Stai leggendo: Bronchiolite neonatale: che cos'è, come si cura e quando c'è da preoccuparsi

Letto: {{progress}}

Bronchiolite neonatale: che cos'è, come si cura e quando c'è da preoccuparsi

Scopriamo di più su questa malattia che colpisce i neonati, specialmente nei primi sei mesi di vita. Ecco come comportarsi e cosa fare se tuo figlio ha la bronchiolite.

Neonato bronchiolite istockphoto.com

0 condivisioni 0 commenti

Se tuo figlio tossisce in modo insistente, con una aumento della frequenza respiratoria, allora potrebbe essere affetto dalla bronchiolite. Quest’ultima è un’infezione virale acuta, che può colpire le vie respiratorie dei bambini al di sotto di due anni - specialmente nei primi sei mesi di vita.

La bronchiolite, se trascurata, potrebbe avere delle conseguenze anche gravi sulla salute dei più piccoli. Quindi, anche se abbiamo un minimo sospetto, la cosa migliore da fare è consultare subito il nostro pediatra di fiducia. Scopriamo di più su questa infezione, come prevenire e le cure.

  1. Bronchiolite nei neonati
  2. Come capire se il neonato ha l’infezione
  3. Cosa fare se mio figlio ha la bronchiolite
  4. Quando la bronchiolite è grave
  5. Come prevenire la bronchiolite
  6. Quando preoccuparsi

Bronchiolite nei neonati

L’infezione interessa i bronchi e bronchioli - una delle parti finali dell'albero bronchiale - e la trasmissione avviene per contatto diretto con le secrezioni infette. I casi di bronchiolite si verificano maggiormente nel periodo tra novembre e marzo.

Come spiega il dott. Nicola Ullmann - in collaborazione con Bambino Gesù Istituto per la Salute - il principale virus responsabile della bronchiolite è quello che si chiama VRS - respiratorio sinciziale.

Dopo la fase del contagio - che può durare da una settimana fino a dieci giorni - nel neonato aumenta la produzione di muco, con l’ostruzione delle vie aeree. Ciò può comportare la possibile comparsa di difficoltà nella respirazione.

Come capire se il neonato ha davvero l’infezione

La tosse non è il primo sintomo della bronchiolite, ma bensì un po' di febbre e l’infiammazione del naso (rinite).

Successivamente, il piccolo inizia a tossire e via via a respirare male: aumenta la frequenza respiratoria, con rientramenti evidenti intercostali.

Cosa fare se mio figlio ha la bronchiolite

Neonato bronchioliteHDistockphoto.com
Neonato bronchiolite cosa fare

Se si sospetta la bronchiolite, la cosa migliore da fare è consultare subito il pediatra. L’infezione, nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente e senza conseguenze in poco più di dieci giorni - è normale se, in alcuni casi, rimangono alcuni strascichi di tosse nel bambino.

Se il lattante ha la bronchiolite, ma respira bene, può essere curato con frequenti lavaggi nasali e una terapia aerosolica per mobilizzare i catarri. In alcuni casi, i pediatri prescrivono dei farmaci che dilatano i bronchioli in modo da migliorano la respirazione.

In ogni caso, è il medico pediatra a valutare la situazione del bambino e la cura idonea per far passare l’infezione. Se compare la febbre, facciamoci consigliare un medicinale adatto dal nostro pediatra; non è necessario, in generale, iniziare terapie antibiotiche.

Quando i casi di bronchiolite sono gravi

Neonato bronchioliteHDistockphoto.com
Neonato bronchiolite quando preoccuparsi

Il ricovero ospedaliero del neonato si rende, invece, necessario nei casi più gravi dell’infezione e specialmente se il bambino ha meno di sei mesi. Il neonato, se contrae la bronchiolite nei primissimi mesi di vita, può subire un calo di ossigeno nel sangue e la disidratazione - perché il piccolo ha difficoltà durante la poppata.

Il consiglio, in quest’ultimo caso, è di allattare - o proporre il biberon - più spesso del solito; piccoli pasti frequenti possono aiutare.

Come si fa prevenzione

Per diminuire il rischio di contrarre la bronchiolite, è opportuno coprirsi sempre la bocca se si starnutisce. Una buona regola è anche lavarsi le mani spesso, prima di toccare i bambini e durante la giornata.

Il contatto dei bambini piccoli con altri bambini o adulti affetti da raffreddore, si dovrebbe sempre evitare.  È importante fare frequenti lavaggi nasali ai neonati, con soluzione fisiologica o ipertonica. C’è da sapere che se i piccoli hanno avuto la bronchiolite, possono rischiare di andare incontro a frequenti ricadute.

Quando c’è da preoccuparsi

Neonato bronchioliteHDistockphoto.com
Neonato bronchiolite e febbre

I principali fattori di rischio, che possono trasformare la bronchiolite in un’infezione molto grave, sono la prematurità del neonato o l'età inferiore ai due mesi. Anche la presenza di alcune patologie croniche - cardiopatie congenite, immunodeficienze - sono casi da tenere sotto stretto controllo medico.

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.