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No, i giovani non sono dei 'bamboccioni': sono solo più poveri

Cresce la disoccupazione giovanile, calano gli stipendi: a ben vedere non dovrebbe stupire la difficoltà con cui i più giovani lasciano casa di mamma e papà

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Difficoltà a lasciare casa, affrancarsi dal ruolo economico della propria famiglia, diventare indipendenti: è questo il ritratto che emerge dai dati forniti da Eurostat riguardo alla situazione dei giovani under 35 in Italia. Che non ha nulla a che vedere con lo stereotipo del "bamboccione". 

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Perché, sì, è vero: secondo le statistiche elaborate su dati del 2017, in Italia il 66,4% dei ragazzi tra i 18 e i 34 anni vive ancora con i propri genitori. Sono soprattutto gli uomini (il 72,7% del totale) a restare ancora sotto il tetto di mamma e papà. Solo Croazia, Malta e Grecia hanno cifre superiori alle nostre. Soprattutto nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni, gli uomini rimasti in casa con i genitori sono aumentati dello 0,7% rispetto al 2016, le donne dello 0,3%. Numeri che, a ben vedere, hanno più a che fare con la complicata situazione dei millenials italiani che con una generazionale indolenza. 

Giovani italiani, precari e malpagati

Nel 2017, il numero dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano ( i Neet, "Not in Education, Employment or Training") erano il 24,1%, ma questo è solo uno degli aspetti da "incrociare" con le altre statistiche. Infatti, che l'occupazione sia cresciuta di 159 mila unità nell'ultimo anno è vero. Ma altrettanto vero è che questa crescita fosse legata soprattutto agli over 50 e alla precarietà. Ai giovani restano le briciole: la disoccupazione degli under 25 si assesta sul 32,5%. Peggio di noi solo Spagna (34,9%) e Grecia (36,8% ad agosto). Cosa ancor più grave, l'Italia è sempre più distante dalla Germania, che resta stabile al 6,2%.

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Il divario generazionale pesa: come elaborato dalla Fondazione Visentini, nel 2014 il rapporto di patrimonio dei nuclei familiari under 35 rispetto agli altri era di 1-7. Un dato dovuto non all'incremento di ricchezze delle famiglie over 35, ma dal grave impoverimento di quelle più giovani. Secondo le rilevazioni degli ultimi anni, in media gli under 35 guadagnano il 36% in meno dei loro genitori. 

Secondo i dati elaborati da Almalaurea, nemmeno l'ingresso nel mondo del lavoro dei neolaureati è poi così agevole: a un anno dal termine degli studi, solo il 50,2% ha reputato efficace o molto efficace il proprio titolo di studio in relazione alla professione svolta. Il 18,2% è disoccupato e il 30,8% continua a svolgere il lavoro che faceva prima di laurearsi. In generale, gli stipendi più bassi rispetto alla media europea - anche a cinque anni dalla laurea - sono la molla che porta all'espatrio.

Nel 2017, sono stati quasi 28 mila i laureati che hanno deciso di abbandonare l'Italia, 33 mila i diplomati. Stabili i secondi, incrementati del 4% i primi. Insomma, si fa presto a dire 'bamboccioni'. No, i giovani italiani sono semplicemente più poveri. 

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