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Congedo maternità: le novità 2019, la guida per fare la domanda e il congedo paternità

Nuove regole per il congedo di maternità e di paternità dopo la manovra varata dal Governo: le mamme potranno rimanere a lavoro nel 2019 fino al nono mese.

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La nuova manovra del Governo apporta delle modifiche al congedo di maternità per il 2019. Le donne potranno lavorare fino all’ultimo mese di gravidanza e gli uomini avranno diritto a un giorno in più di congedo.

Le modifiche sono state introdotte da un emendamento che ha previsto anche un aumento del bonus per gli asili nido. Fino al 2018, l’assegno per gli asili ammontava a 1000 euro. Grazie all’emendamento, l’importo sale fino a 1500 euro per il triennio 2019-2021.

Il bonus è un contributo utilizzabile esclusivamente per il pagamento delle rette degli asili nido pubblici e privati e per il pagamento delle forme di assistenza domiciliare, e viene erogato dall’INPS. Per ottenerlo devi presentare i documenti che provino l’importo della spesa sostenuta. Dal 1 gennaio 2019, l’importo mensile sarà di 136,36 euro perché il bonus viene erogato per 11 mensilità.

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Calcolo maternità obbligatoria: le novità 2019

Il congedo di maternità ha una durata di 5 mesi: 2 prima del parto e 3 dopo il parto oppure 1 prima del parto e 4 dopo la nascita del bambino. Nel 20019, il periodo di astensione obbligatoria per le mamme lavoratrici resta sempre di 5 mesi ma sarà possibile usufruire dell’intero periodo dopo il parto.

Per restare a lavoro fino al nono mese di gravidanza, però, sarà necessario un permesso rilasciato da un medico del servizio sanitario nazionale. Il medico deve cioè attestare che la permanenza al lavoro non mette a rischio la salute né del bambino né della mamma.

Gravidanza e lavoro : congedo maternità 2019HDiStock Photo

Congedo maternità: a chi spetta e come richiederlo

Il congedo di maternità spetta alle seguenti categorie di lavoratrici:

  • dipendenti assicurate all’INPS
  • apprendiste, operaie, impiegate e dirigenti con un rapporto di lavoro in corso
  • disoccupate o sospese (Testo Unico maternità/paternità - articolo 24)
  • lavoratrici agricole assunte e tempo determinato o indeterminato con qualifica di braccianti e iscrizione negli elenchi nominativi annuali per almeno 51 giornate
  • colf e badanti
  • lavoratrici a domicilio e lavoratrici socialmente utili
  • lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS e non pensionate
  • lavoratrici di enti pubblici

Per inoltrare la richiesta di congedo di maternità basta accedere al sito dell’INPS e presentare la domanda online. Devi però stare molto attenta alle tempistiche. La domanda va presentata prima dei due mesi che precedono la data del parto.

Qui trovi tutti i passi da seguire per inoltrare la domanda di congedo:

  • compilazione della domanda online oppure presso un patronato
  • invio del certificato medico di gravidanza prima dell’inizio del periodo di congedo di maternità
  • comunicazione obbligatoria della data di nascita del bambino e delle sue generalità entro i 30 giorni dal parto

Congedo maternità: chi paga

L’indennità prevista con il congedo di maternità è pari all’80% della retribuzione globale giornaliera. Il calcolo viene fatto sulla base dello stipendio percepito durante l’ultimo mese di lavoro antecedente all’inizio del periodo di astensione obbligatoria.

L’indennità dell’80% è valida per tutte le mamme lavoratrici dipendenti. Nel caso di mamme libere professioniste o titolari di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa parasubordinata con iscrizione alla Gestione Separata, l’indennità è pari all’80% di 1/365 del reddito.

Ma chi corrisponde l’indennità alla neomamma? A pagare può essere il datore di lavoro oppure l’INPS. Il primo fa il versamento in busta paga con il metodo del conguaglio CA2G, mentre l’INPS paga con bonifico postale oppure con accredito su conto corrente bancario o postale. L’INPS corrisponde l’indennità a lavoratrici stagionali e agricole, colf, badanti, disoccupate/sospese, assicurate ex IPSEMA e iscritte alla Gestione Separata. L’Ente paga anche la lavoratrici dello spettacolo, ma solo se saltuarie o con contratti a termine.

Donne, gravidanza e lavoro: le regole del congedo di maternitàHDiStock Photo

Maternità anticipata

La maternità anticipata è una forma particolare di astensione concessa alle donne soggette a parto prematuro. La nascita viene considerata prematura quando si verifica prima della data di inizio del congedo di maternità, vale a dire prima dell’inizio dei due mesi di astensione pre nascita. In questi casi la mamma può fare richiesta affinché i giorni intercorsi tra il parto effettivo e la data presunta siano aggiunti al periodo di congedo di maternità obbligatorio.

La domanda di maternità anticipata va inoltrata per via telematica tramite il sito INPS, allegando il certificato medico di gravidanza.

Congedo paternità: nel 2019 aumentano i giorni

La manovra 2019 ha introdotto una importante novità riguardante i padri. Il periodo di astensione per i papà passa da 4 a 5 giorni. Il congedo di paternità spetta solo ai lavoratori con contratto di lavoro subordinato e si può richiedere entro i 5 mesi dalla nascita del bambino.

Il papà, inoltre, può fruire del congedo anche durante quello della madre lavoratrice e può richiedere persino un giorno in più rispetto ai 5 previsti. Grazie a quest’ultimo cambiamento, il congedo parentale arriverebbe a 6 giorni. In questo caso, però, la madre dovrà rinunciare a un giorno del proprio congedo.

L’INPS riconosce ai papà lavoratori un bonus di indennità durante il congedo pari al 100% della normale retribuzione giornaliera percepita.

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