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Colin Farrell, la gioventù costellata di eccessi oggi è un lontano ricordo

Colin Farrell ricorda il flop di Alexander e il periodo buio vissuto nei suoi vent'anni, ma oggi è una persona completamente nuova: "Ho messo la testa a posto".

Colin Farrell assorto nei suoi pensieri Getty Images

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Dovremmo prefiggerci sempre dei buoni propositi per l’anno nuovo e, tra quelli di Colin Farrell, spicca la felicità.Dopo anni di lotta interiore, l'attore irlandese ha finalmente fatto pace con se stesso, a detta del DailyMail.

Era il 2004 quando Colin Farrell venne nominato come peggior attore dell'anno ai Razzie Awards per Alexander, il film storico stroncato aspramente dalla critica americana. Dopo quindici anni, l'attore che ha indossato le celebri vesti di Alessandro Magno ha ammesso di aver letto ogni singola recensione negativa del flop che fu il film diretto da Oliver Stone, il che, a causa del suo equilibrio instabile dell’epoca, non fu un toccasana per l’animo ferito.

La meteora d'ascesa che ha colpito i suoi vent'anni di gioventù "era destinata a consumarsi". Queste sono state le parole dell'attore, ospite del Pendulum Summit a Dublino, che ha menzionato il flop più grande della sua gioventù: Alexander, il blockbuster hollywoodiano le cui critiche sono state motivo d'ossessione per quel giovane Farrell che sguazzava nella luce di Hollywood.

Ho letto un'enorme quantità di recensioni negative riguardo me, in genere preferisco circondarmi di positività, quindi di solito cerco di evitarlo.

Colin Farrell sorridente HDGetty Images
Colin Farrell ai Golden Globes 2019

Un film che si faceva carico di grandi promesse, a partire dal cast selezionato: al fianco di Farrell, infatti, ricorderete sicuramente Angelina Jolie, Val Kilmer, Jared Leto, Anthony Hopkins e Jonathan Rhys-Meyers, la cui potenza stessa del nome non è bastata a rendere grazia alla pellicola.

È stato un flop pazzesco ai botteghini e ricordo di aver puntato molto su di esso. Mi ricordo di aver detto: 'Se questo film fallisce sono nei guai, perché ci ho investito tutto me stesso'.

Ma il fallimento era dietro l'angolo e Farrell, dopo quindici anni, se n'è finalmente fatto una ragione. Mentre all'epoca ebbe bisogno di ritirarsi in montagna, confondendosi dentro una tuta da sci, per esorcizzare quella sconfitta per lui insopportabile, e spesso è caduto nell'errore di alcol e droga (è andato in rehab per la prima volta nel 2006), oggi Colin Farrell è padre di due figli e il suo stile di vita si è decisamente ridimensionato.

La fama non è sinonimo di felicità

Bisogna sempre ricordarselo: dietro ogni stella di Hollywood si nasconde un semplice (per non dire comune) essere umano. Ed è così che si sente Colin Farrell, atteso sul grande schermo nelle vesti di Holt Farrier in Dumbo (il live-action Disney che vanta della regia di Tim Burton).

Il successo è un termine relativo, la fama non è sinonimo di felicità. [...] Sono un essere umano, ho alti e bassi, in 42 anni il processo della mia vita è stato imparare il significato della vita stessa in qualità di singolo individuo.

E, seguendo un po' l'idea condivisa da Melissa McCarthy, secondo la quale non bisogna badare troppo al giudizio altrui, anche Farrell ha ammesso che è invece importare tenere in considerazione il pensiero altrui, ma non bisogna farne uno scopo di vita.

È importante tener conto di ciò che pensano gli altri, è una forma di moderazione sociale, ma non dobbiamo fare qualcosa soltanto con l'obiettivo di piacere agli altri.

Da quel ventitreenne devastato per il fallimento al botteghino di un film, Colin Farrell sembra aver fatto grandi passi avanti: è proprio vero che il tempo porta saggezza.

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