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India, le proteste delle donne contro le discriminazioni di genere

Il primo gennaio hanno formato una catena umana di oltre 600 chilometri, ma le proteste continuano: ecco cosa sta succedendo

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Una catena umana. Un cordone di donne lungo più di 600 chilometri per protestare contro le discriminazioni di genere e chiedere la cancellazione del divieto di ingresso nel tempio di Sabarimala: è quanto accaduto nello stato del Kerala, a sud dell'India, il primo gennaio.

Sabarimala è uno dei luoghi più sacri per gli induisti: il divieto religioso di ingresso per le donne in "età da mestruazioni", tra i 10 ai 50 anni, è antico e formalmente eliminato dalla Corte Suprema del Kerala, avendolo giudicato discriminatorio. Eppure, molti uomini hanno continuato a impedire l'accesso alle donne.

Il 2 gennaio, Bindu Ammini, 40 anni, e Kanaka Durga, 39, sono entrate a Sabarimala per la prima volta, scortate dalla polizia. Poco dopo aver lasciato un'offerta votiva ad Ayyappa, la divinità a cui il tempio è dedicato, sono uscite tra le proteste di alcuni fedeli indignati. Sabarimala è restato chiuso per l'ora successiva, per "purificarlo", e il giorno dopo le porte sono rimaste sbarrate per protesta. 

India: le proteste delle donne contro la discriminazione

Dopo l'ingresso al tempio di Birdu e Kanaka, il Kerala è diventato scenario di violente proteste, provocando nuove tensioni tra il Partito Popolare Indiano che governa l’India e il Partito comunista, che governa nello stato del Kerala.

Il primo si oppone all'abolizione del divieto, il secondo, invece, sostiene la scelta della Corte Suprema. Le proteste vanno avanti già da alcuni mesi, ma si sono accese particolarmente in questi ultimi giorni. Il primo gennaio, anche alcuni uomini hanno preso parte alla manifestazione, creando un'altra catena dietro le donne.

Nella tradizione induista, le donne con le mestruazioni sono considerate impure. Negli altri templi, l'ingresso è vietato solo nei giorni di ciclo: a Sabarimala, il divieto riguarda tutte le fedeli di sesso femminile di età compresa dai 10 ai 50 anni. Un precetto che ha a che fare con il celibato di Ayyappa, che le donne potrebbero "indurre in tentazione". 

Intanto, la Corte Suprema si prepara: nelle prossime settimane dovrà pronunciarsi riguardo ai diversi ricorsi avanzati sulla decisione presa a settembre che permette alle donne di entrare nel tempio di Sabarimala. 

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