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Il ritorno di Mary Poppins: un’Emily Blunt praticamente perfetta

L’attrice ci prende per mano e ci riporta nell’incantato mondo della tata più amata di sempre che rivive nel film di Rob Marshall. Dal 20 dicembre nei cinema.

Emily Blunt è Mary Poppins Disney

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Quando nel finale di Mary Poppins la straordinaria Julie Andrews lasciava la casa della famiglia Banks dopo avergli donato la giusta quantità d’incanto, nessuno si aspettava che un giorno - ben più di mezzo secolo dopo quel sofferto arrivederci - sarebbe tornata al numero 17 di Via dei Ciliegi.

Al contrario di ogni pronostico, Disney invece ha deciso di far bussare ancora una volta alla porta dei cresciuti fratelli Banks - e di chi ha amato il film del 1964 - il magico personaggio nato dalla penna della scrittrice Pamela Lyndon Travers, la cui genesi ci è stata raccontata nello splendido lungometraggio (sempre targato Disney) Saving Mister Banks.

Come è bello (ri)passeggiar con Mary

Vestire i panni dell’iconica Mary, così legata nell’immaginario comune al volto delicato della Andrews, sarebbe stato difficilissimo per qualsiasi star del grande schermo, eppure Emily Blunt in Il ritorno di Mary Poppins è riuscita perfettamente nell’intento di essere credibile in quello che potrebbe diventare nel lungo termine il ruolo della sua vita.

Il ritorno di Mary PoppinsHDDisney

L’attrice, infatti, regge sulle sue spalle l’imponente eredità che ha accettato senza falsa modestia, stuzzicando i nostri ricordi di bambini attraverso una performance eccezionale che nulla ha da invidiare a quella di Julie Andrews che la Blunt omaggia in continuazione - tra canti e balli - con rispetto, grande carisma e soprattutto senza mai rinunciare alla sua spiccata personalità.

Provaci ancora, Poppins

Il ritorno di Mary Poppins è ambientato a 20 anni dal primo film e, in particolare, nella Londra degli anni ‘30 in cui la Grande Depressione ha messo in ginocchio il popolo inglese, compreso Michael Banks (Ben Whishaw) il quale, dopo la morte della moglie, non ce la fa più a gestire i suoi tre bambini e i problemi economici che deve affrontare, nonostante l’aiuto perpetuo dell’inseparabile sorella Jane (Emily Mortimer). 

Una scena di Il ritorno di Mary poppinsHDDisney

È in questo scenario per nulla sereno che Mary Poppins sceglie di tornare per dare una nuova ventata di positività alla vita degli ex bambini che ha cresciuto e soprattutto dei figli di Michael. Piccoli comprimari di questa “favola” che stavolta hanno un ruolo estremamente attivo e indipendente, a differenza di quelli del lungometraggio precedente che sentono, ad oggi, il peso degli anni.

Come colorato memorandum

Il film diretto da Rob Mashall per quanto riguarda la narrazione, e grazie anche alla presenza di personaggi simbolo del primo Mary Poppins, cita a più non posso soprattutto nella scansione dei momenti musical all’interno della storia del film che è stato chiamato a dirigere. Sequel che comunque presenta una trama molto più complessa del primo, e decisamente fumosa nell’epilogo, nella quale i protagonisti hanno a che fare anche con un esclusivo villain oltre che con personaggi non perfettamente riusciti. Compreso, purtroppo, il lampionaio Jack interpretato dal Lin-Manuel Miranda e ad eccezione, ovviamente, della colorata Zia Topsy di Meryl Streep.

Lin-Manuel MirandaDisney

Il ritorno di Mary Poppins non è, a onor del vero, un film di cui si sentiva il bisogno ma è comunque una pellicola che rispetta moltissimo il capolavoro che l’ha preceduta e ne sfiora la bellezza. Una sorta di lettera d’amore, anche musicale (sebbene nessuna canzone di questa pellicola entrerà negli annali), per chi ha dimenticato l’importanza della fantasia. Colorato e affettuoso memorandum alla fine del quale - e questo è il suo vero pregio - quando Mary Poppins vola via si è colpiti dall’immediata consapevolezza che ci mancherà. Di nuovo.

Il ritorno di Mary Poppins sarà nei cinema dal 20 dicembre.

Voto8/10

In Il ritorno di Mary Poppins la Blunt regge sulle sue spalle l’imponente eredità che ha accettato senza falsa modestia, stuzzicando i nostri ricordi di bambini attraverso una performance eccezionale.

Sandra Martone

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