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Glass: la perfetta conclusione della trilogia dei supereroi di Shyamalan

Un po’ film psicologico un po’ (anti) blockbuster d’autore, con Glass M. Night Shyamalan chiude in maniera impeccabile il trittico di film che ha dato libero sfogo alla sua ossessione per i supereroi. Dal 17 gennaio al cinema.

I protagonisti di Glass The Walt Disney Company Italia

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Nel 2000, reduce dal grandioso successo de Il sesto senso, il cineasta americano di origini indiane M. Night Shyamalan ha diretto Unbreakable - Il predestinato, uno dei migliori film di sempre incentrati sui supereroi, quasi un decennio prima che la mania dei cinecomic invadesse le sale di tutto il mondo.

Solo nel 2016 però Shyamalan ha rivelato a sorpresa, nell’epilogo del lungometraggio Split, che in realtà Unbreakable - Il predestinato, altro non era che il primo atto di una trilogia in cui lo sceneggiatore e regista avrebbe dato libero sfogo alla sua ossessione per gli eroi dei fumetti rispondendo, in maniera originale e senza scomodare noti superuomini dei comics, all’annosa domanda: è possibile che in questo mondo i supereroi esistano davvero?

Sarah PaulsonHDThe Walt Disney Company Italia

Con Glass, M. Night Shyamalan chiude questo suo squisito trittico riunendo con coerenza in un solo film crossover il Predestinato interpretato da Bruce Willis, l’Uomo di vetro - nonché villain di Unbreakable - di Samuel L. Jackson e Kevin Crumb, il ragazzo “multipolare” la cui orda interiore è impersonata dal trasformista James McAvoy in Split.

In Glass questi tre personaggi, frutto della prolifica fantasia di Shyamalan, si ritrovano rinchiusi in una clinica psichiatrica in cui la dottoressa Ellie Staple (Sarah Paulson), specializzata nel curare soggetti che si credono realmente supereroi, tenta di salvarli dalla propria “patologia” e di convincerli (e di rimando convincere anche gli spettatori) che in realtà “nel mondo reale tutto ciò che che è straordinario si può giustificare con i fatti”.

Il 'cinecomic' che non t'aspetti

Nella sua trama piena di colpi di scena e di twist narrativi (in alcuni casi un tantino forzati) volti anche a spiegare il legame - non poi così labile - che intercorre tra Kevin Crumb e gli altri due co-protagonisti, Glass è un film prettamente psicologico, fatto di intense soggettive, di taglienti e sempre eleganti giochi di regia e di sonoro, in gran parte atti a far immedesimare il pubblico con i tumulti interiori - tra dubbi e granitiche certezze - dei tre personaggi.

GlassHDThe Walt Disney Company Italia

L’ultima fatica di Shyamalan è fondamentalmente un’opera che mette in discussione e si bulla degli archetipi narrativi dei blockbuster comic nel suo “filosofeggiare” pop sul concetto di super-umanità che tanto ci attrae ma che, se dimostrato, potrebbe seriamente alterare l’intoccabile l’ordine naturale delle cose smascherando una volta e per sempre la grande bugia secondo la quale siamo tutti uguali. D’altronde, come viene sottolineato nel film

Non ci possono essere déi tra di noi, non sarebbe giusto.

Glass è una pellicola che per la gran parte del tempo risulta essere decisamente claustrofobica - al di là dell’incipit iniziale - e che fa respirare gli spettatori, e gli stessi personaggi rinchiusi in cattività nelle loro gabbie, solo nell’ultimo atto. In quell’epilogo in cui si rifiuta di mettere in scena (anche se per buona parte del film promette di farlo) la lotta tra il bene e il male tipica dei gran finali di ogni cinecomic che si rispetti ma si sofferma su quella, ben più originale, tra umani e super-umani.

Una scena di GlassHDThe Walt Disney Company Italia

Shyamalan l’ha sempre palesato fin dal suo primo film: ciò che il regista sembra voler narrare nei suoi lavori, che intuiamo, è ben diverso da ciò che vuole realmente raccontare. E ancora una volta, complici anche le perfette performance di Willis, Jackson, McAvoy e la Paulson, riesce nel difficile intento di stupire concludendo la sua trilogia con un'origin story.

Glass sarà nelle sale dal prossimo 17 gennaio.

Voto7/10

M. Night Shyamalan chiude in maniera efficace e inaspettata la sua trilogia dedicata ai supereroi iniziata nel 2000 con il cult Unbreakable - Il predestinato.

Sandra Martone

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