Stai leggendo: Robin Hood - Le origini della leggenda: la rivisitazione di un mito moderno

Letto: {{progress}}

Robin Hood - Le origini della leggenda: la rivisitazione di un mito moderno

In un ibrido di generi che infonde la leggenda di adrenaliniche scene d’azione e preoccupazioni politiche, il Robin Hood di Bathurst è un eroe moderno ancora in fieri.

Taron Egerton nei panni di Robin Hood Lionsgate

3 condivisioni 0 commenti

Il regista Otto Bathurst ha applicato il suo approccio crudo e grintoso alla leggenda più famosa della cultura anglosassone, cercando un nuovo fondamento all’eternamente affascinante storia di Robin Hood, interpretato dal gallese Taron Egerton (Kingsman, Eddie The Eagle).

Più che una totale reinvenzione, ci troviamo infatti di fronte a un reset, un ambizioso tentativo di calare la vicenda arcinota - abbastanza inalterata nelle sue caratteristiche essenziali - in un fermento politico che quanto all’ambientazione storica è genericamente ascritto al periodo “delle Crociate”, ma da un punto di vista sociologico vuole recuperare lo spirito primigenio della leggenda. Le ballate di Robin Hood erano, infatti, nate come espressione poetica delle aspirazioni popolari nel Nord dell’Inghilterra durante le ribellioni baronali e lo scontento della classe contadina, culminato nella rivolta del 1381.

In quel periodo un eroe fuorilegge e portavoce del popolo che si fa beffe delle autorità era una valvola di sfogo per la gente comune. Solo a partire dal XVI secolo è stata introdotta l’idea che Robin fosse in realtà un nobile caduto in disgrazia, cui venne poi affiancata la figura della donna amata, Marian (non sempre dipinta come Lady).

Il film con Egerton e Foxx cerca il compromesso: raccontare le origini popolari senza rinunciare al fascino degli elementi più romantici della leggenda. Fin dall’inizio lo spettatore è avvisato di dimenticare tutto ciò che crede di sapere, e di lì in poi è un susseguirsi di tentativi di stupire.

Il protagonista non nasconde di essere un “giovane damerino” che ama i piaceri della vita - soprattutto quelli carnali che scopre con la seducente e intraprendente Marian (stavolta ardimentosa donna del popolo interpretata dalla bella Eve Hewson). L’idillio è velocemente interrotto da una chiamata alle armi da parte dello Sceriffo di Nottingham: Robin deve andare a combattere nelle Crociate.

Un scena di Robin Hood - L'origine della leggenda con Taron EgertonHDLionsgate

L’azione si sposta dunque nella penisola arabica, quattro anni dopo: Robin di Loxley è diventato suo malgrado un abile guerriero che mal tollera gli ordini del proprio comandante (interpretato da un irriconoscibile Paul Anderson, l'Arthur Shelby di Peaky Blinders). Tra scene di battaglia che fanno pensare alle decine di film e serie ambientati in Afghanistan e Iraq (con tanto di gusto per la violenza della forza straniera sui prigionieri musulmani), Robin incontra un nemico saraceno (Jamie Foxx).

Tra i due si crea un legame, e si trovano a viaggiare insieme verso l’Inghilterra, dove il moro diventerà mentore e poi amico di Robin nella sua trasformazione in fuorilegge.

Chi ha in mente il film di Kevin Reynolds con Kevin Costner ricorderà la figura di Morgan Freeman: ma in questa reiterazione della leggenda il saraceno è Little John, in una crasi di personaggi la cui necessità ci rimane ignota. Dimenticate poi - almeno per ora - tutta la combriccola di allegri amici della foresta: Nottingham è una cittadina cupa in cui il governo (nella figura del teatrale e sogghignante sceriffo di Ben Mendelsohn) è connivente con i ricchi proprietari terrieri. Tra di loro, la pasionaria Marian, il vessato Frate Tuck (Tim Minchin) e l’aitante Will Scarlet (il Jamie Dornan di 50 sfumature di grigio) sono gli unici che alzano la testa.

Una scena di Robin Hood - L'origine della leggenda con Taron Egerton e Jamie FoxxHDLionsgate
Robin e Little John

È questo lo scenario quasi apocalittico al quale fa ritorno Robin, che come un novello Bruce Wayne comincerà a vivere la sua doppia vita, insinuandosi tra le fila dei potenti come Loxley, e nel cuore del popolo come The Hood (“il cappuccio”). Siamo ben lontani, però, dallo spirito eroico che ci aspetteremmo dal personaggio, perché Robin si muove per motivi personali come la vendetta.

Solo col tempo matura abbastanza da abbracciare la sua causa. Dunque in realtà non vediamo quasi affatto il fuorilegge, ma non potevamo dire di non essere stati avvisati fin dal titolo: questo è solo l’inizio, ed è lampante la speranza che ne nasca un franchise di molteplici capitoli.

La parola chiave è fusion: leggenda e tradizione letteraria cedono terreno alla reinvenzione in chiave postmoderna, così il basso medioevo inglese si tinge di atmosfere futuristiche, come se fossimo di fronte ad una realtà parallela dove si combatte a cavallo con armi bianche che non hanno nulla da invidiare agli inseguimenti in macchine sportive e alle esplosioni degli action movie più quotati.

Costumi e acconciature ci regalano pelle, cuoio e stile grunge nelle miniere, e linee geometriche asettiche e taglienti negli ambienti dei ricchi (viene da pensare a Blade Runner), il tutto in una città che è un coacervo di stili provenienti da tutto il mondo. The Hood è un brand moderno e universale: si appendono cappucci in ogni angolo in segno di dissidenza come fossero hashtag.

Una scena di Robin Hood - L'origine della leggenda con Eve Hewson e Taron EgertonHDLionsgate
Robin e Marian

Siamo di fronte un ibrido difficile da sbrogliare: innestati sul tronco della leggenda letteraria troviamo la origin story del cinecomic alla Christopher Nolan, il dramma bellico alla Ridley Scott o Kathryn Bigelow o l’heist movie che fa l’occhiolino a Steven Soderbergh, ma dietro a tutte queste sfaccettature non emerge sempre una mano sicura del proprio stile, e la coesione formale ogni tanto si perde di vista.

Quanto alle performance degli attori, c’è da riconoscere l’abilità del casting: in una versione così moderna della storia, la scelta dei vari interpreti è azzeccata. Little John è misterioso, paterno e cameratesco e sempre pronto a ricordarci le tragedie del suo passato. Marian è seducente, appassionata e matura abbastanza da indicare la strada all’ancora confuso eroe, e sebbene il ruolo di Will Scarlet sia per il momento marginale, Dornan è riuscito a benissimo nello svelare progressivamente l’ambiguità del suo personaggio.

I due che però colpiscono di più sono i due avversari, il buono e il cattivo: Egerton distribuisce sorrisi seducenti, ammirati e malinconici (a seconda delle occasioni) alla sua Marian, riservando indolenti moine e poi sguardi sferzanti ai suoi nemici, e non perde mai quella franchezza, quel calore di fondo che creano empatia nello spettatore facendolo brillare come eroe in ogni momento.

Mendelsohn si diverte un sacco nel distendere la teatralità della sua performance in ogni minimo spazio aperto dalle sue battute, modulando la voce con improvvisi guizzi che sono una goduria (sarà un compito arduo per il doppiatore).

Una scena di Robin Hood - L'origine della leggenda con Jamie DornanHDLionsgate
Will Scarlet

Se l’idea di questa ardita rivisitazione un po' tamarra di una leggenda universalmente amata non vi scandalizza, il nuovo Robin Hood vi regalerà due ore di intrattenimento dal ritmo serrato che potrebbero addirittura risultare gradite. Il film esce nelle sale il 22 novembre 2018.

Voto6/10

Decisamente originale: Robin Hood è un action movie dalle mille facce che ripropone in chiave inedita le origini di una leggenda universalmente amata, gettando le basi per nuove avventure.

Angelica Vianello

Commenta

Leggi anche

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.

SCOPRI GLI OUTFIT DELL'ESTATE