Stai leggendo: Bohemian Rhapsody: dal 29 novembre l'epica storia di Freddie Mercury

Letto: {{progress}}

Bohemian Rhapsody: dal 29 novembre l'epica storia di Freddie Mercury

Il regista di X-Men Bryan Singer crea un racconto a tutto rock raccontando la storia dei Queen e del loro leader, Freddie Mercury, interpretato dal bravissimo Rami Malek.

l'attore Rami Malek è un perfetto Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody Fox Group Ufficio Stampa

6 condivisioni 3 commenti

Intorno ai film biografici aleggiano sempre i fantasmi di un fiasco o di una tiepida riuscita. Quando va bene, ne esce una sterile agiografia del personaggio scelto; quando va male, si viene seppelliti di critiche e insulti dai fan e abiurati dagli indignati famigliari del famoso, che prendono le distanze dai loro stessi ricordi. Nella vita e nel cinema, per fortuna, le eccezioni esistono ancora, così come la capacità di sorprendersi davanti a un biopic come Bohemian Rhapsody che, celebrando la vita e l’immortalità di una delle leggende del rock, Freddie Mercury, poteva essere un catastrofico quanto annunciato insuccesso e invece, nonostante gli inevitabili accenti di santificazione e desuete, didascaliche linee narrative, è un trionfo.

Sì, Bohemian Rhapsody è un film imperfetto, meravigliosamente imperfetto perché sceglie l’unico modo possibile per descrivere l’incredibile vita di un gruppo musicalmente geniale, eclettico, strabordante e barocco come quello dei Queen: rivelare l’incantevole, sincrona casualità del loro processo artistico, che ha portato alla luce canzoni senza tempo e mostrare visivamente la trascinante energia di esseri umani, sopra e fuori dal palco, in perenne comunicazione con il loro pubblico.

Nel 1969 Il giovane Farrokh Bulsara (Rami Malek) vive in un sobborgo londinese con la sua famiglia originaria dell’India occidentale e si divide tra corsi di design, addetto ai bagagli all’aeroporto di Heathrow e una grande passione per la musica. Una sera incontra i membri di una band underground, il chitarrista Brian May (Gwilym Lee) e il batterista Roger Taylor (Ben Hardy) appena abbandonati dal loro cantante: Farrokh, ora Freddie Mercury, prende il suo posto e, grazie alla potente capacità scenica e una ancora più sorprendente estensione vocale, cambia il corso delle loro esistenze.

Con il successo, oltre alla ricchezza, arrivano le pressioni, i conflitti con May e Taylor e quel profondo senso di solitudine che lo porta a isolarsi dagli affetti più cari, cercando conforto nelle droghe e in una vita sessuale promiscua. Il finale, indelebilmente già scritto, consegna Mercury e i Queen alla storia della musica e nel cuore di intere generazioni.

Rami Malek nel biopic Bohemian Rhapsody ha lasciato tutti stupefatti per la sua performance HDFox Group

La travagliata storia produttiva di Bohemian Rhapsody, tra divergenze artistiche, abbandoni eccellenti come quello di Sacha Baron Cohen, il primo attore pensato per interpretare il leader dei Queen, è culminata con il licenziamento del regista Bryan Singer da parte della 20th Century Fox, poi sostituito per le ultime riprese e post-produzione da Dexter Fletcher. Gli ostacoli non hanno comunque fermato May e Taylor, produttori insieme a Robert De Niro, che hanno fortemente voluto collaborare alla sceneggiatura, portando sul grande schermo le profonde tracce della loro avventura.

Bohemian Rhapsody è un eccellente ritratto tra musica e dramma, impreziosito da dialoghi d'impareggiabile umorismo indiscutibilmente british e da gustosi inserti che offrono sia inediti spaccati autoironici - il ruspante impeto poetico di Taylor con la sua bistrattata I’m in Love With My Car - sia piccole vendette che paiono servite freddissime come nel ritratto sarcastico del poco lungimirante produttore Ray Foster, un irriconoscibile Mike Myers, che predice ai Queen il fallimento e l’oblio.

Qualche concessione sentimentale di troppo e la disinvolta anarchia cronologica degli eventi non deve affatto scoraggiare gli ammiratori più accaniti perché ciò che viene rappresentata è una favola realistica in cui Mercury è l’incontrastato re e i Queen dei perfetti sodali, immersi nella loro personale epopea.

gli attori Rami Malek, Gwilym Lee, Ben Hardy interpretano i membri della band dei Queen HDFox Group

L’efficace regia e la stupefacente riproduzione del concerto Live Aid a Wembley del 1985, 20 minuti di emozioni e qualche lacrima, non può prescindere da un cast ben assortito come non si vedeva da anni: Ben Hardy, Gwilym Lee e Joseph Mazzello sono dei Roger Taylor, Brian May e John Deacon più veri del vero mentre in Tom Hollander (La ragazza dei tulipani), che interpreta l’amato produttore discografico Jim Beach, si concentra mirabilmente l’aspetto più ironico del film.

Ultimo ma non ultimo, Rami Malek: il ruolo di Freddie Mercury poteva essere la sua rovina ma, fin dalla prima inquadratura ogni suo movimento, espressione, gesto casuale collimano in una performance gigantesca, un commovente, personalissimo, immortale ologramma.

All'anteprime di Bohemian Rhapsody Brian May si è complimentato con il cast del biopic su Freddie MercuryHDGetty Images

Intervistato durante l’anteprima mondiale, Brian May ha detto che il film è assai commovente ed è sicuro che i fan lo adoreranno: non potremmo essere più d'accordo. Bohemian Rhapsody arriva nei cinema italiani dal 29 novembre: alzate il volume!

Voto8/10

La favola biografica del leader dei Queen convince ed emoziona grazie a una narrazione equilibrata e uno straordinario protagonista. Da vedere rigorosamente in lingua originale.

Silvia Levanti

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.

SCOPRI GLI OUTFIT AUTUNNO/INVERNO