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Outlander 4: I Punti in Comune, recensione del quarto episodio

La casa tanto sognata da Claire inizia a prendere forma grazie a Jamie e all'aiuto del prezioso Ian, nonostante i vicini di casa siano poco amichevoli.

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Punti in comune. È questo il titolo del quarto episodio di Outlander, una scelta enigmatica però coerente con il contenuto narrativo di questo episodio che ci ha condotto nel misterioso e fitto bosco dove Jamie e Claire daranno vita al celebre Fraser’s Ridge.

Mai impresa fu più complicata, a partire dal patto che Jamie ha, infine, scelto di firmare. Ormai nel pugno delle giubbe rosse, Jamie ha scelto di regalare a Claire la stabilità che le aveva promesso ed ecco che i nostri prodi avventurieri partono con un obiettivo ambizioso quanto folle: costruire la loro casa nel bel mezzo della foresta.

Come da tradizione, i vicini non possono restare a guardare, anche perché siamo pur sempre in America e, si sa, in America i vicini devono per forza ficcare il naso nelle faccende altrui… anche i nativi americani! Di fatto, dopo essere stati menzionati quasi come animali leggendari, fanno la loro comparsa che promette tutto tranne che pace e serenità.

Avere dei nuovi vicini non è di loro gradimento e cercano in qualunque modo di comunicare il messaggio, prima che si arrivi a uno scontro più duro e conciso. Ma Jamie è un uomo tenace e cocciuto, ha visto e vissuto di peggio (dopo Black Jack Randall e la Battaglia di Culloden, potrebbero essere poche le cose che lo scalfiscono) e persiste nel suo obiettivo: costruire una casa per Claire.

Siamo nel ‘700, in una terra grande e spesso inesplorata (quale il Nord Carolina), e le insidie che si nascondono dietro ogni albero potrebbero essere infinite: potrebbe esserci qualunque animale acquattato nell’oscurità, persino un orso.

È a questa creatura che risale non soltanto il peggiore spavento dell’episodio, ma anche parte della scelta del titolo. L’orso è il punto in comune tra i Fraser e i nativi americani. Nonostante la scena che coinvolge la loro danza mistica, i Cherokee sono spaventati esattamente quanto tutti gli altri circa il misterioso orso, dal nome  Tskili Yona, che si scoprirà poi essere in realtà un uomo bandito proprio dalla sua tribù.

Il motivo? Quell’uomo aveva abusato di sua moglie, l’aveva violata nel suo stesso letto, e i Cherooke avevano deciso di esiliarlo perché non avrebbero mai accettato un simile abuso. Lo sguardo di Jamie riflette una perplessità pura: come può un popolo indigeno credere in valori così civilizzati? Chi è il vero selvaggio, dunque?

I rimorsi materni

Abbiamo avuto modo di sbirciare nella fragile vita di Marsali, ormai dalla pancia prominente, che sente la mancanza di sua madre.

La sua sofferenza è stata eco di quella di Claire, in preda ai sensi di colpa per aver abbandonato Brianna e, di conseguenza, averla condannata a una vita senza figura materna. La sua non è stata una decisione facile e i sensi di colpa tornano ad affiorare (com’è capitato nello scorso episodio): che la nostra sassenach si sia pentita, seppur in minima parte, di essere tornata indietro nel tempo?

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Claire e la predizione

Adawehi è l’anziana curatrice del popolo indigeno e s’imbatte in Claire per rivelarle ciò che ha visto: pare, infatti, che Claire sarà – forse – responsabile di una morte (chissà quanto futura) ma che non dovrà assumersene la responsabilità perché sarà soltanto volontà degli dei. Di chi starà parlando la donna? Che ciò sia collegato alla tragica scoperta di Roger?

Roger, Brianna e i Fraser negli anni ‘70

Facciamo un balzo in avanti di duecento anni, ancora una volta divisi da un oceano, per focalizzare l’attenzione su Roger e Brianna. È trascorso un anno da quando Brianna ha rifiutato la sua proposta di matrimonio, eppure entrambi sembrano ancora tenere molto l’uno all’altra. Tanto che, quando Roger s’imbatte in un testo curioso e ne approfondisce i dettagli, non può fare a meno di mettersi in contatto con la giovane Fraser.

Tra battute imbarazzate e convenevoli forzati, Roger corona la sua sete di sapere: sua madre ha ritrovato Jamie. Il sollievo è così grande da farle dimenticare per un istante di essere lì, nel 1971, senza Roger e senza sua madre, in una vita da lei scelta ma che forse le calza comunque stretta.

Tanto che, quando Roger fa ritorno in Scozia, scopre grazie a Fiona una triste realtà: il Fraser’s Ridge non sarà il paradiso idilliaco a cui Claire e Jamie avevano pensato all’inizio, perché sarà la loro tomba. Di fatto, Roger scova un necrologio nel quale si annuncia la morte improvvisa di Claire e Jamie, a causa di un incendio che porterà alla distruzione di Fraser’s Ridge. Sarà questo l’ennesimo punto in comune tra Roger, Brianna e i suoi genitori?

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Che la predizione della vecchia Cheeroke sia legata a questa triste sentenza?

Roger non fa in tempo a comunicarlo a Brianna perché la giovane Fraser ha deciso di lasciare gli USA e recarsi, guarda caso, in Scozia! Che possano finalmente chiarirsi questi due e smetterla di farsi la guerra fredda? Al cuore non si comanda, e al matrimonio ci si può sempre pensare dopo!

Ma cosa avrà inteso la coinquilina di Brianna quando ha alluso che la giovane ha raggiunto la Scozia per ricongiungersi con sua madre? Che Brianna attraversi davvero il cerchio di pietre e si getti a capofitto in un’avventura contro il tempo e lo spazio senza averne dapprima parlato con Roger?

Lo scopriremo soltanto pazientando. Nel frattempo, una menzione ad onore va alla scena in cui Jamie Fraser inizia la costruzione della casa, ricordando vagamente la scena tra Meredith e Derek in Grey’s Anatomy con la casa di candele: con la differenza che, in Outlander, siamo nel ‘700 e tutta quella quantità di candele sarebbe stata impossibile da acquistare!

Outlander vi aspetta il 7 dicembre alle ore 21:00 con Selvaggi, il quinto episodio di questa quarta stagione.

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