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180 anni dalla nascita del dagherrotipo

Risale al 7 gennaio 1839 l'invenzione del dagherrotipo, il primo esperimento fotografico che segnò l'inizio di un'era.

Il dagherrotipo, antenato della fotografia, è nato 180 anni fa istock

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C'era una volta la fotografia, una forma d'arte fatta di rullini, camere oscure e lunghi tempi di sviluppo attraverso agenti chimici. Generalmente era anticipata da un “Cheese”, una parola detta per destare un sorriso nei soggetti da ritrarre e pare che il primo ad utilizzarla fosse stata il presidente americano Roosevelt nel 1943. Un'attitudine di certo poco conosciuta dai millenials che, attraverso gli schermi dei propri smartphone, possono ormai controllare in tempo reale posa e mimica facciale per ottenere uno scatto degno di social.

Quello che di certo non sanno alcuni degli esponenti de “l'esercito del selfie” è che anche la fotografia ha in realtà un antesignano di ancora più vecchia data. Si tratta del dagherrotipo, procedimento messo a punto dal francese Louis Jacques Mandé Daguerre, al quale deve il suo nome, e che il 7 gennaio compie 180 anni.

La nascita del dagherrotipo

Presentato al pubblico per la prima volta il 7 gennaio 1839 dallo studioso Francois Arago all'Accademia francese di Scienze, fu accolto con stupore da fisici e studiosi e segnò l'inizio di una nuova era.

Chi avrebbe creduto pochi mesi fa che la luce, essere penetrabile, intangibile, imponderabile, privo insomma di tutte le proprietà della materia, avrebbe assunto l'incarico del pittore disegnando propriamente di per sé stessa, e colla più squisita maestria quelle eteree immagini ch'ella dianzi dipingeva sfuggevoli nella camera oscura e che l'arte si sforzava invano di arrestare? Eppure questo miracolo si è compiutamente operato fra le mani del nostro Dagherre.

Così si espresse nel 1839 il fisico italiano Macedonio Melloni nella sua “Relazione intorno al dagherrotipo”. Il procedimento si otteneva utilizzando una lastra di rame sulla quale era stato applicato elettroliticamente uno strato d'argento, sensibilizzato alla luce con vapori di iodio. Con un'esposizione della lastra di 10-15 minuti – massimo un'ora dopo lo scatto – e uno sviluppo con vapori di mercurio intorno ai 60°, le zone che erano state precedentemente esposte alla luce divenivano biancastre.

Si trattava tuttavia, di un'immagine non riproducibile, ma solo visibile, alla luce, in determinate angolazioni. Un'immagine positiva, ancora lontana dallo sviluppo di negativi che tutti conosciamo.

Un antesignano del selfieHDistock

Se la tecnica fu formulata e resa nota da Daguerre nel 1834, tuttavia, è del 1827 il primo esperimento. A compierlo fu Joseph Nicéphore Niépce, collaboratore di Daguerre, che catturò l'immagine del panorama che vedeva dalla finestra della sua casa di Le Gras. Immagini di paesaggi, ritratti e scene di vita familiare: erano queste, per lo più, le scene impressionate sui primi dagherrotipi.

L'antesignano dei selfie

Ma nel 1839 Robert Cornelius fece qualcosa in più realizzando quello che, per la storia, sarebbe stato ricordato come il "primo selfie", ovvero un autoritratto in piena regola che si scattò da solo nel retro del negozio di famiglia a Philadelphia. Cornelius rimosse il copriobiettivo e posò, seduto, per un minuto davanti alla camera. Sul retro della foto realizzata scrisse:

“Il primo ritratto di luce di tutti i tempi. 1839”

Robert Cornelius nel 1839 realizzò il primo autoritratto con la tecnica del dagherrotipoHDRobert Cornelius

Il dagherrotipo segnò l'inizio di un secolo di sperimentazioni che portarono, in breve, all'invenzione della calotipia (o talbotipia) di William Henry Fox Talbot – che si basava sull'utilizzo di un foglio negativo di carta – e alla nascita nel 1888 delle prime pellicole avvolgibili da inserire nella Kodak 1, entrambe nate dal genio di George Eastman, inventore della Kodak, che ebbe il merito di rendere la fotografia un hobby praticabile da chiunque.

Ed è anche grazie a tutti loro e alle invenzioni che si sono susseguite in questi ultimi 180 anni se oggi possiamo scattarci, beatamente, i nostri selfie.

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