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Smart city o città 'intelligenti': cosa sono e la classifica italiana 2018 (in testa, Milano)

Milano è in testa alla classifica stilata da Smart City Index 2018: si tratta, quindi, della città più 'intelligente' d'Italia. Ecco cosa sono le smart city.

Il duomo di Milano. GettyImages.

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Quello che, fino a pochi anni fa, sembrava un sogno, anche in Italia è ora realtà. Non serve andare fuori confine, sognando i grattacieli americani o l’efficienza delle metropoli tedesche, nel nostro bel Paese, le 'città intelligenti' ci sono eccome. Soprattutto al Nord, con un divario preoccupante rispetto al Sud. Da Milano a Roma, passando per Bologna e Firenze e non solo: tutti centri in cui i cittadini possono sfruttare in maniera consapevole le risorse ambientali e tecnologiche.

Il fine delle cosiddette città smart, infatti, è proprio questo: essere a misura di chi le abita, vicina ai residenti, offrendo servizi in grado di garantire un tenore di vita più alto e soddisfacente. Non solo dal punto di vista sociale: i vantaggi riguardano anche l’economia. Secondo la comunità europea, le città intelligenti in Europa nei prossimi anni si espanderanno di circa 10 miliardi di euro.

Cosa sono le città intelligenti?

Bosco verticale a Milano.HDGettyImages.

Occupazione e livello d’istruzione, trasformazione digitale, inclusione sociale, sicurezza, legalità e verde urbano: il benessere delle città smart tocca ogni aspetto. Vita più semplice per il cittadino, servizi rigorosamente efficienti e funzionali. Il primo caposaldo di una città intelligente è nell’utilizzo della tecnologia per il miglioramento della quotidianità, inteso come Wi-fi pubblico, sviluppo costante di tutte le telecomunicazioni digitali e sistemi informatici che hanno il compito di monitorare l’efficienza energetica.

Ma anche condivisione e impegno reciproco, con l’intento di sacrificare il poco per non dover rinunciare a nulla. Come avviene grazie al servizio di car e bike sharing o la crescita di luoghi per l’innovazione, co-working e start up. Infine, fondamentale in una città intelligente è la gestione delle aree verdi e delle energie rinnovabili, attraverso la progettazione di edifici green, che rispettino la biodiversità e risultino a basso impatto ambientale.

La classifica italiana delle città smart

Il Colosseo, a Roma.HDGettyImages.

Tenuti in considerazione circa 500 indicatori, volti a valutare i quattro livelli di indagine - applicazioni mobili e web, sensoristica, infrastrutture di rete e piattaforme dati -, la classifica ICity Rate stilata per la 4° edizione dello Smart City Index incorona Milano come il centro più smart d’Italia. Tra le 117 città capoluogo italiane, quella lombarda si piazza al primo posto, scalzando Bologna in testa lo scorso anno. Subito sotto ecco Torino, Bologna, Modena, Trento e Bergamo.

  1. Milano
  2. Firenze
  3. Bologna
  4. Trento
  5. Bergamo
  6. Torino
  7. Venezia
  8. Parma
  9. Pisa
  10. Reggio nell'Emilia

Settimo posto per Roma, con Firenze che invece si piazza in ottava posizione. Evidente è il divario tra Nord e Sud Italia, che fatica a trasformare le proprie città in smart. Per trovare il Meridione, infatti, bisogna scendere al 18esimo piazzamento, dove spicca Bari. Chiudono questa speciale classifica, Caltanissetta, Enna e Lanusei.

Del risultato ha parlato Donato Iacovone, amministratore delegato di EY in Italia, in toni entusiastici:

Le nostre città hanno investito sulle infrastrutture abilitanti e, pur con velocità diverse, sono diventate più connesse e intelligenti, sviluppando nuovi modelli di mobilità, sostenibilità e interazione con i cittadini.

Oggi la sfida chiave delle Smart City si gioca sul piano culturale". 

Città intelligenti e vantaggi economici

Due pc accesi.HDPixabay.

Già, perché l’impatto delle città smart, in Italia come nel resto del mondo, è ben visibile anche sull’economia: oltre ad aver generato un mercato da ben 3,7 milioni di euro, i centri intelligenti assicureranno un 40% dei 2,5 milioni di posti di lavoro previsti nei prossimi 5 anni. Anche la nascita di nuove imprese trova in questo senso ambiente fertile: oltre 5mila start up sono collocate proprio in ambienti urbani di medie e grandi dimensioni. Un motivo in più per aprirsi al futuro.

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