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Non scuotere i neonati quando piangono, non farlo mai. Ecco perché

Si chiama Sindrome del bambino scosso e può colpire le madri che, di fronte al pianto inconsolabile del neonato, non trovano altra soluzione che scuoterlo forte. Ma le conseguenze di questo gesto potrebbero essere perciolose per la vita del lattante.

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Quando il pianto del neonato diventa insistente, tanto da entrare nella testa come un rumore sordo e inarrestabile, una madre può giungere all’esasperazione. Quest’ultima può compiere un’azione violenta, come scuotere il bambino per placare il pianto.

Si tratta della Sindrome del bambino scosso - Shaken Baby Syndrome (SBS) - una forma di maltrattamento impulsiva, che può avere esiti davvero drammatici. Le conseguenze dello scuotimento del corpo del neonato, anche se per pochi secondi, possono essere molto gravi. Dai dati stimati da Terre des Hommes, si arriva al coma o alla morte del bambino fino in 1/4 dei casi.

  1. Il pianto inconsolabile del neonato: cosa devi sapere
  2. Cosa succede alla mamma dopo il parto
  3. Ho scosso mio figlio e adesso?
  4. Testa all'indietro neonato: cosa succede
  5. Sindrome del bambino scosso: i sintomi
  6. Non scuotere mai i neonati: come prevenire

Il pianto inconsolabile del neonato: cosa devi sapere

Neonato che piangeHDistockphoto.com
Neonato che piange - Sindorme del bambino scosso

Il picco di incidenza della Sindrome del bambino scosso si ha tra le due settimane e i sei mesi di vita, proprio quando l’intensità del pianto del lattante è massima. Il neonato non sa parlare e per questo, per esprimere le sue esigenze - fame, sonno, protezione, conforto, coliche - e i suoi sentimenti, piange e anche molto.

Ogni madre dovrebbe sapere che il pianto di un neonato, nei primi mesi di vita, sarà molto intenso, fino quasi a diventare insopportabile; i neonati piangono soprattutto di notte. La madre si stanca e potrebbe non riuscire a consolare il suo piccolo, neanche cullando quest'ultimo in braccio per ore.

La frustrazione, il senso di impotenza e la stanchezza potrebbero giocare, però, brutti scherzi, portando la madre  o il padre a scuotere il bambino per placare il suo pianto.

Cosa succede alla mamma dopo il parto

Madre e figlio sindrome del bambino scossoHDistockphoto.com
Madre e figlio: cosa accade dopo nei primi mesi

I sentimenti della madre dopo il parto sono vari e talvolta contrastanti ed hanno una forte influenza sul bambino. In realtà, già durante l’attesa in pancia, i sentimenti come la paura, insicurezza economica, conflitti relazionali e decisionali, possono avere effetti sullo sviluppo del neonato.

Il pianto del bambino può rientrare nella sintomatologia dell’esaurimento o comunque dello stato d’animo della madre o dei problemi familiari circostanti.  Dopo il parto, vissuto come un evento positivo o come un’esperienza traumatica, la madre comincia a realizzare il suo nuovo ruolo.

Le aspettative da parte degli altri, il confronto con situazioni impreviste, la pressione delle persone intorno, ma anche l’isolamento e le insicurezze, creano lo stato d’animo della madre. A tutto questo si sommano la mancanza di sonno, il cambiamento del rapporto con il partner, i dubbi sul proprio essere una buona madre.

Ho scosso mio figlio e adesso?

Neonato e mamma HDistpckphoto.com
Mamma che scuote il neonato

Tra le due settimane e i sei mesi di vita il neonato piange molto e non è ancora completamente sviluppato fisicamente. In particolare, il piccolo non ha ancora il controllo della testa perché i muscoli del collo sono deboli e la struttura ossea è ancora fragile.

La testa è più pesante rispetto al corpo e il cervello - che in questo periodo è gelatinoso - se viene scosso ripetutamente si muove all’interno del cranio, con gravissime conseguenze. Lo scuotimento violento, anche solo per pochi secondi, è potenzialmente causa di lesioni gravi. Ogni anno si registrano 30 casi su 100 mila bambini nati negli USA (dati Terres des Hommes).

Purtroppo, il forte sentimento operato dal pianto inconsolabile del neonato può portare a episodi di aggressione da parte della madre o del padre. Le grida del bambino possono essere interpretate come un’accusa contro loro stessi, ingenerando sensi di colpa e vergogna.

Le madri spesso sono lasciate completamente da sole a occuparsi della cura del neonato, rischiando così il sovraccarico fisico e mentale. Occorre, invece, del tempo alle donne per adattarsi alla maternità ed è importante ricordarsi che chiedere aiuto è sempre la soluzione migliore, per evitare situazioni peggiori.

Testa all'indietro neonato: cosa succede

La Sindrome del bambino scosso è una forma di maltrattamento che si verifica quando un lattante - o un bambino piccolo - viene scosso con molta forza. Anche se può sembrare un gesto banale, i danni sul bambino possono essere gravissimi - ematoma subdurale, edema cerebrale ed emorragia retinica.

Ed è anche molto difficile stabilire l’intensità del movimento o la durata, perché lo scuotimento possa causare un danno. Si evince, dai racconti dei genitori coinvolti, che di solito il bambino viene afferrato a livello del torace o delle braccia e scosso energicamente circa 3-4 volte al secondo per 4-20 secondi. Le conseguenze della Shaken Baby Syndrome sono varie.

Se il neonato viene scosso con violenza, quest’ultimo potrà avere disturbi dell’apprendimento, disabilità fisiche, cecità, paralisi cerebrale, mote. Possono esserci conseguenze anche di tipo psicologico, dando vita a problematiche relative allo sviluppo psicomotorio, ma anche a disturbi comportamentali.

Se si sospetta che un bimbo sia stato scosso, la cosa migliore da fare è rivolgersi immediatamente a un medico. Far saltellare il bambino sulle ginocchia oppure correre o andare in bici col nostro bimbo, invece, non causano assolutamente gli stessi danni dello scuotimento - anche se tali abitudini non sono comunque raccomandabili quando il bimbo è appena nato.

Sindrome del bambino scosso: i sintomi

Tra i possibili sintomi della Shaken Baby Syndrome possono comparire riduzione dell’appetito, scarsa alimentazione o vomito senza un apparente motivo. Anche la comparsa di lividi da su braccia o torace - causati dalla presa forte - difficoltà respiratorie e assenza delle espressioni (sorrisi e vocalizzi).

Anche l’aumento della circonferenza del cranio, il difficile controllo del capo e la differente grandezza delle pupille sono altri sintomi che possono farci capire che il bambino è stato scosso.

Non scuotere mai i neonati: come prevenire

Padre e figlio che piange HDistockphoto.com
Padre e figlio che piange cosa fare

Dai dati resi noti dalla Società italiana di neonatologia i principali fattori di rischio, che aumentano la probabilità della Sindrome del bambino scosso, sono famiglia mono-genitoriale, età materna inferiore ai diciotto anni, basso livello di istruzione della madre.

Ma anche l'uso di alcool o sostanze stupefacenti, disoccupazione, episodi di violenza, da parte del partner o comunque in ambito familiare, e disagio sociale. Qualunque sia il motivo del pianto inconsolabile del neonato, non si deve mai scuotere quest’ultimo per cercare di calmarlo.

Se non riusciamo a consolare il pianto del neonato, proviamo a cullarlo nella carrozzina, fargli fare un giro in macchina, un bagno rilassante. E se proprio il bimbo continua a piangere, tanto da sentirci impotenti ed esasperati, la cosa migliore da fare è lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi fino a quando non ci siamo calmati.

Anche chiedere aiuto ad altri membri della famiglia oppure lasciare che un medico visiti il bambino, sono una buona soluzione.

Per prevenire la Sindrome del bambino scosso, sono utili anche corsi di formazione per i neo- genitori (come i corsi di prevenzione per la sicurezza del bambino, proposti dall’Ospedale perdiatrico Mayer di Firenze) o rivolgersi a piani di sostegno/intervento di sollievo per i genitori in difficoltà (come le consulenze per i genitori proposte dal Comune di Bologna).

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