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Parla Eddie di 911: "Oh, io corro sempre verso il pericolo"

Intervista esclusiva a Ryan Guzman, il pompiere Eddie Diaz in 911. L'attore ci parla del suo personaggio e del suo essere il nuovo arrivato nel cast.

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Ryan Guzman è una delle nuove reclute di 911. Abbiamo conosciuto il suo personaggio, Eddie, all'inizio della seconda stagione. Eddie è un pompiere della squadra di Bobby Nash, è un padre single che cresce suo figlio Christopher. Ha un passato da soldato e una difficile relazione con la sua ex... che torna dopo tempo nella sua vita e in quella del figlio.

Abbiamo avuto la possibilità di parlare con Ryan Guzman, ecco che cosa ci ha raccontato sul suo personaggio:

Com'è stato entrare nel cast di 911, hai avuto la possibilità di passare un po' di tempo con il cast e Ryan Murphy prima di iniziare a girare la stagione 2?

"È stata un'esperienza incredibile. Ho fatto parte di un bel po' di serie tv e in questa è facile lavorare grazie al cast, siamo tutti una famiglia. Ho avuto l'opportunità di fare un po' di attività stampa con loro prima dell'inizio delle riprese e dopo il mio ritorno dalla Romania, dove stavo girando un film e da subito mi hanno trattato come uno di famiglia. Da ciò che ho saputo poi, non doveva andare così, Oliver voleva trattarmi diversamente, avevano in mente degli scherzi, tipo non invitarmi in alcuni posti. Ma poi il giorno in cui ho conosciuto Oliver non è successo niente di tutto questo e siamo andati d'accordo da subito, siamo davvero buoni amici".

Quale parte dell'interpretare un pompiere ti ha sorpreso e come ti sei preparato per questo ruolo?

"Per qualsiasi pompiere tutto è sorprendente, perché non sai mai quello che ti aspetta. Ho avuto l'opportunità di andare in una vera caserma di Los Angeles - non ricordo il numero, mi dispiace. Ma ho avuto la possibilità di passare del tempo con dei pompieri, un giorno intero, ho lavorato con loro, li ho accompagnati nelle emergenze e ho visto il loro lavoro quotidiano. La cosa più bella è che sono una famiglia. Questi ragazzi vanno alle feste dei figli dei colleghi e si supportano. Vederli sotto pressione e vederli lavorare sulle emergenze... ti fa capire che lavorano insieme e sono un team"

In che cosa Eddie, il tuo personaggio, ti somiglia di più?

Beh, ora sto aspettando l'arrivo di un figlio. Diventerò padre, quindi recitare la parte di un padre è stato un grande privilegio. Lavorare con Gavin, che interpreta mio figlio Christopher in 911, mi fa capire quanto io sia felice di diventare padre.

Lo show è diventato una hit in poco tempo. Cosa ha colpito il pubblico?

"Beh, penso che più cose abbiano colpito. Ha l'elemento drama, i paletti sono alti, ha anche un po' di momenti comici, ha cuore - c'è tutto ciò di cui ha bisogno e Ryan Murphy è bravissimo a creare tutto questo. Stessa cosa per Tim Minear e Joh Gray, gli scrittori e i creatori dello show, prendono gli eventi reali da YouTube, i notiziari o qualsiasi fonte e incorporano il tutto nello show, inoltre c'è molta rappresentazione. Abbiamo Aisha che interpreta una donna vigile del fuoco di colore e lesbica, con tutto il mondo che le va contro, abbiamo Peter Krause che interpreta un personaggio che combatte con la dipendenza.

Quindi ci sono molte cose in cui la gente può rivedersi. Ci sono che ispirano il pubblico. La miglior cosa per me è il fatto che ogni episodio termini con un messaggio e quel messaggi riguardi sempre come rendere la tua vita migliore".

Nella vita reale corri verso il pericolo o scappi?

Oh, io corro sempre verso il pericolo.

"Non so se ci sia solo della pazzia dentro di me, ma sono sempre stato quel tipo di persona. Mi piace l'azione, non so. Oltre a questo, sono molto riservato. Non faccio niente di troppo pazzo se non combattere. Lo facevo quando praticavo le arti marziali. Ma sì, corro verso il pericolo".

Hai menzionato le arti marziali, volevo chiederti, quanto è stato difficile prepararsi per il ruolo, ti sei allenato?

"I miei allenamenti hanno sempre un ruolo. Sono stato fortunato perché ero un lottatore prima di essere un attore e mi ha permesso di raggiungere nuovi livelli sia sul piano fisico che mentale. Allenarmi per questo ruolo è stato più semplice di quanto pensassi. Vedere quello che i pompieri fanno mi ha permesso di prepararmi. Non è molto diverso da ciò che già faccio di solito. Quindi per quanto riguarda quello che ho dovuto fare, mi spingo sempre a fare del meglio".

Hai mai avuto a che fare con una vera emergenza?

"Ho avuto a che fare con delle vere emergenze che sono scioccanti. Ci sono persone che pensano semplicemente: 'agisci o scappa', ma c'è anche chi si blocca. E ho visto molte persone bloccarsi. Penso ci sia bisogno di almeno una persona, o due, che quando vede il pericolo decide di fare qualcosa a riguardo. È istinto naturale, io devo farlo, devo aiutare. Queste persone sono veramente degli eroi ed ecco perché i pompieri di Los Angeles, e i pompieri di tutto il mondo, meritano la nostra gratitudine".

Alcune persone dicono che i casi che affrontate nello show sembrano irreali. Ma il creatore Tim Minear ha detto che i casi che sembrano impossibili sono quelli che vengono da storie vere. Qual è il più assurdo secondo te, uno che non credevi fosse successo davvero?

"Sì, in ogni episodio il cast e io ci guardiamo e pensiamo: ma questo è successo davvero? Tim è sempre lì a risponderci di sì, o John è sempre lì a risponderci di sì. Questo può variare da persone con la testa incastrata nella marmitta... a cose più pazze, del tipo gente che si cementa la testa in un microonde. Penso che quella sia stata parecchio difficile da comprendere, perché non riesco a capire perché qualcuno possa fare una cosa del genere solo per delle visualizzazioni, ma poi guardo Instagram e lo capisco.

Credo che l'unica che non sia successa realmente sia il terremoto di L.A. Quello è stato uno scenario che riguardava ciò che potrebbe succedere e il caos che ne deriverebbe. Oltre a questo, per ogni episodio pensiamo sempre: questo è successo? Non riesco neanche a capire come sia potuto succedere".

Da una parte, abbiamo molte serie che parlano di un futuro distopico, crimine organizzato e cose del genere; dall'altra abbiamo serie procedural che riguardano la polizia, gli ospedali, il 911 ed entrambi i generi sembrano trovare il loro pubblico. Credi che siano le stesse persone a guardare i vari generi di show o queste serie hanno un pubblico diverso?

"No, sono le stesse persone. Penso sia lo stesso spettatori. Penso sia naturale per tutti credere in una società utopica o distopica, perché abbiamo quell'innata paura in noi. E se tutto andasse male e se qualcuno crede nei sogni, e se tutto andasse bene? Sono due estremi che il pubblico chiede, quindi ecco perché le persone guardano entrambe le cose. Penso riguardi la psicologia, le persone vogliono vedere i disastri accadere, delle cose orribili e poi vogliono anche la pura felicità e la gioia. È un concetto molto strano, ma penso stia accadendo questo".

Inoltre, il panorama televisivo è molto vasto ora, ora essere in una serie televisiva è un sogno più grande di essere in un film, dieci anni fa era il contrario.

"Ho sempre pensato di voler fare più cinema. Non per dire che io non sia molto orgoglioso di far parte di questa serie. Penso che per gli attori... si tratta di riuscire a lavorare al giorno d'oggi. Provare ad essere una star è qualcosa di complesso al giorno d'oggi. C'è Netflix, i servizi streaming, i network e i film indipendenti. Ci sono varie cose che un attore potrebbe fare. Ho fatto qualsiasi cosa, forse mi manca il servizio streaming, non l'ho fatto ancora. Ma tutti questi settori dell'intrattenimento mi hanno permesso di diventare un attore".

Una delle cose migliori di questa stagione è l'amicizia tra Buck ed Eddie. Cosa possiamo aspettarci da questi due per il resto della stagione?

Sì, a tutti piace l'amicizia tra Buck ed Eddie. Mi piacciono molto i personaggi e mi piace molto il modo in cui interagiscono e quanto tengono l'uno all'altro e cosa fanno per aiutarsi.

Penso si tratti anche del fattore età, loro due sono praticamente coetanei, ma in realtà è così con tutto il cast. Cosa aspettarci da questa bromance è una sorpresa, perché non sono uno scrittore. Non ho idea di cosa succederà a questi due personaggi, ma penso che Eddie cementerà il suo matrimonio, non sarà più un padre single. Buck, penso stia ancora cercando di capire come comportarsi con tutte le donne con cui va a letto, quindi sta cercando di capire chi vuole essere. Penso che continueranno a supportarsi a vicenda".

Eddie è diventato subito parte del team. Quale pensi sia la sua più grande forza e cosa ti piace di più di questo personaggio?

"Penso che la più grande forza di Eddie sia il rendere una situazione brutta...un qualcosa di positivo. All'inizio vediamo che a Buck non piace e che lo vede come una minaccia. Eddie prova a calmare le acque e gli dice che non è una minaccia, che fanno parte dello stesso team e che vuole semplicemente far parte del team. Questa è la sua qualità migliore, il fatto che lui entri subito nell'ottica di far parte di un gruppo che deve fare un lavoro e che non può farlo se non c'è gioco di squadra. Ciò che mi piace di più è lavorare con Gavin, che interpreta mio figlio. Ha la risata più contagiosa che abbia mai sentito e il fatto che sia affetto davvero da paralisi cerebrale e ogni giorno in cui lavoro con lui vedo come combatte la sua battaglia con felicità, gioia e positività, che ispira. Ti fa guardare indietro alla tua vita e ti fa riflettere sul fatto che si può fare di più. Lui è la mia parte preferita".

Il concetto di eroismo nella serie - e di solito noi pensiamo ai supereroi, o persone con poteri che vengono da altri pianeti, ma in questa serie vengono mostrate persone reali in situazioni rischiose. Qual è la tua idea di eroismo con l'esperienza che hai avuto in 911?

Un'eroina/un eroe può essere una mamma o un tizio con il mantello. Penso che sia chiunque decida di aiutare gli altri piuttosto che se stesso. Aiutare una persona ad andare avanti nella loro vita, a discapito della tua tua e continuare a farlo è una delle cose più difficili da fare. Molte persone pensano solo a loro stesse, quindi sì, essere un eroe vuol dire prendersi cura degli altri.

Come descriveresti il contesto social dei pompieri? Sai di più su queste persone? Cosa c'è dietro di loro? Chi sono le vere persone dietro i pompieri, perché la serie tratta di reali esseri umani, non solo di eroi di tutti i giorni.

"Sì, i pompieri si dividono in compartimenti, come la maggior parte delle persone che fanno lavori estremi. Ho avuto l'opportunità di interpretare un veterano in passato, un militare, ho parlato con delle persone e ho combinato le due cose. Quando non sono a lavoro, non pensano al lavoro. Pensano solo a ciò che li circonda e si godono il tempo che hanno, perché se dovessero pensare sempre al lavoro - la stessa cosa vale per un'infermiera o un dottore - uscirebbero fuori di testa a causa di tutte le cose che hanno visto e a causa di tutte i traumi a cui vanno incontro.

Quindi quando vanno a lavoro le cose vanno bene. Sono in un mood diverso, diventano quelle persone che hanno bisogno di essere per fare il loro lavoro nel modo giusto. Penso che questo sia davvero eroico. Diventare una nuova versione di te per aiutare qualcun altro".

Sappiamo che la serie è finzione, ma hai riflettuto sulla sottile linea che separa la vita dalla morte con queste esperienza? Pensi alla tua vita, alle fragilità della vita in generale?

"Sì. C'è sempre quest'opportunità quando sei un attore. Ancora oggi non mi considero un attore. Mi considero il più grande truffatore, non ho mai voluto essere un attore e il momento in cui lo sono diventato ho iniziato a convincere le persone e per ora funziona. Empatizzo con ogni ruolo, il che mi permette di sentire e di mettermi nei panni di questi personaggi.

Con i pompieri, ho avuto l'opportunità di vedere - nella realtà e nella finzione - che alcune persone si lasciano ferire per aiutare gli altri. È incredibile. È un peso mentale ed emotivo, posso capire perché i pompieri, alla fine del giorno quando tornano a casa dalle loro famiglia e sono stanchi, pensano ancora a ciò che è successo. È difficile, molto molto difficile, non è un lavoro facile."

Chi ti ha ispirato a diventare un attore? E, facendo un discorso più leggere, quale mese del calendario dei pompiere saresti?

"La mia ispirazione per la recitazione? Beh, come ho detto, non ho mai voluto fare l'attore. Ci sono capitato ad un punto della mia vita e ho studiato diversi attori. Non c'era nessuna ispirazione all'inizio. Ma la persona che mi ha ispirato durante tutto il corso della mia vita ad essere migliore e a crescere è Bruce Lee. Era anche lui un attore, un attore fin da bambino che poi ha imparato le arti marziali e poi è di nuovo tornato ad essere un attore, sia in Cina che in America.

Non era necessariamente il miglior attore del mondo, ma da ciò che ho imparato e letto su di lui, e tutte le filosofie in cui credeva, riguardava tutto la crescita personale e il guardarsi dentro. Come faccio a credere di riuscire ad arrivare dove devo arrivare, iniziando su una strada che fa male o che è nuova per me? 

Ecco ciò che porto con me in ogni nuovo lavoro; è un'opportunità per uscire dalla mia confort zone e aspirare al meglio, poi se cado, cado di fronte a milioni di persone. Ma va bene lo stesso, perché la persona che sto provando ad impressionare sono io.

Sì, per il calendario non saprei, forse qualcosa da giugno a non so. Sceglierò il mio mese di nascita, quindi settembre".

Cosa ne pensate delle parole di Ryan? I nuovi episodi della seconda stagione di 911 vi aspettano prossimamente su FoxLife, canale 114 di SKY.

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