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La ragazza che voleva diventare una geisha: recensione del romanzo d'esordio di Isabelle Artus

Tradotto in diversi paesi, La ragazza che voleva diventare una geisha è il romanzo d’esordio di Isabelle Artus ed è edito in Italia da Baldini+Castoldi.

Dettaglio della copertina Baldini+Castoldi

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Geishe, samurai, cerimonie del tè e ikebana: La ragazza che voleva diventare una geisha, romanzo d’esordio di Isabelle Artus edito in Italia da Baldini+Castoldi, è un romanzo che racconta con particolare cura e fascino il Giappone, la sua storia e i suoi luoghi. E lo fa attraverso la storia d’amore fra Pamela e Thad, due giovani francesi nati nel posto sbagliato del mondo (e anche nell’epoca sbagliata).

Ecco la trama e la recensione del romanzo.

Trama de La ragazza che voleva diventare una geisha

Nascere in un mondo in cui ci si sente estranei, per poi scoprire, un po’ per caso, che esiste un paese nelle cui tradizioni riconoscersi. Questo è quello che provano sia Pamela sia Thad, francesi ma con il cuore che batte per il Giappone. Lei vorrebbe diventare una geisha, tanto da dedicare anima e corpo a questo intento, sacrificando relazioni e affetti. Lui sogna di essere forte come i samurai e imposta la sua vita in questa direzione ma qualcosa scombina i suoi piani. È l’incontro con la bella geisha della rive gauche: lì Pam gestisce un piccolo negozio di bonsai, in cui lui entra per caso. 

Una storia d'amore dal sapore nipponico

Baldini + Castoldi

La ragazza che voleva diventare una geisha
Una storia d'amore dal sapore nipponico

Baldini + Castoldi

La ragazza che voleva diventare una geisha

€ 15,30

È ovvio che due persone così particolari si trovino con un semplice sguardo e da questo incontro nasce una storia d’amore travolgente. Quando però lui la abbandona per andare in Giappone, Pamela cade preda dello sconforto e del dolore. L’unica soluzione, per la bella geisha francese, sembra essere quella di partire per riportare a casa il suo samurai. Quello che non sa, è che andare in Giappone non sarà per lei solo uno spostamento geografico, ma anche mentale, alla ricerca prima di tutto di se stessa. 

Recensione del libro di Isabelle Artus

Sicuramente, questo libro offre due livelli di lettura. Il primo è quello strettamente legato alla storia, lievemente banale: Pamela e Thad sono fatti per stare insieme, e il dolore lancinante della separazione, che coglie entrambi in momenti diversi della narrazione, non è che il preludio allo scontato ritrovarsi. Nonostante l’idea di due occidentali così affascinati dalle tradizioni giapponesi da decidere di immergersi in quella cultura lontana facendone il proprio marchio identitario possa essere affascinante, in alcuni punti la storia smorza questo effetto discordante tra la realtà in cui sono immersi i personaggi e i costumi che decidono di indossare.

Lo fa attraverso descrizioni, parole, narrazioni che abbassano il romanzo a livello di banale romanzo rosa. Ed è un peccato, perché poi tra le pagine, la Artus è in grado di offrire molto di più!

C’è infatti il livello narrativo legato al Giappone, paese ricco di tradizioni e fascino che emerge prepotente, come un personaggio principale, dalle pagine del romanzo. Il mondo che va via via scomparendo delle geishe e quello fatto di onore e disciplina dei samurai, le terre selvagge e le metropoli luccicanti che hanno soffocato secoli di tradizioni, le case con i tetti spioventi e le insegne al neon, le perversioni e i rituali: in meno di duecento pagine la Artus costruisce e racconta tutto il complesso e a volte contraddittorio universo giapponese. Per chi ci è stato, leggere queste pagine è un po’ come tornare nel paese del Sol Levante. Per chi invece non ha mai visitato il Giappone, è un assaggio di quello che può trovare.

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La ragazza che voleva diventare una geisha

Interessante è anche la riflessione che emerge sul finire del romanzo sul tema dell’identità: Pamela e Thad sono entrambi figli di una generazione in cui la televisione ha fatto danni più o meno grandi, più o meno consapevoli. Entrambi scelgono di rinnegare le proprie origini e, riconoscendosi in tradizioni e costumi di in un luogo lontano, modificano via via la propria personalità per aderire all’immagine ideale che si sono costruiti nella propria mente. Pamela delle geishe e Thad dei samurai.

Ma la realtà non si sospende mai del tutto e il tema del travestimento come rovescio della medaglia non tarda a introdursi nelle riflessioni dei personaggi sulla propria identità. Anche e soprattutto, ironia della sorte, quando entrambi si trovano in Giappone, la loro terra promessa, che però svela la finzione dietro cui si sono nascosti.

Insomma, La ragazza che voleva diventare una geisha è un romanzo piacevole, di facile lettura, che offre alcuni spunti di riflessione ma che forse nasconde anche fra le pagine qualche occasione mancata per essere più di un semplice romanzo rosa.

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