicenda ricostruisce (con ampie libertà) la vita di corte nell'Inghilterra del VXIII secolo. Devastata da una serie di aborti spontanei, insicura a causa del suo aspetto sciupato e della sua apparente debolezza caratteriale, la Regina Anna è una sorta di marionetta manovrata dalla sua favorita, Sarah Churchill. In campo politico è Sarah a dettare legge, tanto che è a capo della fazione di maggioranza del governo.

A insediare il suo primato appare improvvisamente la cugina Abigail, venuta a bussare alla sua porta dopo essere stata venduta dal padre per debiti di gioco. Trattata al pari di una sguattera, Abigail scoprirà il segreto della cugina, il raffinato equilibrio di cattiveria e dolcezza con cui ha reso la Regina Anna del tutto dipendente dalla sua presenza, dal suo consiglio e dal suo corpo. 

La corte di La FavoritaHD20th Century Fox
La Favorita è un sontuoso costume drama che fa a pezzi certe convenzioni del genere

Quando la sua situazione a corte si fa ancora più precaria, Abigail decide di cominciare a giocare, battendosi con Sarah in un gioco assai pericoloso per stabilire chi sia la più amata dalla sovrana. Le tre protagoniste di questo inedito triangolo di potere e sentimento verranno profondamente cambiate da questa lotta intestina, scoprendo la parte più autentica di sé o forse perdendosi per sempre nela lotta.

Regine, amanti, mai amiche

È un'esperienza emozionante assistere all'approccio di Lanthimos a un genere così codificato come il costume drama: da una parte il film vive di un'opulenza ricercata e curata fino all'eccesso, dall'altra non esita a distruggere l'immagine un po' patinata e tutto sommato positiva che la nobilità di corte spesso ha in questo genere di film. 

Olivia Colman in La FavoritaHD20th Century Fox
Una donna debole ma insignita di un potere terrificante: il personaggio di Olivia Colman è il più suggestivo del film

Della vita di corte in La Favorita percepiamo soprattutto la violenza e la prevaricazione, mai attutita da stoffe, gioielli e parrucche. Mentre le due protagoniste lottano disperatamente per accaparrarsi i favori della Regina Anna, ci lasciano intravedere un mondo in cui la violenza ai danni di una donna è la normale e come tale è affrontata, anche nel dialogo tra donne. Abigail ha vissuto esperienze traumatiche, pur facendo parte di una classe agiata e di sangue nobiliare, ma ne parla come un dato di fatto, qualcosa verso cui a ben vedere non prova nemmeno risentimento.

Sotto il belletto, l'Inghilterra del XVIII è un mondo selvaggio, animale, in cui se vieni costretta ad avere un intercorso sessuale con qualcuno, nemmeno ti sogni di versare una lacrima. Le lacrime e i lamenti sono appannaggio esclusivo della regina: gli altri (e le altre) si limitano ad attendere che la ruota giri, sperando in una rivincita.

Sarah Churchill - favorita dall'allure maschile anche nella passione per le armi, le armature e la caccia - si rivela più che una persona crudele per la pura gioia di esserlo una donna accorta, acutamente consapevole dei suoi limiti. La sua debolezza risiede nel suo essere donna e quindi facile oggetto di prevaricazione, appena protetta dal suo matrimonio. Solo il caso le ha donato una regnante a sua volta donna e a sua volta oggetto di manipolazione da parte degli uomini di governo, a cui in qualità di confidente e favorita le risulta agevole sussurrarle le parole giuste all'orecchio; parole che possono cambiare il corso di una guerra o il trattamento dell'intera popolazione inglese. 

Posso affermare che La Favorita è il primo film che ho fatto in quattro anni in cui non ho passato il tempo a telefonare, scrivere, implorare, chiedere cambiamenti e correzioni.

Il fatto che una diva di prima fascia come Emma Stone abbia rilasciato una simile dichiarazione sottolinea la rarità di un film che non solo è declinato quasi esclusivamente al femminile, ma che libera le sue interpreti dal fardello di dover essere vestali della controparte maschile o peggio ancora di dover "comportarsi a modo", come ci si aspetta dai personaggi femminili. Yorgos Lanthimos stesso ha dichiarato di aver cercato a lungo una sceneggiatura (quella del film è firmata da Deborah e Davis Tony McNamara) che ruotasse tutta attorno a una rivalità femminile, senza che venisse in qualche modo mediata o pilotata dagli uomini presenti. 

Una scena d'intesa da La FavoritaHD20th Century Fox
In La Favorita c'è spazio per l'affetto e il sesso, ma mai per l'amore, se non come strumento ricattatorio e manipolatorio

Lo sguardo spietato, ironicamente crudele di Lanthimos libera le tre protagoniste di La Favorita da ogni apparenza di perbenismo, permettendo loro di fare tutto ciò che ritengono lecito e necessario. Non è una banale equiparazione al mondo maschile, perché Sarah, Anna e Abigail non si dimostrano mai semplicemente "cattive quanto gli uomini". No, i loro fendenti e le loro stoccate sono acutamente condizionate dal loro essere donne in una società in cui questo significa essere deboli e doversi continuamente guardare le spalle. Una società così ostile che neppure tra amanti c'è il minimo di fiducia necessaria al sostegno reciproco; si sta insieme finché se ne ricava un reciproco vantaggio e poi ci si azzanna fraternamente, uscendone magari vincitrici, ma col cuore a pezzi. 

Se è vero che i più fini conoscitori del regista di Alps e The Lobster obiettano che in La Favorita Lanthimos è ben lontano da spingere i presupposti del suo film fino alle estreme conseguenze, ad affondare il pugnale nella carne delle protagoniste fino all'elsa, il confronto con Maria regina di Scozia ne rivela tutta la forza.

Il film diretto dalla regista Josie Rourke ha la sfortuna di arrivare in sala quasi in concominanza con la sua versione più moderna, meglio diretta e decisamente più intensa. Dall'inevitabile confronto, pur vantando due interpreti apprezzare e una regista donna alla conduzione, ne esce con le ossa rotte, proprio per come incarna certi stilemi polverosi e lacrimosi del costume drama. Quelli che Lanthimos spazza via per lasciare tutta la scena alle complesse, affascinanti donne in guerra. 

La favorita arriverà nelle sale italiane il 24 gennaio 2019.

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.