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Angelina Jolie rivela come affrontare il tema della violenza sessuale con i figli

In una recente intervista Angelina Jolie ha spiegato la necessità di introdurre in casa il discorso sulla stigmatizzazione che circonda le vittime di violenza sessuale. Ecco come la star e attivista ne parla con i propri figli.

Angelina Jolie Getty Images

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Angelina Jolie continua a sostenere con gran vigore la causa della stigmatizzazione sociale cui sono soggette tutte le vittime di aggressioni e molestie sessuali, e vuole che questo argomento venga compreso anche dai suoi stessi figli.

In una recente intervista a Marie Claire, la star ha parlato del modo in cui affronta la questione in casa, spiegando che è una discussione di cui rende partecipi anche i figli, e non solo le bambine, riferendosi dunque a Maddox (16 anni), Pax (14), Zahara (13), Shiloh (12) e i gemelli Vivienne e Knox (10), che condivide con l’ex-marito Brad Pitt. “ Non ne parlo solo alle mie figlie. Ne parlo alla presenza anche dei loro fratelli”, ha detto.

È questa forse la distinzione più importante. Non è solo un problema per le donne, e la soluzione è lavorare con donne e uomini. E ragazze e ragazzi.

Angelina Jolie prosegue: “Non solo perché anche gli uomini e i ragazzi sono vittime di questi crimini, ma anche perché chi li perpetra ha bisogno di altri uomini che ricordino loro cosa significa essere uomo. Un uomo che abbia una relazione sana con una donna. E tutte le società devono essere chiare riguardo all’intolleranza di questo tipo di comportamenti”.

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Special Envoy of the #UnitedNations High Commissioner for Refugees (#UNHCR) Angelina Jolie (pictured) is undertaking a mission to #Peru this week. Peru is one of the countries most affected by the surge in refugees and migrants from #Venezuela – the largest movement of people in Latin America’s recent history. Angelina Jolie will meet Venezuelan refugees, representatives of the Government of Peru and organizations contributing to the humanitarian response to talk about the challenges facing Peru as a host country and discuss the possible regional responses to the crisis. She will visit programmes providing protection and assistance to asylum-seekers, refugees and host families, and observe Peru’s generous response to Venezuelan refugees and migrants. Regram: @refugees | 📷: UNHCR / Santiago Escobar-Jaramillo #WithRefugees #GlobalGoals

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In quanto inviata speciale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Angelina Jolie ha lanciato l’iniziativa di prevenzione delle violenze sessuali in zone di guerra (“Preventing Sexual Violence in Conflict”) insieme all’ex ministro degli Esteri inglese, William Hague, nel 2012, ma la star sostiene che c’è ancora molto altro lavoro da fare per rimuovere la stigmatizzazione sociale che circonda questo terribile fenomeno. “La violenza sessuale durante i conflitti è ancora un argomento tabù, i sopravvissuti uomini e donne, e i bambini dati da questi abusi, spesso vengono trattati come se fossero loro ad aver fatto qualcosa di sbagliato. Vengono rifiutati e demonizzati, mentre i loro aggressori rimangono impuniti. Ecco cosa deve cambiare, e spezzare il tabù è un passo fondamentale”.

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Special Envoy of the #UnitedNations High Commissioner for Refugees (#UNHCR) Angelina Jolie - pictured here at UNHCR’s office in the Republic of Korea - called for an urgent ceasefire and end to the bitter conflict in #Yemen. "As an international community we have been shamefully slow to act to end the crisis in Yemen. We have watched the situation deteriorate to the point that Yemen is now on the brink of man-made famine, facing the worst cholera epidemic in the world in decades. When conflict develops to this extent, many people have no choice but to flee if they are to have any chance of survival. The only way to enable refugees to return home, and to bring down the overall numbers worldwide, is to end conflicts themselves." Angelina Jolie is currently in Republic of Korea, where some 500 Yemenis are being hosted after fleeing the conflict. Meeting with Government Ministers, Jolie expressed appreciation for the country’s efforts to help the Yemenis who arrived in the country’s tourist island of Jeju in May. Regram: @refugees | 📷: UNHCR #WithRefugees #GlobalGoals

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Il mese scorso Angelina Jolie ha partecipato ad evento per una rassegna cinematografica organizzata dal British Film Institute (il PSVI Film Festival – Fighting Stigma through Film) proprio con questo obiettivo in mente, cioè quello di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo la violenza sessuale. “Credo che i film abbiano il potere di farci vivere le esperienze di altre persone in un modo unico e differente”, spiega l’attrice e regista, ma sono anche un importante strumento che avvia conversazioni necessarie, e serve per riconoscere che certe cose succedono o sono successe nei nostri paesi, e ne dobbiamo parlare”.

Troppo spesso, dopo una guerra, la violenza sessuale è l’argomento di cui nessuno vuole parlare, che viene spazzato sotto al tappeto. E se nessuno ne parla non si fa giustizia, non si guarisce e non c’è chiusura.

La necessità di educare anche gli uomini riguardo le ripercussioni più terribili del sessismo (di cui la violenza sessuale, anche in caso di guerra, è un esempio) è un argomento che sempre più attivisti cercano di diffondere: anche Emma Watson, in un famoso e illuminato discorso alle Nazioni Unite, aveva voluto fare qualcosa di simile, lanciando la sua campagna He For She, che chiedeva agli uomini di tutto il mondo di sostenere le donne, ma anche, più semplicemente, che tutti siano trattati allo stesso modo a prescindere dal genere. Lo scorso 24 novembre si è svolta a Roma una manifestazione contro la violenza fisica e contro la cultura della violenza alle donne, Non Una di Meno, di cui vi avevamo parlato qui. Sono tante iniziative diverse, ma tutte tese ad un unico scopo importantissimo: è tempo di riconoscere questo problema e agire per far cadere i tabù.

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