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La misura di tutto: il libro dell'autrice del blog Zelda Was a Writer, Camilla Ronzullo

Un romanzo che vi poterà in viaggio, facendovi scoprire una terra pervasa di arte ed emozioni e che incanterà con il sapore della ritrovata libertà.

La misura di tutto Magazzini Salani

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Sono passati dieci anni da quando sul web è apparso Zelda Was a Writer, “un blog di condivisione sconsiderata, un avamposto di sorrisi a troppi denti e di piccole folgorazioni sulla via di Damasco”. Anni di post su libri, riflessioni, condivisioni, incontri, viaggi. A suggellare un così lungo percorso, quest’anno è uscito un libro edito da Magazzini Salani e scritto da colei che è il cuore pulsante di Zelda Was a Writer: Camilla Ronzullo. Noi, questo viaggio a tappe per l’Italia nascosto dietro il titolo di La misura di tutto lo abbiamo letto (e amato!) e quindi ecco per voi la nostra recensione.

Un lavoro che è un po’ come una gabbia, dorata forse, ma che impedisce alle mani di arrivare a prendere ciò che davvero vorrebbero stringere. Una storia d'amore così spolpata da finire in sordina, in un piccolo trafiletto di una pagina di diario iniziato un po’ per caso. Una storia, la storia, di una vita che improvvisamente si chiude e lascia un vuoto silente accanto a Nina, la protagonista del libro. Un vuoto che piano piano minaccia di avviluppare tutto, come il Nulla de La storia infinita. E così ci pensano il destino e un’amica che sa quando è il momento di scuotere gli animi a fermare l’avanzata del vuoto. Nina, durante una serata non molto entusiasmante, incontra Gerri, un signore anziano e malato.

La misura di tutto
Un romanzo divertente e raffinato

Magazzini Salani

La misura di tutto

€ 12,66

Con una richiesta tanto diretta quanto sconvolgente, l’uomo entra nella sua vita. Al resto pensano BlaBlaCar, un cane microscopico dal nome incerto, un compagno di viaggio dal passato nebuloso e dalle molteplici identità e la vita. Una vita che stupisce, sconvolge i piani e preme “Chiudi senza salvare”, cancellando domande, obiettivi e progetti in cui Nina si è rinchiusa per anni. Un viaggio a tappe per l’Italia dove la vera benzina sono la ricerca di sé e del bello, della libertà e di una dimensione in cui ritrovare la (nuova) misura di tutto.

Ho iniziato questo libro carica di curiosità, e un po’ in ansia dal vedere disilluse le mie (grandi) aspettative, conoscendo già il ricco universo di Zelda was a writer. Ma la carta stampata è diversa da un blog. Un romanzo è un’altra cosa rispetto a un post e dopo le prime pagine temevo di essermi immersa in un romanzo con il finale un po’ già scritto. Poi, però, è successa la magia. Nina, Gerri e Cesare mi hanno conquistata con i loro discorsi liberi accompagnati da vino, cibo e compagnie recuperate per caso. Ho preso parte a questo viaggio sottolineando frasi su frasi, sentendo che in alcuni passaggi il libro parlava a me, andava a scavare in emozioni ed eventi e li rimetteva in gioco, facendomeli vedere da un’altra prospettiva.

La misura di tutto è un romanzo di (s)formazione: cancella quel bisogno impellente che abbiamo di identificarci, scolpirci nella pietra e definirci. Apre alle possibilità, agli errori, alla ricerca e lo fa attraverso le parole di un uomo malato, che sta facendo ritorno alla sua Itaca e che, chissà perché, nella mia mente aveva il sorriso impertinente e fanciullesco di Mauro Corona.

La forza del libro è che accanto alla storia dei tre personaggi ci sono riflessioni di ampio respiro che trascendono gli eventi narrati, toccando l’arte, la poesia, la storia di questo Paese, i suoi pregi e i suoi difetti. Il tutto confezionato in una veste grafica dinamica: il testo stampato è spesso cancellato con generosi tratti di pennarello, affiancato da annotazioni, biglietti appiccicati, cartoline. Insomma, proprio come se fosse un vero diario che ha accompagnato Nina in questo suo viaggio attraverso l’Italia e oltre i propri confini. Una scelta accattivante, che ci invita a giocare con il libro e a intervenire per lasciare la nostra traccia.

La misura di tutto è una lettura solo in apparenza facile, perché pagina dopo pagina mette in gioco davvero tantissimi spunti e suggestioni, disegnando sulla quotidianità una porta da aprire, per entrare in un mondo tutto nuovo e tutto da scoprire.

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