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Napoli, donna picchiata e trascinata al guinzaglio dall'ex compagno

Picchiata, trascinata con un guinzaglio per i Gradoni di Chiaia: il carnefice è stato arrestato e processato per direttissima

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Riempita di botte, pugni, schiaffi. Poi umiliata, trascinata per strada con il guinzaglio del cane: è quanto accaduto a Napoli sabato, dove un uomo ha deciso di esercitare violenza, per l'ennesima volta, sulla donna che aveva deciso di lasciarlo.

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Il fatto è accaduto a Gradoni di Chiaia. La donna voleva mettere un punto a una relazione violenta, fatta di vessazioni psicologiche, minacce, botte. Per cinque anni aveva condiviso l'appartamento con quell'uomo.

Dell'amore e dell'affetto non era rimasto più nulla: quella casa era diventata una prigione. Originaria dello Sri Lanka, come il suo aguzzino, la vittima ha 37 anni e al termine di quella mattanza è stata portata all’ospedale Cardarelli, dove le sono state riscontrate numerose ecchimosi facciali e addominali. 

Napoli, picchiata e trascinata al guinzaglio

Aveva deciso di lasciarlo, si era chiusa alle spalle la porta di quell'inferno e aveva percorso le scale portando con sé una borsa e l'amato cagnolino. Aspettava il taxi: l'ex compagno l'ha raggiunta e massacrata di botte. 

Quando la donna è svenuta, ha tolto il guinzaglio al cane e lo ha legato al suo collo: l'ha trascinata per le scale, voleva riportarla a casa e impedirle di essere libera. Al Corriere della Sera, la vittima ha dichiarato: 

Diceva che ero di sua proprietà, come un cane.

Quando le persone che transitavano su quei Gradoni si sono rese conto di cosa stesse accadendo, si sono scagliati sul carnefice, furibonde. Il quale si giustificava, asserendo che la donna avesse avuto solo un calo di zuccheri: lui era lì per soccorrerla, diceva. 

Solo una nauseante giustificazione alla quale non hanno creduto le forze dell'ordine. Sottratto al linciaggio e accompagnato negli uffici della polizia locale, l'uomo è stato interrogato, processato per direttissima e condannato a un anno e quattro mesi (pena sospesa), oltre al divieto di avvicinarsi alla vittima.

Ennesimo caso di violenza in Italia, per un fenomeno che non accenna ad arrestarsi: a novembre dello scorso anno, si contavano 106 femminicidi. Uno ogni 72 ore. 

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