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CES 2019: il massaggiatore per vagina prima premiato, poi squalificato

Polemiche sessiste nel campo dell'innovazione: il vibratore realizzato dall'azienda Lora di Carlo grazie alla microrobotica, viene considerato osceno.

Il massaggiatore vaginale Osé vince un premio al CES 2019 ma viene poi ritirato per oscenità Pixabay

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Premiato, ma solo per un breve lasso di tempo. Il massaggiatore vaginale ideato dalla start-up Lora di Carlo in men che non si dica è passato dal primo gradino del podio dell'International Consumer Electronics Show alla squalifica. Il motivo? Immorale ed osceno.

Queste le motivazioni date dalla Consumer Technology Association (Cta) che ogni anno organizza la fiera dell'elettronica internazionale. A questa accusa si è aggiunta quella di non rientrare a pieno titolo in nessuna delle categorie esistenti di prodotto. Eppure Osé, è questo il nome scelto dal team tutto al femminile che l'ha prodotto, “si adatta chiaramente alla categoria 'Robotica e Drone', come aveva stabilito la giuria". Sono queste le parole di Lora Haddock, fondatrice e ad dell'azienda Lora di Caro con sede a Bend, in Oregon. Parole che mettono in evidenza in maniera esplicita l'insensatezza delle accuse e il loro fondarsi su tabu dettati da sessismo.

Osé, infatti, grazie alla microrobotica è in grado di funzionare senza manipolazione e può "riprodurre tutte le sensazioni, per un'esperienza che sembra proprio come quella con un vero partner". Rispetto ad altri vibratori non c'è bisogno di alcun aiuto manuale: basta indossarlo perché riesca a “mimare tutta la gamma di sensazioni che possono essere trasmesse al corpo da bocca, lingua e dita umane". Perché, quindi, in un'epoca votata ai comandi vocali e alle innovazioni tecnologiche queste non dovrebbero riguardare anche i sex toys?

A maggior ragione se si pensa che nelle edizioni precedenti della stessa fiera era stato lanciato un robot femminile che era una vera e propria bambola gonfiabile per uomini. Un vibratore è più osceno di una bambola? Oppure è il piacere femminile ad essere penalizzato a discapito di quello maschile? Come afferma ancora l'imprenditrice attraverso una lunga lettera di reclami e rivendicazioni:

"La sessualità maschile può essere esplicita (...) mentre quella femminile viene pesantemente zittita, se non messa al bando. Non puoi fingere di essere imparziale se permetti di mettere in mostra un robot sessuale per uomini, ma non un massaggiatore robotico per la vagina".

Se l'era del #metoo aveva già sottolineato la disparità tra i sessi in ambiti come quello dello spettacolo, non cambia molto sul versante della tecnologia e dell'innovazione. E anche questo episodio ha portato alla nascita di un hashtag: #CESGenderBias che la startup ha lanciato con l'invito a condividerlo sui social.

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