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Melissa McCarthy vittima di fat shaming, accusa i giornalisti (maschi) che l'hanno denigrata

Il Fat Shaming a Hollywood è una triste e persistente realtà, anche per la popolare Melissa McCarthy.

Melissa McCarthy guarda con attenzione GettyImages

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Hollywood può essere sia paradiso che inferno per stelle come Melissa McCarthy.

Fattasi strada come la frizzante Sookie di Una mamma per amica, per poi slittare sul grande schermo in commedie come Spy e The Boss, la McCarthy è oggi una delle star più amate di Hollywood, motivo per cui paradossalmente la sua carriera è spesso macchiata dall’ignoranza del fat Shaming, le critiche al peso inferte, per la stragrande maggioranza dei casi, a persone sovrappeso di sesso femminile.

A 48 anni, Melissa McCarthy conosce il proprio valore e il peso - ingiusto - delle critiche negative, che ricorda in un'intervista di InStyle, parlando dei suoi personaggi e dei giudizi rivolti ad essi (e, di conseguenza, a se stessa).

Ho sempre avuto l'impressione che quei personaggi fossero reali, miei. Mi sentivo davvero protettiva nei loro confronti.

L'attrice riporta un aneddoto di anni prima: durante una conferenza stampa per Corpi da Reato e Tammy (entrambi film in cui ha recitato), qualcuno le ha ripetutamente chiesto perché le sue interpretazioni fossero sempre così grottesche. Il motivo?

Sembri sempre sciatta, non sei mai truccata e i tuoi capelli non sono mai in ordine, gridi in continuazione alle persone.

Commenti volti a sottolineare la presunta scarsa femminilità dell’attrice, secondo il giornalista. Dinanzi un simile commento, in una sala gremita di almeno un centinaio di persone, la McCarthy ha candidamente replicato che al mondo esistono tantissime donne, vere, così e che forse quell'uomo avrebbe dovuto frequentare di più il mondo esterno prima di porre una domanda del genere (se non proprio deporre la penna ed evitare di scrivere di cinema, con dei simili preconcetti alla base).

Un esempio come tanti che hanno scalfito la corazza da donna dura persino di Melissa McCarthy, che combatte da tempo contro il Fat Shaming, un triste fenomeno che costella il mondo hollywoodiano.

Fat Shaming: è soltanto al femminile?

Paradiso e inferno perché, a tanta popolarità, può corrispondere una parallela crudeltà, che solitamente sfrutta punti deboli come, in questo caso, l’aspetto estetico.

Una dimostrazione di pochezza interiore – da parte di chi lo pratica – che è diventata una (triste) abitudine per la McCarthy, quasi da non farci più caso.

Succede sempre al punto che diventa quasi affascinante, perché questo non succede agli uomini. Non vorrei essere cattiva, ma quando John Goodman mise peso, qualcuno ha mai parlato della sua circonferenza?

Melissa McCarthy ai Bafta Tea partyHDGetty
Melissa McCarthy ai Bafta Tea party

Non è certo una novità, del resto, che a Hollywood le donne debbano confrontarsi con l’inarrestabile sessismo.

Copia originale: “Nessuno è così brillante, bello o perfetto” nella realtà.

Con il suo primo ruolo in un dramma (per il biopic Copia originale), l’attrice è stata nominata sia ai Golden Globes che agli Screen Actors Guild Award, dimostrazione del fatto che Melissa McCarthy non è soltanto ironia e frivolezza, ma anche profonda umanità e passione.

Copia originale è una di quelle storie che, secondo la McCarthy, fa pensare al mondo in un modo semplice, vero e gradevole.

Oggi è facile ignorarsi gli uni con gli altri, persino salire su un autobus completamente nudi potrebbe passare inosservato (anche se, quando Melissa l'ha fatto, c'era poco da passare inosservati), mentre l'obiettivo del film è scrostare la superficie e guardare oltre.

Continuo a pensare che sia una cosa positiva mostrare alle persone chi non è né così brillante, bello o tantomeno perfetto.

E, menzionando Jennifer Aniston, Nicole Kidman e Amy Adams come sue fonti d'ispirazione, Melissa McCarthy posa in un incantevole servizio fotografico, a cura di Robbie Fimmano, tra cappotti firmati Marc Jacobs e Manolo Blahnik ai piedi, ritenendosi una vera badass.

Perché essere badass significa "non avere bisogno di essere apprezzato o pensare di aver bisogno dell'approvazione degli altri. Ero definita 'simpatica' prima e oggi non me ne frega proprio niente".

Un’unica, grande lezione ci viene impartita da quest’intervista: dovremmo essere tutte badass come Melissa McCarthy.

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